Politica

di Mario Adinolfi

Cassero, il delirio continua: “La Chiesa inquina con la sua ortodossia”

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​C’è da rimanere increduli. Riceviamo dalle associazioni Lgbt, tutte unite, una replica davvero delirante a difenda della vergognosa iniziativa blasfema del circolo gay Cassero di Bologna, su cui abbiamo nettamente preso posizione. Invece di scusarsi con la città, che hanno infangato con una messa in scena sguaiata e penosa, pensando che la libertà sia la libertà di insultare volgarmente nella maniera più greve immaginabile i simboli che per molti sono sacri, arriva un durissimo attacco alla Chiesa. Schiumando rabbia almeno emerge quel che c’è sul fondo dell’iniziativa del Cassero, l’ideologia che ne è alla base: l’attacco alla libertà di chi crede, l’attacco alla libertà stessa della Chiesa e dei credenti. Ci siamo occupati di questo argomento qualche giorno fa in occasione delle due pagine di Repubblica che chiedevano “l’esilio di Dio dalla democrazia” e dei cattolici dalla vita pubblica italiana. Siamo dentro quello schema. Almeno i nodi vengono al pettine e l’ideologia sottostante a una serata che è stata tutto tranne che goliardica, emerge con chiarezza. Si vuole espellere la Chiesa dalla società italiana, con un attacco violento alla sua esistenza nella dimensione pubblica. Questo è il tema dello scontro. Basta leggere integralmente il comunicato congiunto delle associazioni Lgbt per capirlo. E noi lo riportiamo integralmente.

“Con profonda amarezza osserviamo il fuoco incrociato sollevato in questi giorni nei confronti di uno degli storici avamposti del movimento lgbt italiano, il Cassero di Bologna. Alle amiche e gli amici del Cassero innanzitutto trasmettiamo la nostra piena solidarietà, tanto per i rigurgiti fascisti di cui sono bersaglio dalla feccia che circola nel web, quanto per i pelosi rimproveri, politicamente corretti nella forma e assolutamente ipocriti nel contenuto, di buona parte del mondo politico. E soprattutto, trasmettiamo la piena solidarietà alle compagne e ai compagni del Cassero per l’accostamento indegno al fenomeno dell’Isis che giunge dalle bellicose stanze curiali, dove evidentemente soggiorna chi gode a maneggiare la materia del terrore. Neppure il clamoroso errore di quelle fotografie – a cui rimproveriamo soltanto una miopia in termini di opportunità – può giustificare il reiterarsi, a destra e a sinistra, di una retorica che mente spudoratamente sui rapporti di forza tra comunità lgbt e lobby clericale, nel tentativo di travestire i lupi da agnelli. Questa vicenda, in altri termini, non modifica minimamente la marginalizzazione a cui da sempre, non da oggi, la lobby cattolica, abile ricattatrice, condanna le persone gay, lesbiche e trans. Il veto dei clericali – cioè della parte reazionaria dei cattolici – si è tradotto nel tempo non solo nell’assenza di leggi, ma perfino nello stralcio di quelle poche che avrebbero potuto aprire minimamente uno spiraglio. Ma non basta: la Chiesa “inquina” metodicamente i servizi pubblici con la propria ortodossia, arrivando a determinare la negazione dei diritti e l’imposizione di modelli sociali e culturali. Succede ad esempio e nei consultori per l’interruzione di gravidanza, attraverso un’obiezione di coscienza organizzata col silenzio complice degli enti pubblici. E proprio a Bologna si ricorderà l’umiliazione di quei fedeli in preghiera davanti al policlinico Sant’Orsola, a infierire su donne in difficoltà. Succede nelle scuole per l’infanzia, che proprio a Bologna sono state oggetto di un referendum popolare, con il quale i bolognesi hanno manifestato inequivocabilmente il rifiuto del modello che finanzia con soldi pubblici le scuole paritarie private. Eppure a Bologna come in tutta Italia ai bambini e alle bambine viene negato il diritto costituzionale a una scuola pubblica, e vengono obbligati, credenti e non, a frequentare altre strutture, molto spesso cattoliche, dove l’omotransfobia è facile che sia addirittura insegnata. Succede negli ospedali, dove i soldi pubblici vengono spesi per pagare lo stipendio a preti cattolici, a caccia di anime da indottrinare. Succede nelle piazze delle Sentinelle in Piedi (persone che manifestano contro i diritti degli altri) o nei luoghi pubblici e ecclesiastici (cioè detassati) in cui si tengono i convegni contro la cosiddetta “Ideologia del gender”, l’ultima balla messa in campo dagli integralisti cattolici per realizzare il proprio terrorismo culturale. E proprio Bologna, questa sera, ospiterà uno di questi incontri. Lungi da noi l’intenzione di generalizzare il mondo cattolico in questi fatti: siamo ben consapevoli dell’esistenza di parti dialoganti in quel mondo, che in più occasioni abbiamo trovato al nostro fianco nelle nostre battaglie. Tuttavia è sotto gli occhi di tutte e tutti la metodica interferenza della parte reazionaria nei luoghi e negli ambiti che la nostra Costituzione vorrebbe sotto tutela.

Le fotografie irriverenti di una notte goliardica non vanno nemmeno lette come una claudicante reazione a tutto questo, perché rispetto a tutto questo sono niente. E di questo devono avere coscienza le persone che a parole si professano dalla parte dei diritti, perché per essere onestamente in campo in questa battaglia bisogna avere occhi spalancati e distinguere bene il lupo dall’agnello. Ma soprattutto bisogna denunciare sempre, a voce alta, non solo quando conviene. Altrimenti, al di là delle belle parole, si sta evidentemente lavorando per il lupo.

Flavio Romani – Arcigay

Paola Brandolini – Arcilesbica

Fiorenzo Gimelli – Agedo

Giuseppina La Delfa – Famiglie Arcobaleno

Cathy La Torre – MIT

Yuri Guaiana – Associazione Radicale Certi Diritti

Aurelio Mancuso – Equality Italia”

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21/03/2015
2405/2019
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