Società

di Mario Adinolfi

Nasce la rete CLC, un circolo “La Croce” in ogni parrocchia

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La più immediata esigenza che avvertiamo sul territorio in questo momento sui temi della diffusione dell’ideologia del gender e della difesa della famiglia naturale è quella dell’informazione. I promotori dei circoli Voglio la mamma, riuniti in assemblea, hanno tutti riferito che la difficoltà principale è far fronte a un’offensiva potentissima che dai mass media alle scuole punta alla costruzione ideologica di un pensiero unico su questi temi, da travasare poi in leggi proposte al paese come inevitabili “miti di progresso” da contrapporre a ragioni “medievali e bigotte” di chi al dilagare di questi falsi miti intende resistere. Il solo fatto che ci sia una qualche resistenza organizzata che fronteggi tale ideologia, fa infuriare i genderisti che assaltano i resistenti con intimidazioni sempre più pesanti. I mattoni di questa resistenza sono i dati certi, le informazioni, lo smascheramento dei meccanismi mediatici di indottrinamento, la disarticolazione dei processi politici che vorrebbero portare all’approvazione di specifiche norme contro la famiglia, contro i diritti dei più deboli, contro anche il puro buonsenso. L’assemblea dei promotori dei circoli VLM ha dunque proposto lo scioglimento di questa esperienza in una rete organizzativa più adatta a rispondere alle esigenze di fornire i mattoni per la costruzione di una resistenza stabile e quotidianamente rinnovata da una costante consapevolezza che si trasformi in una ben definita competenza dei resistenti su questi temi. Nasce così la Rete CLC: la rete dei circoli La Croce.

La Croce è certamente lo strumento che più di ogni altro quotidianamente fornisce al paese informazioni specifiche sulla diffusione dell’ideologia gender e sulla modalità di ingerenza della politica nella vita della famiglia, proponendo costanti strade di mobilitazione contro il varo di norme pericolose e sbagliate ed è per questo letteralmente odiato dal mondo Lgbt come nessun’altra testata. La vicenda del ddl Cirinnà è stata evidente: La Croce ha informato fin dal suo primo numero sui contenuti violenti del provvedimento, ha promosso la materiale scrittura di emendamenti in particolare concentrati sull’articolo 5 e la legittimazione dell’utero in affitto che i proponenti addirittura negavano, ha proposto su questo una mobilitazione di raccolta firme a livello internazionale rivolta all’Onu che ancora prosegue, ha appoggiato e dato spazio a tutti i movimenti e associazioni che su questo si sono mobilitati, ha partecipato alla promozione di quella grande manifestazione-spartiacque che è stato il trovarsi in piazza San Giovanni il 20 giugno scorso. Poi, mentre tutti i giornali davano per certa l’approvazione della legge entro l’estate o “entro il 15 ottobre”, secondo la consolidata tecnica del giornalismo ideologico italiano che non racconta i fatti ma li evoca affinché si materializzino (dandoli per scontati in modo che i resistenti si fiacchino), La Croce spiegava le ragioni politiche per cui mai si sarebbe potuto verificare quanto i giornali raccontavano, compresi quelli che lavoravano per “compromessi” che avrebbero avuto effetti terrificanti. La Croce ha chiesto, unico quotidiano a farlo, che il ddl Cirinnà fosse ri-ti-ra-to. Cosa che è accaduta. Ora proveranno ad andare in aula senza relatore, dunque il ddl Cirinnà non esiste più.

La Rete CLC svolgerà dunque questo lavoro, rivolto a tutto il paese ma con specifica attenzione al mondo cattolico, che più di ogni altro richiede un tasso costante di informazione che pare mancare ai più sugli snodi pericolosi dei falsi miti di progresso. La Rete CLC sarà organizzata sulla base di circoli parrocchiali, l’unione dei circoli parrocchiali di un comune costituirà il circolo comunale, i circoli comunali di una diocesi costituiranno il circolo diocesano. Tutti i circoli diocesani costituiranno la rete nazionale. Per organizzare un circolo parrocchiale basta essere un abbonato a La Croce (ci si abbona tramite il link www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-oracome è noto), avere una email e poi inviare notizia dell’avvenuto costituzione del circolo con la parrocchia di riferimento a [email protected] senza che siano necessarie ulteriori formalità.

Compiti di ogni circolo parrocchiale, cittadino e diocesano saranno:

1. Informare quotidianamente parrocchiani, sacerdoti e gerarchie ecclesiastiche (sia costruendo una apposita mailing list che con iniziative “fisiche” pubbliche e costante dialogo diretto in particolare con il clero) delle operazioni di avanzata dell’ideologia gender e della propaganda ai falsi miti di progresso sui media e nelle scuole, con specifica attenzione ai media locali.

2. Diffondere ogni giorno i contenuti del quotidiano La Croce sia attraverso forme tradizionali che attraverso i social network. Sarà bene che ogni circolo parrocchiale della Rete CLC apra una sua pagina Facebook, coordinandosi per le direttive generali con Davide Vairani che attraverso la pagina della Community La Croce darà omogeneità ai messaggi che quotidianamente invieremo a livello nazionale. I responsabili parrocchiali della Rete CLC sono fin d’ora autorizzati a diffondere gratuitamente sia i contenuti in chiaro che, con stampe e fotocopie, i contenuti riservati agli abbonati in particolare presso il clero della parrocchia, in attesa dell’auspicato ritorno al cartaceo del nostro giornale.

3. Organizzare iniziative pubbliche a livello parrocchiale, cittadino e diocesano sulle tematiche di particolare urgenza per una più agile informazione face-to-face che renda edotti sulle logiche dell’azione ideologica in atto, sui mezzi con cui viene compiuta, sulle modalità con cui contrastarla.

4. Replicare costantemente alle false informazioni che sono quotidianamente diffuse per via mediatica, in particolare sugli organi locali della comunicazione, accreditandosi come voce alternativa e competente al diffondersi del pensiero unico e dei falsi miti di progresso. Particolare attenzione dovrà essere rivolta a ciò che accade nei plessi scolastici del territorio, per informare costantemente i media locali e attraverso questi più famiglie possibile sui pericoli in agguato.

5. Sostenere tutte le iniziative dei movimenti sul territorio (a partire dal comitato Difendiamo i nostri figli, Sentinelle in Piedi, Manif pour Tous, Mpv ecc) segnalandole a La Croce affinché trovino spazio sul giornale e giungano dunque in un circuito nazionale di comunicazione, con la finalità che la rete dei resistenti sia innervata di informazioni costanti, quotidiane, corrette finalizzate a una mobilitazione sempre più efficace sia a livello locale che nazionale.

In questa fase di transizione i circoli VLM potranno mantenere la loro denominazione originaria, dal 2016 i circoli che preferiranno mantenere anche la denominazione VLM le affiancheranno comunque l’evidenza dell’appartenenza alla Rete CLC, indicando i responsabili parrocchiali di ogni circolo La Croce che emergeranno dall’impegno che era stato prevalentemente cittadino dei “vecchi” circoli.

Informare, resistere, raccontare, disarticolare i pericoli in particolare legislative sarà il lavoro che in ogni parrocchia dovrà essere compiuto. Sempre più spesso sentiamo dire che “il sacerdote non sa cosa sia il ddl Cirinnà” o “dopo la messa abbiamo parlato con alcune famiglie dell’ideologia gender e non sapevano nulla”. Bene, è una nostra responsabilità, evidentemente non abbiamo fatto abbastanza. Ora dobbiamo lavorare capillarmente per portare la consapevolezza in ognuna delle oltre ventimila parrocchie italiane. Diventate subito responsabili parrocchiali di un circolo della Rete CLC e informateci scrivendo a [email protected] indicando nome, cognome, numero di telefono e parrocchia di riferimento. Sapere è potere, potremo far qualcosa solo se tutti saremo consapevoli dei temi di cui stiamo parlando. Abbiamo un quotidiano come La Croce che ogni giorno produce materiali su questi temi e dobbiamo far sì che questi materiali quotidianamente costituiscano strumenti per una maggiore e sempre più densa consapevolezza, a difesa della famiglia, mai così attaccata come in questi tempi durissimi in cui ci è stato dato di vivere.

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29/09/2015
1909/2019
S. Gennaro

Voglio la
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