Società

di Mario Adinolfi

Ora il figlio nasce dalla nonna

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Dal Guardian leggiamo l’ennesima incredibile e orrenda storia di utero in affitto targata United Kingdom. Lui ha 25 anni, vuole diventare padre. Non ha una compagna. Come risolve? Paga. Paga una clinica dove si fanno le fecondazioni eterologhe in vitro e poi le “gestazioni di sostegno”. Compra ovuli umani da una “donatrice” anonima, ci aggiunge il suo sperma e mette incinta chi? La propria madre, che mette a disposizione l’utero. Che ha partorito qualche mese fa un figlio-nipote e la Family Court britannica ha lasciato che l’uomo lo adottasse. Neanche una piega fa la giudice: “Tutto si è svolto secondo la legge, il caso è un po’ anomalo, ma l’uomo aveva manifestato un grande desiderio di diventare padre”.

La sorte è ironica, Dio ama giocare a dadi, questa giudice si chiama Justice. Roba da non crederci, mamma mia cosa è capace di fare la giustizia degli umani. Per qualche giorno non avevamo pubblicato in ultima pagina il manifesto-modulo per la raccolta firme per la moratoria Onu sull’utero in affitto. Da oggi la ripubblichiamo, invitiamo tutti i lettori a firmare e ricordiamo soprattutto che il 13 giugno ci raduneremo per la fine della campagna di raccolta firme al Palalottomatica per urlare il nostro no all’utero in affitto. No a questo obbrobrio della trasformazione dei desideri in diritti che serve solo a far arricchire cliniche senza scrupoli di paesi senza scrupoli.

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05/03/2015
1212/2019
Santa Giovanna Francesca di Chantal

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