Politica

di Mario Adinolfi

Mai più un soldo pubblico a questi blasfemi (e fuori dalle scuole)

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Mi hanno scritto in molti per segnalare le orrende foto di “Venerdì Credici”, l’iniziativa di un circolo gay bolognese che aveva come intenzione quella di irridere e anche volgarmente offendere tutti i simboli religiosi ovviamente del cristianesimo (con l’Islam si passano guai, dunque vai con le croci e le imitazioni “viventi” delle vignette più oscene di Charlie Hebdo). Questo gruppo, noto nel capoluogo emiliano come il “Cassero”, ha come caratteristica quella di stare sempre a battere cassa al sistema pubblico, il nome forse l’avranno mutuato da questa abitudine. Così, in meno di tre mesi, da gennaio ad oggi hanno già messo le mani su trentamila euro di finanziamenti provenienti da Comune e Regione. Hanno una sede di cinquecento metri quadri anch’essa messa a disposizione gratis dagli enti locali bolognesi e tutta una serie di benefits come altri soldi quando organizzano festival dal nome evocativo di “Gender Blender”.

Mentre mi scrivevano per segnalarmi l’iniziativa blasfema del Cassero e mi mostravano le foto della serata, la mia prima reazione è stata quella di non fare alcuna pubblicità a costoro e così quando mi è arrivata persino la dichiarazione del cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, ho spiegato alla redazione sorpresa che non l’avrei pubblicata. Non per mancanza di rispetto verso Sua Eminenza, ma proprio perché personalmente volevo evitare di cadere nella trappola di questi quattro cialtroni, che era farsi attaccare dai cattolici per avere pubblicità per i loro eventi e magari fare anche le vittime.

Ma sbagliavo io e aveva ragione Caffarra. Dalla Manif Pour Tous e da altri amici bolognesi ho saputo che questi tizi, oltre a godere del sostegno economico con soldi a palate garantiti dagli enti locali, portano avanti anche progetti nelle scuole “contro la discriminazione e il bullismo omofobico”, ovviamente iperfinanziati. Insomma ai bambini e ai ragazzi bolognesi quelli del Cassero vanno ad insegnare blasfemia. E allora no. Adesso diciamo quel che c’è da dire forte e chiaro. E ci affidiamo alle parole dell’arcivescovo di Bologna.

Dice il cardinale: “Le fotografie della serata ‘Venerdì credici’ al Cassero di Bologna sono un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce. Non si era ancora giunti a un tale disprezzo della religione cristiana e di chi la professa da irridere, tramite l’abominevole volgarità dell’immagine, persino la morte di Gesù sulla Croce. Addolora, ma non stupisce, costatare con che dispiegamento di forze si cerca di far passare l’idea che il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, siano i nemici della libertà, delle giuste rivendicazioni, del progresso scientifico, della laicità, della democrazia. Ogni ideologia che non riesce a farsi alleata la Chiesa, la perseguita ferocemente, sia uccidendo i cristiani sia insultando ciò che essi hanno di più caro. E vede giusto: in una Chiesa fedele al Vangelo non troverebbe mai l’appoggio incondizionato e cieco, di cui ogni menzogna ha bisogno per sopravvivere. Che dire poi del tempismo che vede in contemporanea il teatrino del Cassero profanare il dramma del Calvario e sulle sponde del Mediterraneo la demolizione delle croci e di ogni simbolo cristiano dalle chiese assaltate dall’ISIS?”.

Conclude Caffarra: “Quando si invoca la libertà di espressione a giustificazione della libertà di insulto, c’è da chiedersi se sia prossima la fine della democrazia. E ci si domanda a che titolo l’Istituzione comunale possa concedere in uso gratuito ambienti pubblici a gruppi che li utilizzano per farne luogo di insulto e di dileggio”.

Credo ci sia poco da aggiungere. Io ho solo un telegramma di tredici parole da inviare ai politici bolognesi: mai più un euro pubblico a gente così. E teneteli lontani dalle scuole.

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20/03/2015
2301/2020
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