Società

di Mario Adinolfi

Uno studio (vero) sui “figli” di coppie gay

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Con un articolo sul British Journal of Education, Society & Behavioural Science, una rivista peer-reviewed (cioè rivista “dai pari” senza conoscere l’autore dei testi, dunque con un alto grado di attendibilità scientifica), il sociologo americano Paul Sullins afferma che i “problemi emotivi [sono] maggiori per i bambini con genitori dello stesso sesso rispetto a quelli con genitori di sesso opposto addirittura con una incidenza più che doppia”. Sullins dice chiaramente: “Non è più lecito affermare che nessuno studio ha trovato i bambini che vivono in famiglie omogenitoriali svantaggiati rispetto a quelli in famiglie eterosessuali”.

La ricerca si basa su un campione più ampio rispetto a quelli di qualsiasi altro precedente studio: 512 bambini con “genitori” dello stesso sesso, dati tratti dal Interview Survey National Health. I problemi emotivi rilevati sono molteplici, compresi comportamenti scorretti, preoccupazioni, depressione, rapporti difficili con i coetanei e incapacità di concentrarsi. Secondo Sullins i genitori di sesso opposto riescono a fornire un ambiente migliore dove vivere e crescere. Il modello Elton John di dare “amore” ai figli avuti da madri tramite l’utero in affitto non funziona. Sullins sostiene che “il vantaggio principale del matrimonio per i bambini non può essere il fatto di presentargli genitori migliori (più stabili, finanziariamente benestanti, ecc), ma di presentargli i propri genitori“. C’è altro da aggiungere?

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12/02/2015
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