Società

di Mirko De Carli

E a Faenza la mozione diventò gay friendly

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Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno dal titolo ‘valorizzazione e sostengo della famiglia naturale’ il sindaco di Faenza Malpezzi ha replicato le gesta del Don Abbondio di manzoniana memoria. Prima i chiarimenti. Poi il passo indietro. Poi la presentazione urgente di un ordine del giorno con contenuti nettamente contrari a quelli approvati nei giorni scorsi anche da una parte non minoritaria del Partito Democratico. Già il titolo dice tutto: ‘sostegno alle politiche famigliari’. Ecco il neolinguismo gay-friendly che fa tanto tendenza oggi. Ma cosa vuol dire nella sostanza? Perché di sostegno reale alla famiglia non si parla. Si parla soltanto di ciò che famiglia non è, cercando di coprire il tutto con parole che riescono ancora a suggestionare una certa sinistra anti-cattolica quali ‘uguaglianza, pari opportunità ...’. Parole che con questa operazione non hanno nulla a che vedere.

Oltre a una serie di ‘considerata’ alquanto banali ed estremamente politically correct l’ordine del giorno impegna il comune ‘a proseguire nelle azioni a dovere delle famiglie potenziando i servizi e le progettualità di formazione nel fronteggiare le situazioni di fragilità vecchie e nuove’ promuovendo le pari opportunità e invita la Regione a ‘promuovere una ‘festa della famiglia’ che sia inclusiva di tutte le forme di convivenza familiare’. Bellissimo. Hanno davvero focalizzato l’attenzione sui problemi reali della famiglia. Bravi. Ma vergognatevi. E non basta: intendono promuovere una ‘festa della famiglia’ (ricalcando il nome previsto nel precedente odg) inclusiva di ogni forma di convivenza . Allora che razza di festa della famiglia è? Facciamo la ‘festa della coppia’. No, tutto deve essere asservito ad abbattere l’istituto del matrimonio come previsto in costituzione.
Non a caso l’odg conclude con la sollecitazione al governo e al parlamento di trasformare quanto prima in legge dello stato il ddl Cirinnà. Così, equiparando le convivenze omosessuali con il matrimonio, verrebbe scardinato definitivamente quello che, anche un sociologo laico e non cattolico come il prof. Ferrarotti ha più volte definito l’elemento su cui si fonda la solidità della società italiana, ovvero la famiglia. E che fa essere l’Italia una straordinaria eccezione mondiale. Tutto questo approvato con un partito democratico assolutamente allineato dopo il ‘serrare le file’, capace di portare il proprio sindaco a rinnegare se stesso negandogli la libertà di pensiero in cambio della ricandidatura , che si vende alle associazioni Lgbt per qualche manciata di voti. Associazioni Lgbt tutte presenti in aula durante il dibattito. In tutto questo un plauso va fatto al consigliere comunale Bernardi e a chi, con lui, ha combattuto strenuamente questa battaglia per difendere la famiglia formata da una mamma e da un papà.
In consiglio comunale hanno vinto loro (16 a favore, 5 contrari, un astenuto). Hanno vinto una battaglia, ma è una vittoria di Pirro. Con i muri non si costruiscono i popoli ma si reprimono le libertà. Per questo non vinceranno la guerra. Perché quella si combatterà nel paese reale, non in consiglio comunale, dove il popolo saprà giudicare con coscienza. Perché la Verità è più forte di mille menzogne.

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23/12/2014
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