Chiesa

di Francesca Immacolata Chaouqui

Racconterò il vero Papa Francesco

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Ci sono persone che sanno sognare. Sì bisogna saper sognare perché solo sogni sapienti poi finiscono con il realizzarsi. Io sono esperta di sogni impossibili, ed è per questo che dal primo momento che ho letto della Croce Quotidiano, ho pensato a Mario, alle battaglie che gli ho visto combattere in tanti anni che lo conosco, quando nessuno dei due sapeva che si sarebbe trovato a combattere dalla stessa parte. Ho sorriso, un po’ come si fa quando ti aspetti da un momento all’altro che qualcuno che conosci sia destinato a fare qualcosa di grande. Fondare un quotidiano. Roba da matti, su questi temi poi: che a sentire i benpensanti ormai siamo rimasti in 5 a difendere la vita, la genitorialità uomo - donna, credere che in fondo alla vita c’è sempre una speranza che non fa staccare la spina.

Ed invece la Croce è uno dei sogni di cui parlavo prima. Un sogno concreto. Un sogno fatto di persone, forse poche (e non credo) ma libere. Libere di non avere paura ed andare controcorrente.

Facile dire oggi che tutti possono adottare bambini, difficile dire che conta la felicità del bambino prima di quella dei suoi genitori. Facile uccidere un feto credendo che non sia vita, difficile affermare che lì in quei pochi millimetri c’è un progetto divino, c’è anima, c’è l’alito di Dio. Chi parla più di Dio? Purtroppo sembra che sia una delle parole meno cercate dicono le statistiche dei motori di ricerca.
Già, perché di Dio forse non abbiamo più bisogno, si pensa di poterlo sostituire con le macchine, un abbuffata di tecnologia, una giro di parole vuote ma messe una dietro l’altra nel modo giusto, gli psicofarmaci della gioia a portata di mano.

Lo chiamano progresso, e guai a chi prova a dire che non è tutto qua. Che non è tutto giusto quello che l’uomo crede di poter avere pagando, figli e surrogati di famiglie incluse, felicità a sconto, amicizie a rate che durano il tempo di un interesse. I sogni concreti si realizzano perché chi li fa li costruisce. Follower dopo follower in questo caso, con milioni di km in macchina per raccontare Voglio La Mamma, per parlare alla gente di persona, come farà questo quotidiano.

Dicevo che io sono esperta di sogni, perché se, come è successo a me una mattina ti svegli e senti dall’altra parte del telefono che il Santo Padre ti chiama a servire la Sua Chiesa ed aiutarlo nella sua missione, fai fatica a credere che sia vero. Tutti i sogni hanno dei costi: io lo so bene.

Denunciare quello che non va ha costi molto alti, lanciarsi in battaglia con solo il coraggio delle idee e nessuno alla spalle è quasi da suicidio. Posso dirvelo con ragione di fatti perché l’ho provato e testato sulla mia stessa pelle, colpita a suon di paginate sulle testate di mezzo mondo. Ma alla fine non è detto che il buio
prevalga. Anche di questo sono testimone. Non preaevalebunt e così è stato nel mio caso. E così sarà per questo quotidiano. ne sono certa.

Ed è per questo che so che anche la Croce, sogno di un uomo capace di sognare, capace di lottare, capace di credere, andrà lontano. Io so che la Croce forse non servirà a far cambiare idea a nessuno ma sicuramente getterà il seme della speranza, del coraggio delle proprie opinioni, del valore della vita. E lo farà in chiunque raggiungerà.

E’ per questo che su La Croce, quando Mario me l’ha chiesto, ho accettato di scrivere. L’unico giornale dove lo farò nonostante me lo chiedano in molti.

Perché su La Croce potrò raccontare il vero Papa Francesco, quello che io conosco e vivo, quello che difende la famiglia uomo-donna, la vita, la speranza, Quello che gli altri giornali raccontano poco, già perché un Papa che pensa con le logiche del mondo piace di meno di un Papa, l’unico vero, che pensa con le logiche del Vangelo. Su La Croce so che di questo potrò parlare. E allora vi aspetto in edicola, con questo sogno che sarà carta e inchiostro ma soprattutto idee, coraggio, impegno.

Auguri Mario, Buon Cammino

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04/01/2015
1807/2019
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