Politica

di Mario Adinolfi

Di questi “cattolici” non parlateci più

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Una legge così brutta, ambigua, in alcuni passaggi insultante verso le persone omosessuali, deflagrante rispetto al diritto di famiglia e alla Costituzione repubblicana, davvero non credevo potesse essere partorita: il ddl Renzi-Alfano sostituisce il ddl Cirinnà, proposta normativa criminale e criminogena con quell’articolo 5 che una battaglia di popolo ha divelto dal panorama delle opzioni accettabili, speriamo per sempre. Ma certo questa nuova legge così pavida ora non può che scontentare tutti: sia chi si è mobilitato al Circo Massimo che le organizzazioni lgbt che avevano una piattaforma opposta. Si è scelta una via di mezzo all’italiana, pasticciata e a tratti oscena, con una procedura parlamentare antidemocratica: azzeramento del dibattito in Senato, cancellazione della proposta 2081, sostituzione con un maxiemendamento, addirittura voto di fiducia, mai chiesto nella storia repubblicana su normative che interrogano profonde questioni di coscienza. Purtroppo questa manovra orrenda ha al volante due “cattolici” e sui 170 senatori che offriranno la loro servile fiducia per timore di perdere la poltrona, la maggioranza sarà composta da “cattolici”, 55 dei quali addirittura eletti al Senato su un programma che si opponeva platealmente alle unioni gay paramatrimoniali. Ecco, di questi “cattolici” non parlateci più.

La legge sulle unioni civili all’italiana è una non legge. Speriamo che i passaggi alla Camera e al Quirinale la modifichino, altrimenti non sarà altro che mera pezza d’appoggio per consentire ai giudici di trasformare il diritto di famiglia attraverso le loro sentenze. Non dovrebbero e non potrebbero, in teoria questa unione civile non è una famiglia ex articolo 29 della Costituzione, ma una “formazione sociale speciale” ex articolo 2 della Costituzione. I due maschi e le due femmine che la compongono non possono “avere” figli. Con uno sfregio che se fossi un omosessuale considererei davvero offensivo, non devono neanche assicurarsi reciproca fedeltà. Ma i magistrati useranno questa normativa per introdurre nei fatti e poi anche in termini di diritto il matrimonio gay in Italia con i relativi diritti di filiazione, l’Europa premerà affinché ciò accada molto rapidamente e ogni barriera a difesa della famiglia naturale sarà travolta, grazie ai “cattolici” di cui sopra. Conseguenza immediata sarà la prepotente avanzata nelle scuole dei corsi gender, finora stoppati grazie all’assenza di norme a supporto, ora resi legittimi da chi ha trasformato il comportamento omosessuale da scelta privata a dimensione meritevole di tutela pubblica nella dinamica di coppia.

La battaglia sull’utero in affitto, quella almeno, è vinta. Ma sarà durissimo, una volta che la giurisprudenza avrà introdotto sostanzialmente quello che le associazioni lgbt chiamano il “matrimonio egualitario”, riuscire a impedire che in mezzo a questi folli “nuovi diritti” non spunti anche il diritto a fabbricarsi il bambini comprandoselo da una donna bisognosa che lo partorisce. Ci sarà bisogno di cattolici forgiati nel fuoco e tante persone di buona volontà per riuscire a far sì che almeno quella frontiera non sia violata.

Ci sarebbe da augurarsi un arbitrato corretto da parte della Corte costituzionale, ma io personalmente non mi fido dopo aver visto smontata la legge 40 e dopo aver letto i nomi degli ultimi quattro giudici paracadutati alla Consulta, tutti con legami politici molto evidenti. La Corte costituzionale è addomesticata o comunque addomesticabile e questo rende molto faticoso anche un eventuale iter referendario abrogativo.

Ci sarebbe il Quirinale. Di Sergio Mattarella mi fido un pizzico di più e gli chiedo rispettosamente come possa non ravvisare estremi di incostituzionalità plateali in una normativa che assegna il diritto alla reversibilità della pensione, alla successione testamentaria, all’utilizzo del cognome del partner solo a 7.500 coppie omosessuali attualmente conviventi con 529 minori e non alle novecentomila coppie di fatto eterosessuali con settecentomila bambini che sono totalmente escluse da questi pletorici “nuovi diritti”. Siamo davvero alla Fattoria degli Animali orwelliani con alcuni animali più uguali degli altri e anche dentro 1984 visto che queste valutazioni le leggete solo qui e su nessun altro luogo della comunicazione. Se muore un gay il compagno prende la sua pensione, se muore un uomo che con una donna ha fatto tre figli e ci vive insieme da trent’anni, la donna non può accampare alcun diritto. E’ pensabile costituzionalmente questa unione civile riservata ai soli omosessuali, presidente Mattarella? E il criterio di uguaglianza solennemente sancito dall’articolo 3 della Costituzione che fine fa? E’ davvero così meritevole di discriminazione, ormai, non essere omosessuale? Presidente Mattarella, va bene i pasticci, va bene la presa in giro degli italiani chiamando “unione civile” ciò che è in sostanza un matrimonio celebrato con le forme ed i riti propri del matrimonio, va bene il trucchetto di riferirsi all’articolo 2 anziché al 29, ma la palese discriminazione delle coppie di fatto eterosessuali (due milioni e mezzo di persone, compresi i bambini) rispetto alle poche omosessuali è davvero troppo plateale per essere accettabile.

Il ddl Cirinnà andava ritirato perché criminale e criminogeno, questo ddl Renzi-Alfano va stoppato nei passaggi che ancora ci saranno perché pasticciato e incostituzionale. Dal punto di vista politico, poi, è figlio di una visione politicista e legata solo a logiche di Palazzo, per nulla in connessione con il mondo reale e la società, infatti scontenta tutti i soggetti interessati e coloro che assistevano con attenzione alla contesa in corso. Si tratta della politica che pilatescamente abdica e decide di far compiere il lavoro sporco ai giudici: una scelta consapevole di due politici non ingenui, Renzi e Alfano, che però commettono l’errore di pensare che siano gli italiani ad essere ingenui.

Per questo pasticcio saranno giudicati e certamente il loro rapporto con il mondo cattolico reale, quello delle chiese piene, si chiude qui. Potranno avere certo relazioni con pezzi di gerarchia e qualche prete alla moda, le cui chiese però sono vuote. Quella spinta dal basso che il popolo cattolico militante ha espresso con una capacità inaspettata che ha stupito l’Italia, si trasformerà in un’energia che sarà raccolta e produrrà movimento. Di certo, la direzione sarà lontana, molto lontana dai responsabili di questa ferita grave al tessuto sociale, costituzionale e morale del paese. Il popolo della famiglia da oggi non si fida più di costoro, serberà memoria di quel che è accaduto e tra otto mesi i responsabili di questo passaggio così privo di dignità e di coraggio, misureranno la dimensione della loro sconfitta. E si ricorderanno forse di queste parole, figlie della promessa che noi ricorderemo i loro atti.

25/02/2016
2502/2016
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