Società

di Mario Adinolfi

In tv vogliono dar scandalo, ma è conformismo che annoia

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Avete scritto in tanti alla pagina Facebook del nostro quotidiano “in fieri” (saremo in edicola dal 13 gennaio) e sulle pagine dei circoli Voglio la mamma, altri mi hanno scritto in privato. Ho chiesto a tutti di avere un po’ di pazienza, di darmi 48 ore.

Il tema era: i programmi tv. Insopportabili i sette minuti appaltati da Giulia Innocenzi ai The Jackal per deridere la Chiesa, insultarla, dire che è un covo di omofobi e altri colossali cumuli di cazzate, che seguono la ridicola performance delle Femen che bestemmiavano Dio e attaccavano Papa Francesco. Peggio ancora la trasmissione di Raitre con cui il direttore Andrea Vianello ha consegnato a una conduttrice imbarazzante anche per incapacità tecnica, ovviamente esterna Rai, una trasmissione senza senso che ha provato a descrivere la famiglia “tradizionale” come luogo di tutti i mali e la “famiglia gay” come paradiso in terra. Neanche discuto le argomentazioni usate. Erano semplicemente risibili.

Vi avevo chiesto 48 ore di pazienza perché non avevo nessuna voglia di fare pubblicità ai programmi ricalcati sul pensiero unico e scritti con un unico pensiero: propagandare i “modelli familiari” Lgbt. E, ve lo dico, tornerò al mio consueto metodo che chi ha frequentato anche solo una tappa del tour o letto qualche pagina di VLM ha imparato a conoscere bene. Poche parole. Meglio i numeri, che spiegano tutto.

La factory di Michele Santoro l’anno scorso andava in doppia cifra d’ascolto, Announo della Innocenzi (format che conosco bene visto che molti critici, cito Francesco Specchia di Libero, sanno essere copiato dal mio Pugni in Tasca che condussi su Mtv) l’anno scorso era partito addirittura con un ascolto superiore a quello di Annozero di Santoro. Bene. Con le Femen e gli insulti di The Jackal alla Chiesa e ai cattolici italiani, giovedì in prima serata la Innocenzi ha fatto il 3%. Quanto a Andrea Vianello stamattina si è svegliato coccolandosi un disastroso 2% per la sua trasmissione scellerata e falsa contro la famiglia.

I programmi che fanno il 3 e il 2 in prima serata su grandi reti nazionali si chiudono. Il pubblico ha decretato che sono brutti. E’ brutta televisione, perché è televisione antipopolare che dice il falso. Che triste fine che hanno fatto Raitre, che triste fine la factory di Santoro. Una volta erano la sinistra televisiva che sapeva parlare al popolo, anche a chi non li condivideva. Oggi vogliono solo compiacere una lobby e sono diventati conformisti. Non c’è nulla di peggio, in tv e nella vita, che conformarsi al pensiero unico. Ci rifletta Andrea Vianello, ci rifletta Michele Santoro. Ci riflettano pure le due conduttrici, anche se la loro pochezza ci lascia scarse speranze di consapevolezza.

E con questo basta pubblicità gratuita a chi sperava di dar scandalo e ha semplicemente, mortalmente annoiato. I conformisti annoiano.

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22/11/2014
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