Storie

di Antonello Iapicca

Vogliono uccidere i cristiani

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Quest’anno la Quaresima bussa alle nostre porte con le minacce dell’Isis. Ma a guardare bene, sulle porte che ci separano dalla storia cola il sangue dei molti fratelli “assassinati per il solo fatto di essere cristiani”, come ha detto Papa Francesco riferendosi ai ventuno copti decapitati in Libia dai miliziani dello Stato Islamico e ripresi in un video terrificante con le acque del Mediterraneo colorate del loro sangue. Attraverso questo sangue Dio ci sta parlando ormai da molto tempo.

Non è diverso da quello dei martiri che da duemila anni ha imporporato la terra dei cinque continenti. Ma oggi è un indizio chiaro della volontà di Dio che dobbiamo saper cogliere, se davvero vogliamo guardare agli eventi con gli occhi profetici che solo la fede può donare. Altrimenti rischiamo di impantanarci nelle fredde analisi geopolitiche, importanti per carità, ma che hanno i limiti della prospettiva semplicemente umana, troppo orizzontale per indicarci il cammino da percorrere.

Di che indizio si tratta? Ce lo ha svelato più volte Papa Francesco, e lo ha ribadito anche ieri incontrando i rappresentati della chiesa riformata di Scozia: “Dicevano solamente ‘Gesù aiutami’. Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, coopti, luterani non importa. Sono cristiani. E il sangue è lo stesso. Il sangue testimonia Cristo. Ricordando questi fratelli che sono morti per il solo fatto di testimoniare Cristo, chiedo di incoraggiarci l’uno con l’altro ad andare avanti con questo ecumenismo, che sta incoraggiando l’ecumenismo del sangue. I martiri sono di tutti i cristiani”.

Di fronte alle minacce e alle azioni di cieca e folle violenza dei fondamentalisti Dio ci sta lasciando una traccia da seguire, una concreta indicazione per tutti noi di cosa significhi convertirsi.

Dicendo che il sangue dei cristiani “è una testimonianza che grida” Papa Francesco sta attualizzando il cuore del discorso tenuto da Benedetto XVI a Ratisbona, nel quale faceva suo il pensiero dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo: “Dio non si compiace del sangue - egli dice -, non agire secondo il logos, ovvero secondo ragione è contrario alla natura di Dio”. Si potrebbe dire che oggi più che mai il “logos” ferito a morte “grida” come una profezia.

Un grido che ci chiama a lasciarci coinvolgere dall’ecumenismo del sangue, l’unica risposta plausibile all’efferatezza dei fondamentalisti. Nell’ultima cena Gesù indicava con chiarezza i due segni attraverso i quali i cristiani sarebbero stati riconosciuti come sui discepoli: l’amore e l’unità. E non certo per sfilare sulle passarelle della moda religiosa e dar lustro al marchio cristiano. L’amore e l’unità sono gli unici segni credibili della risurrezione di Gesù Cristo nella storia.

Un amore soprannaturale che si fa carne capace di offrirsi al male dei nemici per caricarlo su di sé e disintegrarlo nel perdono. E l’unità che svela il potere di Cristo di abbattere qualunque barriera di razza, cultura e condizione sociale. Il sangue dei martiri cristiani degli ultimi cinquant’anni sino ai ventuno fratelli copti uccisi in Libia segnano una svolta decisiva: “Quelli che per odio della fede uccidono i cristiani – diceva Papa Francesco alla plenaria del Consiglio per la promozione dell’Unità dei cristiani - non domandano se sono ortodossi o cattolici. Li perseguitano semplicemente perché sono cristiani”.

L’ “ecumenismo del sangue” è dunque l’indizio della volontà di Dio per ogni cristiano, il segno profetico con cui illuminare l’oscura notte che sembra avvolgere l’umanità. Non ne sono immuni neanche i giapponesi, lo abbiamo visto. Non lo è l’Australia, come non lo sono l’Africa e le Americhe.

Stringiamoci dunque ai nostri fratelli, entrando con loro nel martirio che ci attende ogni giorno a scuola, al lavoro, ovunque. Non è forse il sangue che ci verrà chiesto, ma la testimonianza della fede adulta che si fa in noi opere di vita eterna. L’ecumenismo del sangue ci chiama dunque a crescere ogni giorno nella fede perché risplenda in noi la testimonianza che Dio ha preparato per ciascuno: aprirsi coraggiosamente alla vita, perdonare i torti subiti, accogliere oltre i nostri schemi il fratello così com’è, con i suoi difetti e le sue nevrosi.

Possiamo starne certi, questo ecumenismo del sangue fa dei cristiani il corpo benedetto di Cristo nella storia, l’unico che romperà l’assedio del male, da qualunque parte esso arrivi. Come sta accadendo in Egitto dove, pur con le riserve per la violenza che nessun cristiano auspica, il Presidente Abdel Fattah al Sisi ha reagito con fermezza alle efferatezze dei miliziani di Abu Bakr al Baghdadi. Eppure proprio il martirio dei cristiani ha suscitato una reazione che vogliamo interpretare come un primo vagito della “ragione” che ponga un limite alla follia con cui, secondo l’Imam Al Tayeb, “questi tiranni corrompono e fanno la guerra ad Allah e al suo messaggero”.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

17/02/2015
0708/2020
San Gaetano da Thiene

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

O capiamo o moriamo

Si cerca di analizzare il contesto che emerge dalla strage di Parigi prescindendo dal dato religioso. L’errore può essere fatale, l’unica soluzione venne indicata da Benedetto a Ratisbona

Leggi tutto

Chiesa

Monsignor Paolo Giulietti e la Fede ai tempi del Coronavirus

La tutela della salute, infatti, è senza dubbio un bene primario, per il quale è giusto fare delle rinunce. Mi domando però se una società possa considerare irrilevante o marginale ciò che alimenta il “capitale morale” della nazione (e i riti religiosi sono certamente un elemento importante da questo punto di vista). Il senso del dovere e del sacrificio non sono innati, ma sono il frutto di esperienze educative e spirituali alle quali debbono continuare ad alimentarsi, pena il dilagare di quegli atteggiamenti di irresponsabilità ed egoismo che hanno sicuramente aggravato la crisi.

Leggi tutto

Chiesa

Dialogo oltre i populismi

Il discorso di Papa Francesco è andato a toccare motivi di forte contrasto politico tra le nazioni:  le parole del Pontefice hanno messo l’accento soprattutto sull’importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che appare sempre più indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche.

Leggi tutto

Politica

ORA OCCORRE SOPRATTUTTO STARE UNITI

Il ddl Zan è esattamente questo, una legge che calpesta la libertà d’espressione. Non è una legge che tutela gli omosessuali dalle violenze, perché gli omosessuali sono persone e tutte le persone sono tutelati dalla legge se subiscono violenze. Se poi si intende aggredire un gay o una lesbica proprio per l’orientamento sessuale compresi le aggravati dall’articolo 61 del codice penale, che aumenta la pena per i “motivi abietti e futili” del gesto violento. Dunque, l’impostazione intenzionale dei proponenti è impedire il dissenso e la proposta alternativa a quella dello stravolgimento dell’istituto matrimoniale, della modifica del concetto stesso di famiglia come costituzionalmente definito all’articolo 29 della Carta repubblicana, dell ’ imposizione della cultura genere e omogeneità della pratica anche attraverso la pratica criminale dell’utero in affitto. Vorrei che chi si oppone a questo programma politico sia impossibilitato a esprimere le sue idee e tacciato come omofobo, se alzato la voce finirà immediatamente catalogato come istigatore all’odio e la pena arrivare arrivare fino ai sei anni di carcere.

Leggi tutto

Politica

Sul tema del voto dei cattolici

La questione che io pongo, però, è: se tutti si trovano concordi sulla necessità di questa benedetta “spinta dal basso”, perché nessuno si adopera per organizzarla sul serio? Guardate, sarei curioso persino di vedere all’opera i nuovi comitati civici “escludenti” di Fontana, sono convinto che sarebbero però più efficaci le “sardine bianche” in qualche modo evocate dalla Morresi, ma ormai mi sta bene tutto, purché io veda i cattolici fare qualcosa di politicamente decente e non solo lamentarsi fino alla prossima sconfitta, quando si lamenteranno di nuovo e ancora di più.

Leggi tutto

Società

Parigi-Bruxelles: solo i cristiani possono far superare lo scontro di inciviltà

Gli attentati di Bruxelles, in stretta connessione con quelli di Parigi, mettono a nudo l’impotenza dell’Europa davanti ai nemici della sua cultura. Si potrebbe tuttavia aggiungere, che essi comprovano pure come l’Occidente stesso sia il primo dei suoi stessi nemici. In questo scenario solo i cristiani possono, se lo vogliono, accompagnare il processo di una vera integrazione

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2020 La Croce Quotidiano