Chiesa

di Mario Adinolfi

“Una sconfitta per l’umanità”

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Vi devo avvertire, è necessario. Fate attenzione. Vorrei illudermi, pensare che il lettore de La Croce sia sufficientemente avvezzo ai mezzi di propaganda del maligno da riconoscerli ed evitarli. Ma so che non per tutti è così. E allora voglio lanciare un allarme. Lo faccio dopo aver letto i giornali di ieri, dopo aver partecipato ad una serie di trasmissioni televisive e radiofoniche, dopo aver respirato il clima che viene fatto circolare a forza nelle redazioni. Attenzione: in queste settimane vi racconteranno una Chiesa che non esiste. La posizione reale della Chiesa sul referendum irlandese e i matrimoni gay l’ha spiegata ufficialmente il cardinale Parolin, segretario di Stato vaticano: “Sono molto triste per quel risultato, è una sconfitta per l’umanità”. Ma i giornali raccontano una Chiesa “aperturista” sull’argomento, con l’obiettivo di far approvare il vergognoso ddl Cirinnà.

Vi diranno, lo stanno già dicendo con insistenza, che la Chiesa è dunque pronta a dare il via libera alla legge sulle unioni omosessuali equiparate al matrimonio, che legittima persino la pratica violenta e inumana dell’utero in affitto. Lo scriveranno mettendo in bocca a prelati parole che non hanno mai pronunciato. Ieri il quotidiano La Repubblica ha stampato una pagina intera raccontando una riunione di vescovi e sacerdoti provenienti da Germania, Francia e Svizzera. L’articolo era pieno zeppo di virgolettati, tutti privi di paternità, anonimi. Che però volevano affermare che la Chiesa era pronta a riconoscere le unioni gay, su questo si puntava la titolazione. Di più: all’interno del testo si trovavano virgolettati, cioè dichiarazioni presunte testuali dei prelati, in cui si metteva in discussione il celibato dei preti e ovviamente si puntava a riconoscere il diritto alla comunione per i divorziati risposati. Chi scrive è un divorziato risposato, che vive nella comunità parrocchiale accolto con amore e rispetto, mai discriminato in nessun modo. Certo, il momento eucaristico è per me doloroso, resto in fondo alla chiesa e prego. Ma ho bisogno di quel dolore, per ricordare l’errore grave compiuto in giovanissima età. E non accetterò scorciatoie, per uscire dalla condizione di peccato in cui purtroppo la vita e la mia immaturità di quasi un quarto di secolo fa mi costrinse.

Se questo è chiaro a me, semplice fedele, piccolo cristiano peccatore, di certo la dottrina è chiara a Papa, cardinali e vescovi. Il catechismo della Chiesa cattolica l’ho letto io e lo conoscono molto meglio loro. Dunque è tecnicamente impossibile per la Chiesa accettare le unioni omosessuali equiparate al matrimonio, come Repubblica e altri giornali e trasmissioni televisive vogliono far intendere commentando il cosiddetto “vento d’Irlanda”, cioè il clima mediaticamente creato dopo l’esito del referendum sul matrimonio omosessuale a Dublino e dintorni.

Chi vuole raccontare una Chiesa che subirà l’approvazione del ddl Cirinnà supinamente perché “i tempi stanno cambiando” non conosce la Chiesa, racconta una Chiesa che non esiste. Certo, la riflessione sulla Chiesa accogliente e misericordiosa è in atto, l’Anno Santo della Misericordia è stato fortemente voluto da Papa Francesco per questo. La Chiesa non rifiuta nessuno. Altra cosa però è il dibattito su soluzioni normative che rappresenterebbero il trionfo e il compimento dell’ideologia del gender, con la legittimazione persino di pratiche aberranti come quella dell’utero in affitto purché effettuata all’estero, secondo il dettato ipocrita dell’articolo 5 del ddl Cirinnà che introdurrebbe nell’ordinamento italiano l’istituto della “stepchild adoption” con due omosessuali che potrebbero così tranquillamente ordinarsi all’estero il bambino tanto desiderato, acquistarlo affittando l’utero di una donna perché loro non ne sono dotati e poi tornare in Italia dichiarandosi uno padre biologico e l’altro padre adottivo. Ma così si dichiarerebbe il falso: nessun bambino è figlio di nessuna mamma e di due papà. Il ddl Cirinnà vorrebbe legittimare questa fattispecie.

La Chiesa potrebbe mai accettare una legge siffatta? La Chiesa può davvero, come scriveva ieri Repubblica, accettare le unioni omosessuali “purché stabili”? La Chiesa vuole davvero abolire il celibato ecclesiastico e dare la comunione ai divorziati risposati? Giovanni Marcotullio nell’articolo di pagina sei spiega analiticamente ai nostri lettori perché questo non è tecnicamente neanche pensabili, le motivazioni dottrinali e di magistero che impediscono passaggi così arditi. Il mio compito è solo quello di mettervi in guardia, di spiegarvi che un’offensiva mediatica è in corso ed è la stessa dell’ottobre scorso, quella che inserì molta confusione nella discussione del sinodo sulla famiglia. I giornali, soprattutto Repubblica, provarono a far dire alla Chiesa quel che la Chiesa non può e non vuole dire. Bastò leggere il discorso conclusivo del Papa per rendersi conto che quel tipo di aspettative “progressiste” del giornale fondato da Eugenio Scalfari, da sempre sostenitore dei falsi miti di progresso che il nostro quotidiano combatte, erano rimaste tutte deluse. Così sarà anche questa volta e non ci sarà nessun “vento d’Irlanda” che potrà far negare alla Chiesa il dovere di testimoniare la verità.

Succederà altro, invece. Questo giornale ieri ha annunciato le parole di Kiko Arguello, il carismatico fondatore del Cammino neocatecumenale, che esplicitamente facevano riferimento a un nuovo family day da tenere entro l’anno. Ecco, è molto probabile che accada questo: che i cattolici insieme a tutti gli uomini di buona volontà anche non credenti che vogliono difendere la famiglia naturale e i soggetti più deboli, a partire dai bambini, si ritroveranno in piazza per far sentire la loro voce e dire no a politici che vogliono minare l’istituzione matrimoniale e trasformare i neonati in oggetti da acquistare al supermarket.

Non credete alla Chiesa raccontata dal quotidiano La Repubblica. E’ la Chiesa come loro la sognano da sempre, prona alle mode correnti da loro dettate. E’ la Chiesa come non sarà mai.

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27/05/2015
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