Società

di Mario Adinolfi

A San Giovanni per difendere i nostri figli

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La sensazione più bella è camminare e incontrare persone che salutano, che dicono: “Ci vediamo in piazza”. Non le conosco, ma siamo parte di un popolo, lo sappiamo, non abbiamo bisogno di aggiungere dettagli. Non dobbiamo spiegare quale piazza, per quale motivo, aggiungere nome e cognome. Lo sappiamo già.

Ce lo siamo ripetuto per mesi e per mesi ci hanno detto, quelli importanti, che non si poteva fare. Quando noi gridavamo che il pericolo era alle porte, che le leggi stavano per passare, che poi più niente avremmo potuto opporre, dunque una mobilitazione era necessaria subito, ci spiegavano: “E’ una partita persa, ormai, il mondo va da un’altra parte, non è più tempo di manifestazioni, cosa andiamo a fare, ad agitare gli stracci? Per ottenere cosa?”. Noi, per la verità, non volevamo ottenere nulla: volevamo solo testimoniare la verità. E la verità ha un elemento che la rende splendida: è convincente. Deve essere per questo che centinaia di migliaia di persone non si sono fatte convincere dai disfattisti e questa manifestazione di sabato 20 giugno 2015 è qui a sorprendere l’Italia.

Voglio essere chiaro. Considero una verità, non un elemento opinabile, che ognuno di noi è nato da un uomo e da una donna. Considero una verità, non un elemento opinabile, che ognuno di noi è nato maschio o femmina. Considero una verità, non un elemento opinabile, che l’identità maschile e quella femminile non sono intercambiabili. Considero una verità, non un elemento opinabile, che se un genitore scopre che a un bambino di quattro anni a scuola fanno mettere il rossetto sulle labbra e indossare un vestito da bambina, quel genitore sente il proprio bambino violato. Considero una verità, non un elemento opinabile, che nessuno nasce da due uomini o da due donne. Considero una verità, non un elemento opinabile, che se due uomini per soddisfare un proprio desiderio di “genitorialità” violano una donna affittandone l’utero e trattano un neonato come oggetto di una compravendita, questa trasformazione della persona in cosa è platealmente disumana e schiavista. Considero una verità, non un elemento opinabile, che questo comportamento dovrebbe essere bandito dal contesto nazionale e internazionale, non legittimato come è invece legittimato dall’art. 5 del ddl Cirinnà sulla cosiddetta “stepchild adoption”, perché i figli non si pagano. Considero una verità, non un elemento opinabile, che un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà. Considero una verità, non un elemento opinabile, che uno Stato che voglia porre il proprio timbro sull’atto di compravendita di una madre che si vende il figlio a due ricchi borghesi, è uno Stato infame.

Ho scoperto scoppiando di gioia settimana dopo settimana che queste considerazioni accomunano milioni di persone: un popolo. E centinaia di migliaia, in rappresentanza di questo popolo, sono piazza San Giovanni, sono il 20 giugno 2015: sono testimoni di verità. Quel giorno che non doveva esserci, quella piazza che non doveva esserci, quegli “sfigati” che non sarebbero mai riusciti ad opporsi perché la comunicazione mainstream li aveva messi all’angolo e indicati al pubblico ludibrio, ci sono.

La verità è convincente. Di più: è contagiosa. E’ andata così, ci siamo passati parola e dati appuntamento in pochissimi giorni in un luogo simbolico della democrazia italiana. Con una conferenza stampa alla Camera dei deputati abbiamo anche informato il Palazzo delle nostre intenzioni e pare si sia messo in ascolto. Fatemi tirare fuori i vecchi arnesi del mio passato, quando mi occupavo attivamente di politica: dal punto di vista democratico piazza San Giovanni può determinare il modificarsi di un equilibrio che finora aveva visto le norme contro la famiglia sempre stravincere in Parlamento. Basti pensare che il divorzio breve è diventato legge dello Stato con 398 voti contro 28, con tanti parlamentari cattolici a votare a favore. Stavolta la piazza cambierà il gioco. Un Matteo Renzi indebolito dalle ultime elezioni amministrative vorrà portare fino in fondo il ddl Cirinnà, che già ha spaccato la sua maggioranza di governo, non ha la simpatia neanche di tutto il Pd, in più va contro le sue convinzioni più profonde? Vorrà davvero approvare una legge platealmente antipopolare (la platealità è plasticamente rappresentata proprio dalle famiglie di piazza San Giovanni) e anticostituzionale, dovendosi affidare ai voti decisivi del M5S? E lo stesso M5S gli regalerà i voti in un passaggio in cui, da partito di opposizione, potrebbe mettere in difficoltà il governo? In questo quadro, San Giovanni può operare il miracolo e fermare il ddl che gli ideologi del gender hanno piazzato in questa legislatura come prepotente coronamento del loro disegno: un ddl che vuole dire che i figli possono nascere anche da due maschi, da unioni civili gay equiparate in tutto per tutto al matrimonio, falsificando dunque il dato di realtà. Trasformando per legge ciò che non è in ciò che è. Prendendo il falso e tramutandolo per legge in vero. Norme che fanno questo hanno un solo nome per essere definite: inganno. Sono indegne le leggi ingannatrici di una politica che imbroglia le carte e invece di sostenere la famiglia, la affossa e la snatura, non riconoscendo i diritti a coloro a cui davvero vanno riconosciuti: i più deboli, i bambini, tutti e inevitabilmente figli di una mamma e di un papà, tutti meritevoli di non essere violati e ingannati su quel poco di certo che resta.

Un mio amico è stato fermato da una persona: “Insomma, andiamo in piazza per dire che i maschi sono maschi e le femmine sono femmine?”. Detta così vien da ridere, ma non siamo lontani dal vero. Andiamo in piazza per proclamare verità semplici e autoevidenti. Non abbiamo niente di straordinario da dire. Ci è però stato concesso di vivere in un tempo ben strano, in cui testimoniare l’ordinario è diventato straordinario. E ci vuole pure un bel coraggio, per la testimonianza.

Tutti insieme, ce lo daremo. E il 20 giugno 2015 sarà ricordato come un punto di partenza di un percorso di un popolo che andando avanti andrà lontano.

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20/06/2015
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