{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} Cento anni di massacri di cristiani nel mondo

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di Mario Adinolfi

Cento anni di massacri di cristiani nel mondo

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La vulgata corrente, ogni volta che si prova a parlare dei 105mila cristiani che ogni anno sono uccisi nel mondo, riporta sempre frasi del tipo: “E allora voi con l’Inquisizione? E allora le streghe bruciate, le crociate, i colonizzatori del Cinquecento?”. Di solito ci si ferma a mezzo millennio fa, perché stragi compiute da gente con la Croce in mano non se ne conoscono da 500 anni a questa parte, ma insomma se Giovanni Marcotullio invita ad andare a vedere Cristiada sul massacro deciso dai massoni messicani al potere contro i cattolici, le repliche sono di quel tenore. Sarà dunque utile, forse, rammentare i massacri subiti dai cristiani nell’ultimo secolo di Storia. Anche per far capire che l’eventuale avanzata dell’anticlericalismo e del laicismo massonico può portare a conseguenze davvero tragiche.

1915: genocidio degli Armeni ad opera degli Ottomani (turchi), 1.200.000 fedeli della Chiesa apostolica armena uccisi (altre statistiche parlano di 2.500.000 di morti);

1926-1929: massacro dei cattolici messicani ordinato dal presidente Calles, anticlericale e massone, 85.000 morti compresi sacerdoti, donne e bambini; la mattanza provocò la rivolta nota come Cristiada;

1936-1939: massacro dei cattolici spagnoli nel corso della guerra civile, 10.000 i morti la metĂ  dei quali sacerdoti, uccise anche 283 religiose sempre da parte di comunisti e anarchici;

1917-1945: i regimi nazista in Germania e comunista in Unione Sovietica attivano una persecuzione in larga scala dei religiosi e dei fedeli cristiani, i numeri delle vittime sono oscillanti ma si calcolano milioni di morti considerando anche i regimi comunisti post-Seconda Guerra Mondiale in Europa e nel Sud-Est Asiatico;

1975-1999: in Indonesia nella regione di Timor Est le autoritĂ  affogano nel sangue la comunitĂ  cristiana, provocando duecentomila morti;

In Algeria, Egitto, Nigeria, Libia, Somalia e Sudan i cristiani sono esplicitamente discriminati e si susseguono chiusure di luoghi di culto oltre ad attentati continue e stragi. Nel Medio Oriente l’Isis massacra i cristiani con continue decapitazioni ed uccisioni di massa. In Afghanistan e Pakistan diventare cristiani significa essere automaticamente passibili di pena di morte, in Arabia Saudita è reato anche solo possedere una Bibbia, in Iran, Iraq e Siria i cristiani si espongo settimanalmente a terribili attentati e violenze di ogni genere, in India i cristiani a migliaia sono oggetto di violenze da parte dei fondamentalisti indù, in Corea del Nord è vietato essere cristiani, in Cina anche nel 2014 il governo continua a demolire chiese cattoliche e simboli religiosi cristiani, lo stesso si fa in Vietnam.

In Stati che comprendono molto più della metà della popolazione mondiale i cristiani sono ancora perseguitati. Da duemila anni la Chiesa non fa altro che innalzare martiri agli onori degli altari, gli ultimi cento anni di storia sono stati gli anni di un anticristianesimo violento e militante. Il frutto avvelenato è l’infamia di non raccontare mai questa storia, avendo cura di narrarne con insistenza un’altra, quella di una Chiesa violenta. Che, semplicemente, non esiste. E’ il solito ribaltamento della verità, una narrazione bugiarda che tramuta il falso nel vero. Ma la verità è tremenda, forte come nel film Cristiada, purtroppo colorata di rosso, colorata di sangue cristiano. Oggi come ieri.

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09/12/2014
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