Politica

di

Eutanasia, parole radicali

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Numerose critiche possono essere mosse al mondo radicale, ma non certo quella di scarsa abilità strategica: quel che vogliono ottenere lo sanno bene anche se non sempre, per comprensibili motivi, lo ammettono. Cosa che invece ha fatto Marco Cappato, fra i promotori della campagna “Eutanasia Legale”, il quale - commentando l’approvazione che la Francia, in prima lettura, ha dato alla nuova normativa sull’eutanasia -, non ha saputo, forse tradendosi, trattenere insoddisfazione. «La formula della ‘sedazione profonda e continua’ approvata dall’Assemblea nazionale francese – ha infatti dichiarato - è una soluzione parziale perché obbliga a passare attraverso una procedura di sedazione in alcuni casi immotivatamente lunga, obbligando il paziente e i suoi cari ad una attesa ingiustificata pur di non consentire la somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato. Tale scelta non corrisponde a una logica medica, ma soltanto alla volontà di evitare uno scontro politico diretto sull’eutanasia» (Radicali.it, 17.03.2015).

Parole illuminanti, chiarissime e che mettono in luce come davvero meglio non si potrebbe quale sia il fine, anche se magari non immediato, dei promotori della “dolce morte”: non tanto e non solo, cioè, il rifiuto dell’inizio o della «prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale e/o terapia nutrizionale» - come recita l’articolo 1 della proposta di legge consultabile sul sito web Eutanasialegale.it -, bensì «la somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato». Non, dunque, l’eutanasia omissiva, opzione comunque moralmente inaccettabile ma che tanti con astuzia confondono o spacciano per desistenza terapeutica o per rifiuto dell’accanimento terapeutico, ma l’eutanasia attiva, l’iniezione letale. E scusate se è poco: da anni i paladini dell’autodeterminazione assoluta non fanno che ripetere che il loro scopo è combattere la clandestinità, “liberare” i malati, non costringere le persone a vivere, porre fine alle loro sofferenze di uomini tenuti in ostaggio dai macchinari.

Della «somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato» non si era però mai parlato: non così, non in termini tanto espliciti, perlomeno. Come mai? Perché uno deve andarsi a spulciare i singoli comunicati stampa per scoprire quale sia il vero fine, l’approdo definitivo di quello che viene invece venduto – sulla base di un’assai estensiva e comunque opinabile interpretazione dell’articolo 32 della Costituzione – come sacrosanto rifiuto delle terapie? Tattica? «Volontà di evitare uno scontro politico», come in Francia? Dal punto di vista bioetico sappiamo come fra l’eutanasia omissiva e quella attiva non sussista alcuna differenza – lo stesso prof. Umberto Veronesi, non certo tacciabile di oltranzismo cattolico, l’ha scritto: «La sostanza ed il significato morale non cambia» (Corriere della Sera, 26.1.2007, p.46) -, tuttavia la percezione dell’uomo medio sulla questione può cambiare parecchio a seconda del fatto che, giocando con le parole, gli si dica di battersi affinché i malati sofferenti non siano “costretti a vivere”, rispetto a che si auspichi che sia loro iniettata una «sostanza letale ad effetto immediato».

Eppure non solo, come si è detto, dal punto di vista morale non c’è alcuna differenza, ma sono gli stessi promotori della “dolce morte” a lasciarsi scappare dove, sotto sotto, sono diretti: all’iniezione che procura la morte, alla somministrazione che uccide, «letale» con «effetto immediato». Perché ogni altra via – a partire dall’eutanasia omissiva, astutamente presentata come modo per “lasciar morire” e non “obbligare a vivere” – «sarebbe una soluzione parziale». Teniamolo dunque ben presente, la prossima volta che ci racconteranno che il loro scopo è quello di sottrarre i malati terminali alla schiavitù tecnologica, liberandoli da un accanimento terapeutico non solo contrario alla Costituzione (artt. 2,13,32) e al Codice di Deontologia Medica (art.16), ma pure condannato - senza mezzi termini - dallo stesso Catechismo della Chiesa cattolica (CCC, 2278). Ricordiamoci della «somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato», quando ci spiegheranno che intendono filantropicamente liberarci dall’incubo di macchine e respiratori coatti: perché è a quello, in realtà, che vogliono portarci. Parole loro.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

21/03/2015
1610/2019
S. Margherita M. Alacoque. S. Edvige

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Francia, ha vinto un massone

Nel day after dell’elezione di Emmanuel Macron alla presidenza della Repubblica francese si commentano alcune scelte simboliche evidenti, come quella di parlare ai concittadini appena eletto,
“incastonato” nel triangolo della piramide del Louvre. Il suo strettissimo rapporto con Jacques Attali, massone e teorico del poliamore come dell’eutanasia, provoca preoccupazioni tra i cattolici

Leggi tutto

Politica

Come funziona la propaganda all’eutanasia

Tutte le tecniche dei teorici della “dolce morte”, tra manipolazione dei dati e ricorso sistematico al cavallo di troia del caso limite

Leggi tutto

Chiesa

L’altra faccia del convegno vaticano sull’eutanasia

E’ balzata alla ribalta dell’attenzione nazionale la notizia del WMA European Region Meeting on End-of-Life Questions che coinvolgerà una trentina di specialisti della materia in una due-giorni ospitata in Vaticano. L’evento non sembra studiato per far discutere, ma semmai per pura accademia

Leggi tutto

Media

Saltare giù dal treno incorsa con il libro di THÉRÈSE HARGOT

Potrei dire tante cose sul contenuto del libro, ogni capitolo meriterebbe una riflessione specifica, ma credo sia più importante ed urgente puntare l’attenzione sul modo: la Hargot è una sessuologa francese atea e per questo, per il suo ateismo, sorprende incredibilmente la facile sovrapposizione tra le sue conclusioni e la visione antropologica cristiana. In questo mondo fortemente ideologizzato, è una novità assoluta imbattersi in tanta limpidezza di pensiero, tanta disarmante onestà intellettuale, mentre si passano in rassegna le conseguenze funeste di decenni di educazione sessuale nelle scuole sul modello sessantottino.
Mi domando se sia possibile, oggi, anche in Italia, portare avanti una riflessione su questo tema - l’educazione sessuale ed affettiva dei giovani - che sia scevra da condizionamenti ideologici e proclami superficiali, dall’una e dall’altra parte della barricata culturale. I cattolici spesso si sottraggono al dibattito per mancanza di argomenti, intimamente convinti di non avere una proposta accettabile, ma solo un mucchietto di moralismi anacronistici. Dall’altra parte, invece, assistiamo a proclami liberisti branditi con più nettezza e meno motivazioni di un dogma di fede. La capacità di dialogo latita

Leggi tutto

Politica

La Francia dopo gli Stati Generali della bioetica

Si è conclusa col mese di aprile una lunga fase di aggiornamento sui progressi delle tecniche mediche e di dibattito (oltre 280 eventi in tutto) sui possibili ritocchi all’ordinamento giuridico.

Leggi tutto

Politica

Francia: Brigitte Trogneux ha vinto.

Trogneux, negli ultimi mesi, è stata incoronata regina di Francia, già prima dell’ “intronizzazione” effettiva di questi giorni. I media francesi (ma anche quelli internazionali) hanno fatto da sponda alla coppia. Di lei – che pure non era sconosciuta – abbiamo saputo tutto. Delle sue origini (figlia di cioccolatai rinomati ad Amiens), della sua professione (insegnante), del primo matrimonio (dal quale sono nati tre figli), del suo incontro con Macron (che ha mandato a lumache la sua vita di prima). Trogneux ha vinto: lo stesso Macron ha detto, ringraziandola, che non sarebbe lo stesso senza sua moglie.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano