Politica

di Luigi Mercogliano

Il muro di gomma

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«Ci sono voluti dieci anni, dieci anni di bugie, dieci anni di perché senza risposta. Perché chi sapeva è stato zitto? Perché chi poteva scoprire non si è mosso? Perché questa verità era così inconfessabile da richiedere il silenzio, l’omertà, l’occultamento delle prove?»

Inizia così la scena finale di uno dei film più belli mai realizzato in Italia, ‘Il Muro di gomma’ di Marco Risi del 1991, che narra la vicenda giudiziaria e le indagini investigative che girano intorno alle inchieste sull’abbatimento del DC9 Itavia la sera del 27 giugno 1980 nei cieli di Ustica.
Ecco, lo stesso finale andrebbe bene, con i dovuti distinguo, per la vicenda non ancora risolta della cosiddetta Terra dei Fuochi, quel ‘triangolo delle Bermuda’ tra le provincie di Napoli e Caserta nel quale la Cupola mafiosa dei ‘Casalesi’ ha fatto sparire il contenuto altamente tossico degli scarti industriali di decine e decine di industrie del Nord che, per agirare il Fisco, hanno fatto arrivare tra gli anni ottanta e novanta circa 410 mila tir che hanno sversato indisturbati nel sottosuolo di quelle zone vernici, fanghi industriali e persino materiali di scarto derivanti dall’attività di cliniche private, di laboratori d’analisi, di studi medici privati e addirittura di ospedali e ambulatori medici pubblici.
A differenza della tragedia di Ustica, però, quella della Terra dei Fuochi è ancora all’inizio. Anche se, nei fatti - che, per “opportunità politica”, il Governo presieduto da Romano Prodi e quello venuto dopo presieduto da Silvio Berlusconi hanno deciso di nasconderci secretando i verbali dell’audizione alla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti della Camera del pentito Schiavone, capoclan mafioso di Casale di Principe - la vicenda è già nota dall’ottobre del 1997. Fu in quel periodo infatti che la Cupola casalese iniziò a scricchiolare. Ma la politica decise che nessuno doveva sapere, nulla doveva trapelare. Nel frattempo, nulla veniva fatto per evitare il biocidio causato dall’inquinamento irreversibile delle falde acquifere di quel comprensorio vastissimo che si estende tra le due province più grandi della Campania che da sole contribuiscono a piu del 45% degli insediamenti abitativi della Regione. Una catastrofe umana che dagli anni ‘90 ad oggi ha fatto migliaia e migliaia di vittime, che si è concretizzata in un trend negativo che ha visto drammaticamente impennarsi la curva delle statistiche di nuove forme tumorali, come quella tremenda e più complessa da debellare del cancro al colon-retto e, cosa più drammatica, ha registrato centinaia di casi tra i bambini, la gran parte dei quali oggi purtroppo non ci sono più.
Sono ancora ‘vivi e vegeti’, invece, i rappresentanti della classe politica del tempo che, per la maggiore, sono gli stessi personaggi che calcano le scene della politica nazionale e regionale campana da oltre un ventennio e che ciclicamente, con operazioni abilissime di restyling, sono capaci di rastrellare tonnellate di voti, molti dei quali provengono proprio da quelle terre per colpa loro inquinate per sempre.
In quel verbale, desecretato soltanto un anno fa dalla presidente della Camera Laura Boldrini, il pentito Carmine Schiavone afferma che “gli abitanti lì intorno non credo che si salveranno. Chi vive in quei paesi - conclude - avrà al massimo vent’anni di vita”. E così è stato, nel silenzio assordante di una classe politica che non poteva non sapere. Ed ha taciuto. Una volta la politica cosiddetta ‘clientelare’ dispensava tonnellate di ‘favori’ in cambio di voti. Oggi il grande paradosso da queste parti è che in cambio di vagonate di voti dati trasversalmente sempre agli stessi personaggi - che, quando proprio sono ‘cotti’, passano il testimone a figli o nipoti nel rispetto della più ossequiosa perpetuazione della dinastia in stile reale - questi ti ricambiano con tonnellate di rifiuti altamente tossici e, quando ti va bene, con una politica attenta solo a tasse ed al taglio indiscriminato dei servizi al cittadino.
Ma allora, c’è da chiedersi, qual è il vantaggio di votare per decenni sempre gli stessi personaggi che, indisturbati, da Bassolino a Caldoro, hanno pensato e pensano solo ed esclusivamente ai fatti loro?
Un esempio lampante crea uno squarcio in questo squallore istituzionale che si preoccupa solo degli ‘amici degli amici’ lasciando da solo il cittadino alle prese con la burocrazia, con la mala politica ed in alcuni casi con la sopravvivenza. Sapete come ha speso la Giunta Bassolino gran parte dei Fondi Europei messi a disposizione da Bruxelles per la programmazione di spesa? L’elenco di sagre e sagrette di Paese passate al vaglio dell’Europa come eventi ‘di rilevanza sociale e culturale’ è lungo. Ma ce n’è uno che veramente ha fatto scalpore. E, nello specifico, parliamo dei 750 mila euro dati ad Elton John per il suo concerto a Piazza del Plebiscito nel 2009 fatti passare e giustificati all’Europa come ‘fondi regionali per lo sviluppo per la Cultura’. Ed i 75 mila euro dati alla kermess musicale Afrakà Rock Festival di Afragola, terra dell’ex Governatore comunista oggi intellettuale del più importante Think Thank campano Antonio Bassolino, questi che motivazione virtuosa avranno avuto? La stessa. Sarà un caso che proprio nella sua terra sia stato dato un contributo per la realizzazione di questa ‘kermesse di rilievo’ internazionale? Dovremmo chiederlo al sindaco di Afragola che, non a caso, è del Pd.
E che dire di Caldoro che non istituisce il ‘registro regionale dei tumori’ chiesto da più parti ed invocato a gra voce per tutta la legislatura dagli oncologi partenopei testimoni, loro malgrado, degli effetti devastanti della Terra dei Fuochi sui cittadini campani, mentre soltanto poche sere fa dal palco della festa del capodanno 2014-2015 Gigi D’Alessio gli porge l’assist a porta vuota per l’inizio della campagna elettorale dicendo in diretta nazionale che solo l’1% della terra campana è inquinato e che la Terra dei Fuochi non esiste più?
Perché - verrebbe da chidersi - bisogna mentire così spudoratamente? Perché bisogna ancora tacere?
Ma anche ai due contendenti - Andrea Cozzolino e Vincenzo de Luca, che si stanno dando battaglia da mesi annunciando e poi rinviando di continuo le primarie del Pd per la scelta del candidato Presidente - verrebbe da chiedere perché la sinistra allora guidata da Romano Prodi e per la quale ministro degli interni era Giorgio Napolitano non disse la verità e tenne segreti i verbali dell’audizione di Schiavone nell’ottobre del 1997?
Il pezzo del giornalista Rocco Ferrante dettato al telefono nella scena finale de ‘Il Muro di gomma’ si conclude cosi:
«C’era la guerra quella notte del 27 giugno 1980: c’erano 69 adulti e 12 bambini che tornavano a casa, che andavano in vacanza, che leggevano il giornale, o giocavano con una bambola. Quelli che sapevano hanno deciso che i cittadini, la gente, noi non dovevamo sapere: hanno manomesso le registrazioni, cancellato i tracciati radar, bruciato i registri, hanno inventato esercitazioni che non sono mai avvenute, intimidito i giudici, colpevolizzato i periti. E poi, hanno fatto la cosa più grave di tutte: hanno costretto i deboli a partecipare alla menzogna, trasformando l’onestà in viltà, la difesa disperata del piccolo privilegio del posto di lavoro in mediocrità, in bassezza. Ora, finalmente, mentre fuori da questo palazzo, dove lo Stato interroga lo Stato, piove, a molti sembra di vedere un po’ di sole. Aspetta. Queste ultime tre righe non mi piacciono. Aggiungi soltanto… Perché?»
C’è stata una guerra a Casal di Principe in quel periodo. Anzi, più d’una. Ed una guerra la combattono oggi centinaia di famiglie per salvare la vita ai propri parenti, ai propri figli, spesso, ai propri bimbi piccoli. Perché avete taciuto? Perchè tanta bassezza, tanta mediocrità? Perché, Popolo della campania, continui a votare per gli assassini dei tuoi figli da oltre vent’anni?
Nemmeno a me piacciono queste ultime righe. Aggiungo soltanto…“Perche”?

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04/01/2015
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