Politica

di Mario Adinolfi

In Italia un bambino ucciso ogni 5 minuti, nel ventre materno

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

La mia ossessione per i numeri m’ha fregato ancora una volta. Devo imparare a distrarmi, a non pensare sempre alle cifre. Il problema è che in questi giorni tragici con fatti di cronaca che ci raccontano di bambini strangolati e uccisi, con la storia del piccolo Loris che ci strappa le viscere insieme a quelle già rimosse dalla nostra selettiva e impaurita memoria (penso a Fortuna, 6 anni, uccisa un mese fa probabilmente dallo stesso sconosciuto che ha ucciso sette mesi fa Antonio, 3 anni, a Napoli e nessuno ne parla più), mi sono ritrovato a far di conto. A pensare a come si possa fare qualcosa per difendere i più indifesi tra noi, i bambini, appunto. E l’ossessione per le cifre che conosce chi ha letto Voglio la mamma si è di nuovo impadronita di me.

I bambini che vengono uccisi ogni anno in Italia sono 106mila. Vengono uccisi nel ventre materno perché sono considerati una scomodità, un ostacolo, un fastidio di cui sbarazzarsi. Il calcolo è per difetto, riguarda i soli aborti chirurgici, non calcola le migliaia di aborti indotti per via chimica (prevalente con RU486) né le centinaia di migliaia di scatole di pillola del giorno dopo e dei cinque giorni dopo che hanno portato nella cultura delle giovani donne italiane l’idea che aborto uguale contraccezione.

Ma restiamo ai 106mila aborti accertati per via chirurgica, soppressione di Stato di vita umana autorizzata e realizzata molto spesso per futili motivi. Sono 290 bambini uccisi al giorno, uno ogni cinque minuti, per 24 ore, di notte e di giorno. Il bello è che la vulgata di gran moda racconta la cazzata che non ci sono abbastanza medici. Ammazzano un bimbo ogni 5 minuti e ci dicono che i boia non sono abbastanza, che chi si rifiuta andrebbe radiato dalla professione medica, che i medici obiettori sono degli scansafatiche. Scansano la cultura della morte, provano ad arginarla, difendono i più deboli, i senza voce, provano a dare alternative alle giovani donne che compiono una scelta così tragica. Molte di loro la rimpiangeranno.

E vi dicono che è colpa della crisi e trovano motivazioni di natura sociologica. Nell’Italia appena uscita dalla guerra, nell’Italia che era solo macerie del 1946 nascevano più del doppio dei bambini rispetto all’Italia dei due telefonini a testa del 2013. Tutte minchiate, le motivazioni sociologiche. Uccidiamo i bambini perché siamo diventati tristi. Tristi e egoisti. Abbiamo paura di squassare la nostra vita con la vita stessa. Per questo molto spesso siamo già morti.

Per questo capita di dover scrivere di Loris, di Fortuna, di Antonio. Di Domenico, 3 anni, a cui hanno sparato in faccia a Palagiano, ucciso mentre era in braccio alla madre. Di Nicola, per tutti Cocò, ucciso a 3 anni con una pistolettata in testa a Cassano, un’esecuzione, freddato con la modalità con cui si ammazzano i boss e poi bruciato insieme al nonno. Ne scrivo per ricordarne almeno i nomi. Sono tutti fatti avvenuti nel 2014. Tutti fatti già dimenticati. Ed erano bimbi vivi, con un nome, un cognome, una storia.

D’altronde siamo nel tempo in cui il Journal of Ethics fa le monografie sull’aborto post nascita, in cui a Princeton il guru accademico Peter Singer è insieme campione dell’animalismo e delle teorie che legittimano l’infanticidio, del Fatto Quotidiano che ci spiega che bisogna legalizzare l’incesto http://www.ilfattoquotidiano.it/…/incesto-ecco-per…/1137020/ e di un contesto europeo dove si moltiplicano i sostenitori della depenalizzazione della pedofilia http://www.alfemminile.com/…/proposta-shock-per-depenalizza… e il dramma è che è tutto tremendamente logico.

Diceva giustamente Madre Teresa di Calcutta che “l’aborto è il più grande distruttore, perché se una madre può uccidere il proprio figlio, cosa impedirà che tu uccida me o io uccida te?”. E’ così. Uccidiamo in Italia un bimbo ogni cinque minuti, poi ci regaliamo cinque minuti di dolore per Loris. In realtà siamo immersi in una mortificante indifferenza, in cui ogni delirio diventa possibile, in cui non c’è più nessun ostacolo. Distruggiamo i più indifesi come anticamera alla nostra propria distruzione.

Continuo a sperare che un risveglio da questo incubo sia possibile.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

03/12/2014
1907/2019
Sant'Arsenio

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Tag associati

Articoli correlati

Società

Il primo Natale di Gammy, nato come se fosse Betlemme

Ieri Gammy ha compiuto un anno e si appresta a vivere nel villaggio a cento chilometri da Bangkok dove abita il suo primo vero Natale con la giovane mamma Goy e con suo marito che gli fa da papà.

Leggi tutto

Politica

Il disegno politico di Salvini

Salvini pensa che governerà “per un trentennio” e in effetti l’assenza di opposizioni oltre che la debolezza del suo alleato nell’esecutivo lo autorizza a queste rosee previsioni. In più è andato ad Arcore da Berlusconi per accertarsi che a Berlusconi interessa sempre e solo una cosa, cioè la sua “roba”, i tetti pubblicitari e quelle faccende lì, sul resto via libera a tutto a partire da Foa presidente della Rai che, poverino, è a bagnomaria a viale Mazzini da due mesi.

Leggi tutto

Chiesa

Non ci dividerete

La Chiesa ha “aperto ai gay”? Le titolazioni dei quotidiani sembrano non riuscire a trovare altra sintesi dopo la lettura della “Relatio post disceptationem” del cardinale Peter Erdo al Sinodo sulla famiglia.

Leggi tutto

Società

In tv vogliono dar scandalo, ma è conformismo che annoia

Avete scritto in tanti alla pagina Facebook del nostro quotidiano “in fieri” (saremo in edicola dal 13 gennaio) e sulle pagine dei circoli Voglio la mamma, altri mi hanno scritto in privato. Ho chiesto a tutti di avere un po’ di pazienza, di darmi 48 ore.

Leggi tutto

Politica

Lucia, Benedetta e Olga persone dell’anno

Fossimo già in edicola dedicheremmo la copertina alla Persona dell’anno un po’ come fa Time, perché siamo megalomani. La rivista americana ha scelto per il 2014 i medici che curano l’ebola, ha assegnato un riconoscimento collettivo, mi sembra assai sensato.

Leggi tutto

Politica

Ora tutti in piazza

Ora il disegno è chiaro. Ora si capisce perché ieri tutte quelle paginate sulla “svolta pro gay” al Sinodo. Ve l’avevamo detto subito da queste colonne: occhio alla trappola, occhio che vogliono dividerci.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano