Società

di Mario Adinolfi

Un milione di persone che cambiano la storia

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Ha diluviato prima, durante, dopo. Qualsiasi piazza ragionevole avrebbe mollato, si sarebbe svuotata: le due ore di diluvio che hanno preceduto l’avvio della manifestazione avrebbero fiaccato chiunque. Ma il popolo del 20 giugno è stato un popolo speciale, particolare e anche se sugli altri giornali non verrà raccontato, su questo sì: tutti si sono pagati il viaggio di tasca loro, nessun organismo pubblico o ecclesiale ha finanziato la manifestazione, Avvenire e la Cei l’hanno guardata con plateale freddezza, i media hanno oscurato completamente la preparazione dell’evento provando a declassarlo a questione secondaria. Ma quelle mamme e quei papà poi dopo essersi pagati il viaggio di tasca, la piazza l’hanno riempita e alla fine anche i più riottosi hanno dovuto contare. Piena non solo piazza San Giovanni, ma tutte le quattro grandi arterie d’accesso. Un milione di persone e pensavate che quattro gocce potessero intimorire una mobilitazione così?

Chi lo pensava non ne ha compreso la genesi. Certo, il comitato “Difendiamo i nostri figli” è nato solo il 2 giugno e tutto è stato organizzato in appena 18 giorni. Ma per un anno solo il sottoscritto ha tenuto 170 incontri pubblici in altrettante città d’Italia e Massimo Gandolfini pure di più per non parlare di Gianfranco Amato, Simone Pillon, Costanza Miriano. In ognuno di questi incontri centinaia di persone, talvolta migliaia. Poi la mobilitazione di Manif Pour Tous, Pro Vita, delle meravigliose ed eroiche Sentinelle in Piedi che non ringrazieremo mai abbastanza, del Movimmento per la Vita e dei Cav, dei circoli VLM. Di quella straordinaria esperienza del Cammino Neocatecumenale, l’impatto profetico di Kiko Arguello si è visto in piazza. Bisognava conoscere il percorso, insomma, è non sareste rimasti sorpresi nel vedere gente che non andava via sotto il diluvio. Anzi, ne arrivava altra. Più di un milione di persone alla fine. Che hanno cambiato la storia.

Ora forse qualche curiosità scatterà, si proverà a capire le parole semplici che dal palco abbiamo pronunciato. I figli nascono da mamma e papà, mamma e papà li proteggono, non accettano deleghe all’istituzione scolastica se questa rompe il patto con la famiglia proponendo surrettiziamente l’ideologia gender in classe. Di più, il Parlamento che pensava di portare a coronamento la colonizzazione ideologica approvando il ddl Cirinnà, ora dovrà metterlo nel cassetto. Sì, faranno un po’ di scena, faranno finta di votare gli emendamenti e di andare “dritti come treni”. Poi il ddl che all’articolo 5 voleva legittimare persino l’oscenità della pratica dell’utero in affitto, verrà messo su un binario morto. Un milione di persone lo hanno chiesto, nella piazza che è il simbolo della democrazia in Italia. Andare contro questa piazza per approvare un ddl antipopolare sarebbe un errore gravissimo e comunque oggi i parlamentari di maggioranza presenti a San Giovanni hanno ricevuto un messaggio forte e chiaro. Se il ddl Cirinnà avanza, questa piazza chiede il coraggio delle scelte consequenziali a chi si è unita ad esso. Per essere chiari, la conseguenza è la crisi di governo. Peraltro, non credo ce ne sarà bisogno. Quella brutta legge sarà semplicemente lasciata morire e si faranno solo alcuni passaggi di facciata. Il sottosegretario Ivan Scalfarotto che ha gravemente insultato la mobilitazione di San Giovanni (“manifestazione inaccettabile”) dimostrando quale rispetto istituzionale abbia per le opinioni altrui, ha ricevuto oggi la sua risposta, mi sono preoccupato di fargliela recapitare direttamente da un milione di persone. Quelle persone che con un ddl che porta il suo nome lui considera tanto “inaccettabili” che le avrebbe voluto sbattere in galera.

Senza pronunciare mai una parola d’odio, un milione di persone hanno sorpreso l’Italia. Lo hanno fatto con il semplice buon senso e l’amore forte per i propri figli. La più grande manifestazione popolare degli ultimi cinque anni lascia il segno e chi c’è stato porterà nel cuore un ricordo indelebile. Chi si è assentato e magari ha “gufato” la piazza, appartenendo al tradizionale “fuoco amico”, oggi si sarà pentito. Lo accoglieremo sorridenti nei prossimi appuntamenti. Sì, prossimi. Perché questo è solo l’inizio.

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20/06/2015
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