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di Mario Adinolfi

Il problema della verità

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Houston, abbiamo un problema. Un problema con la verità. Non si può più affermare, la devi mascherare sempre, devi infilarla nel frullatore dell’opinabilità, devi essere disposto a dire che due più due forse non fa più quattro, possibilmente abbassando un po’ gli occhi, altro che spade sguainate carissimo il mio Chesterton.

“La verità assoluta non esiste” fece virgolettare un Eugenio Scalfari affibbiandone la paternità addirittura a Papa Francesco, riportando una chiacchierata di cui non esistono né registrazioni né appunti. Figuriamoci se un gesuita, non dico un Papa, potrebbe mai affermare una cosa simile. Io, che con amici da trivio e quasi sante ho messo su questo strano giornale che a un Segno di verità fa riferimento, sono un pubblicano innamorato della verità cristallina. Oh, vengo dal trivio anch’io, sono il caporione dei triviali anzi, quindi mi fermo a verità semplici e vado pure in giro per l’Italia a proclamarle: le persone non sono cose, i figli non si pagano, gli uteri non si affittano, i malati non si ammazzano, i più deboli si tutelano a partire dai senza voce. E poi un paio di verità quelle sì assolutamente scandalose: siamo nati tutti e sempre dal ventre di una mamma che ha conosciuto un uomo, siamo nati maschi o femmina e il sesso non si sceglie. Roba forte, eh?

Ma abbiamo un problema. Per carità, in giro per l’Italia, nei teatri e nei palazzetti sempre strapieni, incontro tanta gente che mi conforta e mi dice che in effetti ‘sta roba è verità. Verità come la definiva Husserl: autoevidente, non ha bisogno di dimostrazione. Siamo tutti nati, siamo sempre nati, ovunque, da una mamma e da un papà. Non è che devo farvi il disegnino. E’ autoevidente, ha ragione Husserl. Ma abbiamo un problema.

A Rai1, Rai2, Rai3, La7, Canale5, Italia1, Rete4 ‘sta roba non si può affermare. E anche su Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa. Se dici che non è vero e dunque non è giusto che un bimbo abbia due papà e gli sia negato con violenza il diritto ad avere una mamma, sei omofobo. Se di conseguenza sei contrario al matrimonio gay, sei omofobo. Non ne parliamo poi se credi che la distinzione tra maschile e femminile sia ricca di senso e se dunque vuoi dire che l’ideologia del gender che vogliono insegnare pure a scuola ai bambini di tre anni sia paccottiglia piena di pericolose cazzate, lì proprio rischi di essere impalato, sei omofobissimo. Omofobissimo su Rai1, Rai2, Rai3, La7, Canale5, Italia1, Rete4, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa. Dunque, poiché sei omofobissimo, non hai diritto di parola. Totalmente negato. Costanza Miriano vende decine di migliaia di copie dei suoi libri, tradotti in tutto il mondo? Lo faccia, ma in silenzio. E’ omofobissima e massimo può aspirare a essere perculata (vuol dire presa per il culo) a La Zanzara e da Gramellini durante una puntata di Che Tempo Che Fa. Ah, ovviamente Gramellini la cita solo perché migliaia di persone dritte in piedi leggevano i suoi e altri libri in una domenica di ottobre. Le hanno prese a bottigliate quelle persone che sono le Sentinelle In Piedi, hanno mandato in ospedale preti settantenni e spaccato la faccia a tranquilli ragazzi di Rovereto, lanciato preservativi pieni di piscio addosso a bambini di sei anni che vegliavano con i propri genitori. Rai1, Rai2, Rai3, La7, Canale5, Italia1, Rete4, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa non l’hanno detto, alcuni di loro hanno però detto che erano le Sentinelle a “provocare”, che erano fascisti, Roberto Saviano ha scritto che erano “fautrici di violenza”. L’hanno prese a bottigliate e sprangate, ma se lo meritavano, erano Sentinelle omofobissime. Mancava internet, se ne è occupata Selvaggia Lucarelli, scrivendo che facevano bene a “prenderle a calci nel culo”. Perché loro quando hanno un problema con la verità, hanno un metodo semplice: la ribaltano.

Oppure la oscurano. Ieri la Corte di Cassazione ha reso note le motivazioni della sentenza contro l’utero in affitto. Molti passi della sentenza sarebbero da incorniciare, ad esempio laddove i giudici sottolineano che «il divieto di pratiche di surrogazione di maternità è certamente di ordine pubblico» poiché il ricorso all’utero in affitto «si pone oggettivamente in conflitto con la dignità umana - costituzionalmente tutelata - della gestante e l’istituto dell’adozione, l’unico a cui l’ordinamento affida la realizzazione di progetti di genitorialità priva di legami biologici con il nato». Parole cristalline. Omofobissime? Rai1, Rai2, Rai3 eccetera non ne hanno parlato, giusto mezza notizia per pochi secondi.

Houston abbiamo un problema con la verità. Non possiamo proclamarla, dobbiamo accettarla come opinabilissima. Anzi dobbiamo onorare e legittimare il trionfo dell’ideologia del gender, chiedere a Luxuria che troviamo ogni giorno su Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, Italia1, La7, Rete4, Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Isola dei Famosi, Grande Fratello e ogni network radiofonico se per favore ci onora del suo opinionismo anche dalla tv dei vescovi che gli mancava. Oh, ogni tanto invitano anche me in qualche trasmissione televisiva, a patto che non parli delle mie idee omofobiche e del mio libro omofobico Voglio la mamma: “Parla di politica, dai, funzioni di più”. Però se dici che forse è il caso che alla tv dei vescovi legittimare l’opinionista contro la verità, pure lì, è proprio troppo allora sei veramente omofobissimo e pure liberticida.

Houston abbiamo un problema.

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12/11/2014
2009/2019
S. Fausta

Voglio la
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