Società

di Elisabetta Pittino

Per una vera femminilità

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Noi non vogliamo che le voci del femminismo, dell’ideologia gender e dei “diritti sessuali e riproduttivi” siano le uniche ad essere ascoltate in tutto il mondo. Le donne hanno molto di più da dire e molto da dare al mondo.

Non vogliamo che il mondo creda che noi sosteniamo l’ideologia gender, non vogliamo che il mondo pensi che la maternità sia un valore desueto, non vogliamo che i politici presumano che il femminismo radicale rappresenti le posizioni delle donne, non vogliamo che le istituzioni internazionali proseguano con quelle politiche che ignorano l’identità femminile e quindi distruggono in valore e la dignità della maternità e il ruolo delle donne nella famiglia e nella società.

Questo 8 marzo sarà diverso. Dichiareremo ad alta voce che noi, le Donne del Mondo, vogliamo essere donne alle condizioni delle donne, vogliamo essere femminili, vogliamo essere ed amare il nostro essere madri. Il mondo ha bisogno che lo facciamo” dichiara Leonor Tamayo, Presidente della ONG spagnola Profesionales por la Ética, presentando la Dichiarazione delle Donne del Mondo

L’iniziativa è promossa da Profesionales por la Ética in collaborazione con l’associazione francese Femina Europa (http://femina-europa.org/actu/), l’ Istituto di Studi Superiori sulla Donna (http://www.istitutodonna.it/) e l’associazione belga Woman Attitude (http://womanattitude.com/), con l’obiettivo di esprimere alle istituzioni internazionali e politiche di tutto il mondo quello che “noi, le donne del mondo, pensiamo, crediamo, chiediamo”.

Una Dichiarazione “di donna in donna”, disponibile in Spagnolo, Francese, Italiano, Inglese, Portoghese, Giapponese ed Arabo, dove sono presentate 10 “idee”, così le definiscono le promotrici, sul ruolo della donna, l’identità femminile e la maternità con 5 richieste di base.

Dove donna e uomo, che hanno bisogno di ricoprire la loro identità, sono complementari e reciproci “per il bene loro, delle loro famiglie, del mercato del lavoro e della società”.

Dove “L’autentica emancipazione femminile implica la libertà di essere donna e di vivere come donna” (punto 10). E la libertà di essere donna passa attraverso il riconoscimento della maternità come valore, perché “Le donne non saranno mai libere se non saranno fedeli alla loro natura femminile” dice la norvegese Jaane Haaland Matlàry, Docente di Politica Internazionale all’Università di Olso.

Tra le cinque richieste contenute nella dichiarazione troviamo quella sul “Divieto universale della maternità surrogata” perché “ è una violazione della dignità sia della madre sia del bambino. È una nuova forma di sfruttamento della donna e di traffico di esseri umani, che rende il bambino l’oggetto di un contratto”.

Una dichiarazione di “femminilità alternativa”, controcorrente rispetto al politicamente corretto in vigore oggi, che verrà presentata pubblicamente l’8 marzo, giornata della donna, al Parlamento Europeo di Bruxelles e in diversi paesi e inviata ufficialmente alle varie istituzioni quello stesso giorno. Per questo le associazioni promotrici chiedono a tutte le donne del mondo di aderire alla dichiarazione. L’intento è di raggiungere almeno 15.000 firme. È necessario un sostegno massiccio per rompere il femminismo radicale e l’ideologia di gender, secondo gli organizzatori. Quindi “se sei una donna, firma, e se non lo sei, per piacere, aiutaci a diffonderla [n.d.r la Dichiarazione] in tutto il mondo”. Sono oltre 90 le associazioni di tutto il mondo che hanno finora supportato la Dichiarazione.

“È il nostro turno, il turno delle donne vere, concrete, reali e di un nuovo femminismo”concludono i promotori.

E tu che donna vuoi essere?

Qui il link per leggere la dichiarazione:

http://www.profesionalesetica.org/wp-content/uploads/2015/02/WOMEN-OF-THE-WORLD-it.pdf

Questo invece il link per aderire:

http://www.profesionalesetica.org/statement-of-the-women-of-the-world/

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24/02/2015
2105/2019
Santa Caterina da Genova

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