Società

di Mario Adinolfi

E adesso il figlio sposa il padre

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Volevate un nuovo mito di progresso da omaggiare? Accomodatevi. Le legislazioni dell’Occidente opulento devastano l’istituto matrimoniale e ora ogni giorno devono avere a che fare con aberrazioni giuridiche e biotecnologiche di ogni natura.

Se dalla Gran Bretagna arriva la notizia del venticinquenne omosessuale che non trova nessun utero migliore da affittare se non quello della propria madre, se dallo stesso paese ci raccontano della sentenza dell’Alta Corte che strappa un figlio alla donna che lo ha generato ritenendo ingiustificato il suo recesso da un contratto di utero in affitto stipulato con due gay, ieri dagli Stati Uniti ci stupiscono con gli effetti speciali. C’è un Bill Novak che è figlio adottivo di un Norman MacArthur in Pennsylvania. Bene, ora Bill vuole rinunciare all’adozione, farla cancellare, perché la Corte Suprema degli Stati Uniti sta per legalizzare il mese prossimo il matrimonio omosessuale e lui è innamorato di Norman e se lo vuole sposare.

La novità insomma è il figlio che sposa il padre, con la stampa statunitense tutta in tripudio perché un nuovo mito di progresso è conquistato in nome dell’ideologia trionfante lgbt, in nome di quel pensiero unico che ormai è un unico pensiero che non riesce a ragionare sulle conseguenze giuridiche pesantissime di questo precedente pericoloso creato in un sistema di common law. Comunque auguri a papà e figlio che si sposano, se ogni cosa può essere matrimonio, perché non questa? Love is love è l’ideologia dominante, conta l’amore, chi se ne frega del diritto sfregiato. Ah, ultimo dettaglio: Bill e Norman sono ultrasettantenni.

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22/05/2015
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