Politica

di Mario Adinolfi

Il presidente cattolico dopo Napolitano

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Ha chiuso Europa (sono davvero dispiaciuto, è il giornale su cui ho scritto per tanti anni, solidale con tutti i colleghi e con il bravissimo direttore Stefano Menichini), chiude tra qualche giorno La Padania (non condivido molte cose leghiste, ma sono solidale con la direttora Aurora Lussana e soprattutto con Matteo Salvini vittima di una aggressione più che vergognosa, più che vigliacca), voi capirete che l’idea di mandare in edicola La Croce - Quotidiano diventa terrorizzante. Anche perché sia Europa che La Padania per tanti anni hanno goduto di ingenti finanziamenti pubblici, noi non chiederemo un euro allo Stato e dal 13 gennaio, giorno in cui saremo in edicola, sopravviveremo semplicemente se avremo abbastanza abbonati, abbastanza lettori, abbastanza inserzionisti pubblicitari. Dicono che sia impresa impossibile. Vedremo.

Ma non è di questo che si voleva parlare qui oggi. Tra le tante cose che racconteremo dal 13 gennaio, tra le tante storie di vita e di famiglia, ci sarà anche una vicenda pubblica che seguiremo con attenzione: l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Pare proprio che il discorso di Capodanno segnerà la fine del mandato di Giorgio Napolitano (se lo scrive in prima pagina Stefano Folli su Repubblica è perché a Folli qualcuno ha detto che può scriverlo o forse ha proprio detto di scriverlo). L’elezione del nuovo Capo dello Stato sarà un passaggio cruciale.

Credo che sarà eletto un cattolico dell’Emilia Romagna. Non solo perché è tradizionale l’alternanza laici-cattolici al Quirinale e perché un presidente emiliano non c’è mai stato, ma anche perché la ragion politica dice che si oscillerà per le esigenze renziane tra Dario Franceschini e Pierferdinando Casini nel caso il patto del Nazareno dovesse reggere, si virerà dalle parti di Romano Prodi se invece il presidente dovesse essere eletto da un asse Pd-M5S. I giornali si divertono con l’ipotesi “presidente donna”, che certamente è opzione molto renziana, ma i nomi che circolano (Pinotti, Severino, Finocchiaro) sembrano per ragioni diverse piuttosto deboli.

Racconteremo tutto quel che accadrà, tutti i retroscena, vi spiegheremo i segreti di un’elezione delicatissima che segnerà il settennato 2015-2022. Sette anni cruciali in cui a un presidente cattolico potrebbero essere sottoposti provvedimenti di legge contro la vita e contro la famiglia. E noi ogni giorno ricorderemo al neopresidente che prima della ragion politica viene la coscienza e Re Baldovino del Belgio è un esempio. Spiegheremo tutto. Keep in touch.

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09/11/2014
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