Media

di Mario Adinolfi

Il gender a Sanremo? Noi cambiamo canale

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

I conti non tornano. Apriamo oggi il giornale sugli Stati Uniti che, avendo avuto un anno di ripresa economica, tornano massicciamente a investire. Da noi la ripresa non si vede, in compenso le spese senza senso non mancano mai. Tra pochi giorni il festival di Sanremo guidato da Carlo Conti ci regalerà pagine di propaganda all’ideologia del gender che costeranno ai contribuenti italiani oltre centomila euro. Caro conduttore, che ci stai anche simpatico, sappi che non basta la mossa cerchiobottista di portare sul palco delle canzonette anche una famiglia numerosa per provare a riequilibrare con classica mossa Rai dei conti che non tornano.

Le paraculate qui non attaccano, siam gente sveglia, coprirsi le spalle con i sedici figli di una bella famiglia per farci inghiottire l’ideologia gender è considerarci cretini. E l’Italia popolare che guarda Sanremo si vuole divertire, non sentirsi trattata da imbecille, perché noi ai nostri figli teniamo: li educhiamo al maschile e al femminile e sanno che le loro certezze si chiamano papà e mamma. Non l’indistinto della notte in cui tutte le vacche sono nere, dove tutto è confuso, basta mettersi un vestito da donna e tenersi la barba, non aver mai pubblicato un album di canzoni e essere invitati al festival di Sanremo come “ospite d’onore”, evidentemente non per cantare, ma per fare propaganda a favore di un’ideologia.

Comunque, caro Conti, te lo diciamo chiaro: se c’è il gender, noi cambiamo canale. Liberi voi di pagare con i nostri soldi la propaganda che volete. Liberi noi di non guardarvi. Almeno questo ci sarà concesso.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

03/02/2015
2909/2020
Ss. Michele, Gabriele e Raffaele arcangeli

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Media

Quello strano silenzio dei media sulle parole del Papa

Se Francesco parla di gender e famiglia, se chiede agli intellettuali di “non disertare”, giornali e telegiornali lo zittiscono. Con qualche manovra sospetta

Leggi tutto

Media

Vogliono tornare all’EIAR

Ho lavorato per molti anni in Rai e ne conosco bene il terribile sport che accomuna l’ipertrofica pianta organica dei dipendenti e dirigenti dell’azienda: fiutare il vento e piazzare la vela in conformità. Per chi ama la libertà delle idee è qualcosa che ti fa mancare l’aria, io mi dimisi addirittura da un contratto a termine, comprendo perfettamente la decisione di Milena Gabanelli di autosospendersi davanti all’umiliazione, come quella di Giletti e Floris (altro sgradito, molto sgradito a Renzi) di andarsene a La7.

Leggi tutto

Politica

Il gender imposto per sentenza

La Corte europea vuole dettarci le norme sul diritto di famiglia, ma anche Corte Suprema americana e Corte di Cassazione italiana violano la democrazia e sentenziano ideologicamente

Leggi tutto

Politica

Gender e utero in affitto: il “sistema Val d’Enza”

Leggi tutto

Società

Per una vera femminilità

In vista della Festa della Donna dell’8 marzo anticipiamo un documento importante: la Dichiarazione delle Donne del Mondo contro l’ideologia gender e l’utero in affitto: “Vogliamo essere femminili, vogliamo essere e amare il nostro essere madri”

Leggi tutto

Società

“Difendiamo i nostri figli”: «Pronti a tornare in piazza»

Il primo Congresso nazionale del Comitato “Difendiamo i nostri figli” si è chiuso con l’intervento del presidente Massimo Gandolfini che ha ribadito la contrarietà del soggetto che ha mobilitato la manifestazione del 20 giugno a piazza San Giovanni a qualsiasi ipotesi di legge sulle unioni civili e sui connessi diritti di filiazione. Interventi da sessantotto comitati locali

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2020 La Croce Quotidiano