{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} Contro l’ideologia gender a scuola, 7 pratici consigli ai genitori

Società

di Gianfranco Amato

Contro l’ideologia gender a scuola, 7 pratici consigli ai genitori

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Settembre è un mese generalmente triste. Non solo perché è legato alla fine del sogno estivo, ma anche perché coincide con l’inizio delle attività scolastiche. Quest’anno, però, il ritorno sui banchi rappresenta un cruccio anche per i genitori degli studenti. La preoccupazione stavolta ha un nome inglese: gender. Molti si chiedono se e come verrà realizzata anche nelle scuole italiane quella pericolosa forma di «sperimentazione educativa» sulla teoria gender, duramente condannata da Papa Francesco. Anche le nostre scuole rischiano davvero di trasformarsi in «campi di rieducazione che ricordano gli orrori della manipolazione educativa delle dittature genocide del XX secolo» e la «colonizzazione ideologica della Gioventù Hitleriana», come ha denunciato il Santo Padre?

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il problema oggettivamente esiste: c’è un reale e concreto pericolo che si allarghi il numero di istituti scolastici che intendono introdurre corsi ispirati alla teoria gender. Di fronte a questo rischio, occorre che i genitori reagiscano in maniera razionale, lucida e serena. Non servono inutili allarmismi, ma occorre vigilanza nel prevenire e coraggio nel denunciare.

Per questo riteniamo utile fornire ai genitori degli studenti sette consigli semplici e pratici, per poter affrontare in maniera concreta e operativa la questione.

Primo. Sarebbe bene che genitori inviassero ai dirigenti scolastici una lettera con cui chiedere di essere dettagliatamente informati per iscritto su eventuali progetti relativi all’educazione sessuale ed affettiva, all’identità di genere, o comunque connessi a forme di propaganda ideologica omosessualista, subordinando la partecipazione del proprio figlio minore ad un consenso scritto. L’informazione della scuola dovrà riguardare, in particolare, il programma e il contenuto delle relative attività didattiche, i materiali e sussidi utilizzati, la data, l’ora e la durata di tali attività, e ogni informazione necessaria a identificare le persone e gli enti coinvolti nella organizzazione, al fine di valutarne anche i titoli. La richiesta dei genitori si può inviare mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, o attraverso posta elettronica certificata, oppure depositandola direttamente nella segreteria della scuola.

Secondo. Sarebbe bene che i genitori leggessero con oculata attenzione ogni documento che la scuola intendesse sottoporre alla loro approvazione scritta. Non serve un atteggiamento prevenuto che parta dall’idea che la scuola voglia “fregarti”. Ma è assolutamente indispensabile evitare che si utilizzino alcuni documenti, come il cosiddetto “patto di corresponsabilità”, per introdurre in maniera insidiosa elementi che consentano la possibilità di attivare iniziative pro gender. Sono sufficienti tre semplici regole: leggere attentamente, informarsi adeguatamente, e in caso di dubbio, contattare chi può aiutarti a capire. Il “Comitato Difendiamo i Nostri Figli”, organizzatore dell’evento del 20 giugno 2015 di Piazza San Giovanni, è a disposizione per tale scopo.

Terzo. Sarebbe bene che i genitori si riappropriassero degli spazi cui hanno diritto negli organismi rappresentativi della scuola. L’esperienza ha dimostrato che in molti di tali organismi oggi sono presenti genitori totalmente indifferenti o addirittura favorevoli alla teoria gender. Occorre quindi recuperare quella concreta possibilità di presenza, e tentare di incidere, per quanto possibile, nelle scelte didattiche in modo da ridurre al minimo i rischi di indottrinamento.

Quarto. Sarebbe bene che i genitori partecipassero a tutti i momenti pubblici in cui si dibatte il tema della “colonizzazione ideologica” nelle scuole, e che mostrassero coraggio nel difendere il loro sacrosanto diritto di priorità nell’educazione dei propri figli rispetto allo Stato, anche attraverso manifestazioni di piazza. L’indimenticabile evento del 20 giugno 2015 in Piazza San Giovanni ha dimostrato la particolare efficacia di simili azioni.

Quinto. Sarebbe bene che i genitori non si facessero abbacinare da quelli che il Cardinal Angelo Bagnasco, con un’espressione efficacemente evocativa, ha denunciato come “cavalli di Troia”. Si tratta di titoli di corsi ingannevoli – a volte veri e propri specchietti per le allodole – attraverso cui passa in maniera fraudolenta la teoria gender. Molti genitori li conoscono bene. I nomi che vanno per la maggiore sono: «corso sull’identità di genere», «lotta al bullismo omofobico», «corso sull’affettività», «lotta agli stereotipi di genere», «corso sulla parità di genere» e la ormai nota «lotta alla violenza di genere», introdotta nel sedicesimo comma dell’art.1 della legge sulla cd. “Buona Scuola”, la cui natura di “cavallo di Troia” è stata, peraltro, dimostrata dall’ordine del giorno n. 9/2994-B/5 approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 8 luglio. Con quel documento parlamentare, infatti, la Camera dei Deputati, dopo aver preso atto, nella premessa, del fatto che proprio il concetto di “violenza di genere” del citato comma sedici, «ha comportato una serie di storture applicative, che sono andate ben al di là dell’istanza, da tutti condivisa, di prevenire la violenza di genere e le discriminazioni», ha impegnato il Governo «in sede di applicazione del comma 16 del provvedimento in esame, ad escludere ogni interpretazione che apra alle cosiddette “teorie del gender”».

Sesto. Sarebbe bene che i genitori dialogassero con i propri figli. L’esperienza ha dimostrato che non serve un controllo occhiuto e censorio su quello che accade a scuola. Molto spesso, come abbiamo visto, l’indottrinamento si insinua attraverso forme subdole e ambigue. Per questo diventa fondamentale discutere e parlarsi in famiglia. La fonte d’informazione privilegiata restano i ragazzi che vivono quotidianamente l’ambiente scolastico, e solo una salda alleanza con loro può consentire di conoscere l’esatta percezione dei pericoli. Questo vale, ovviamente, ancora di più con i bambini più piccoli, in particolare quelli che appartengono alla fascia di età da zero a sei anni.

Settimo. Sarebbe bene che i genitori si tenessero costantemente aggiornati sui pericoli dell’indottrinamento gender nelle scuole, attraverso i pochi ma efficaci mezzi di comunicazione che consentono – ancora fino ad oggi – un’informazione libera su questo delicato tema. A cominciare, ovviamente, da questo giornale.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

03/09/2015
1902/2019
San Corrado da Piacenza

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Tag associati

Articoli correlati

Chiesa

Bagnasco e l’impegno dei cattolici

La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei è stata di impressionante nettezza. Il richiamo alla «famiglia come baricentro esistenziale da preservare» è stato condito da una serie di affermazioni che tracciano la strada all’impegno dei cattolici italiani

Leggi tutto

Società

Noemi la ragazza assassinata due volte

La propaganda sui femminicidi ha raggiunto livelli di ipocrisia mai visti: a parole le istituzioni sono pronte a dare un braccio per la difesa delle donne, ma poi si limitano ad azioni di facciata tanto ridicole quanto ininfluenti (tipo le iniziative parolaie della Boldrini, le sue rimozioni di busti maschili dalle sale del parlamento, le sue dichiarazioni di indignazione a singhiozzo). Quel che serve per proteggere una donna sotto la minaccia della violenza maschile è un intervento netto e deciso, fisico, materiale: un foglio di carta di diffida non protegge, un ammonimento verbale non fa desistere, un’indagine in corso che dura mesi non previene. Se è vero che anche i colpevoli hanno diritto ad un percorso di recupero, che esso sia vero ed efficace: ci sono stalker che si fanno qualche mese di galera e poi, quando tornano in libertà, si rimettono a perseguitare la propria vittima tale e quale a prima.

Leggi tutto

Società

Punti di forza e di debolezza della scuola italiana oggi

Riflessione sulla scuola italiana.Il testo di un ricco e stimolante intervento dalla terza festa nazionale del nostro quotidiano.

Leggi tutto

Società

Gender, la risposta è un popolo in piazza

Con una conferenza stampa è stata ufficialmente convocata la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni a Roma dal comitato “Difendiamo i nostri figli”

Leggi tutto

Società

Riguardo a donne e discriminazione

Molto più fecondamente che appellandosi all’incomprensibile nozione di “omofobia”, si contrasterebbe il bullismo stigmatizzando e perseguendo legalmente l’ipotetico reato di “androfobia” e “ginecofobia”: è nel rifiuto della realtà umana così come si dà che si annida il germe dell’odio che poi esplode negli atti di violenza verbale, psichica e/o fisica

Leggi tutto

Media

La tentazione di dividerci

Noi de La Croce dichiariamo un disarmo unilaterale: sono tutti liberi di sparare contro di noi, noi non risponderemo. Subiremo anche il fuoco amico senza reagire

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano