Chiesa

di Roberta Vinerba

La donna la cui bellezza fa impallidire i cieli

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

L’8 dicembre 1854 Pio IX promulgò con la Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus, il dogma della Immacolata Concezione. «Dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli». Pio IX definì infallibilmente ciò che, fin dall’inizio e ovunque, presente nella Tradizione vivente della Chiesa, affonda le radici nella Sacra Scrittura ― Maria è la piena di grazia ― e nella dottrina dei Padri.

Il dogma è una verità di fede insegnata dalla Chiesa e rivelata da Dio: si tratta di una luce capace di guidare i passi del credente affinché non devi dalla verità, che illumina la via sicura. Quale pista, allora, illumina il dogma dell’Immacolata? Quella circa la verità della persona umana e la sua dignità.

In Maria è rivelata la bellezza della umanità redenta da Cristo e il suo destino ultimo. Essa è immacolata perché non ha conosciuto la ferita del peccato originale, quell’essere divisi in noi stessi per cui ci troviamo a «non fare il bene che vogliamo e a compiere il male che non vogliamo» (Cf. Rom 7,19). In lei in vista della missione salvifica del Figlio, è stato anticipato quello che sarà per ciascuno di noi. Quello che per lei è il principio, per noi è il fine. Guardando alla sua bellezza intravvediamo la nostra, lei è lo specchio di ciò che Dio ha pensato per ciascuno di noi. E Maria è al nostro fianco perché il sogno che Dio ha sognato per noi possa realizzarsi.

Pellegrina come noi, la Vergine ha faticato la nostra stessa fatica, ma proprio perché non imbruttita dal graffio del male, è capace di provare tenerezza per le nostre miserie. Proprio perché lei per prima, ha goduto della redenzione di Gesù, è capace di intercedere perché nessuno dei suoi figli ne resti privo. Perché conosce la pienezza della grazia, Maria è testimone affidabile della gioia che già oggi è nostra e che sarà totale quando finalmente saremo faccia a faccia con Dio, con lei, con i santi e tutti coloro che sono andati avanti, in quel luogo verso il quale, lo sappiamo o meno, si volge ogni nostro desiderio e che chiamiamo Paradiso.

Maria, la Donna la cui bellezza fa impallidire i cieli, è sempre in visitazione, si preoccupa di noi perché anche noi, scelti personalmente da Dio, possiamo giungere alla destinazione finale del nostro vivere, che consiste nell’essere «santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

In un tempo nel quale corriamo tutti come pazzi e spesso senza sapere dove, e perché, l’Immacolata indicando la direzione e il senso della vita, ci ricorda che già oggi la grazia di Dio è all’opera, nella storia, nella nostra storia, per farne un’opera di terra e di cielo, finché la terra sarà tutta, finalmente, inabissata nel cielo.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

08/12/2014
1910/2019
S. Paolo della Croce

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Tag associati

Articoli correlati

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano