Storie

di Gianfranco Amato

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Circolo di Rifondazione Comunista delle Valli Brembana e Imagna insorge contro amministrazione comunale di Zogno e l’oratorio San Giovanni Bosco che hanno organizzato l’incontro intitolato “La sfida dell’ideologia gender alla famiglia”, che si terrà il prossimo 25 ottobre e che vedrà come protagonisti il duo Amato & Povia. I compagni delle due valli chiedono con forza che Sindaco e Parroco rinuncino all’iniziativa, e annullino l’evento.

I motivi sono sempre i soliti: la fantomatica “teoria gender” non esiste, e impedire a due omosessuali di comprare un bambino è pura omofobia.

Ora, compagni, posso anche concedervi il fatto che non conosciate la teoria gender. Evidentemente non avete mai sentito parlare di Judith Butler, ignorate il concetto di «genere performativo», non avete letto “Fare e disfare il genere”, il libro cult – vera e propria la “Bibbia” – degli esponenti della teoria gender. Ma il fatto davvero clamoroso e surreale è che pretendiate di esportare la vostra ignoranza in casa altrui! Sì, come si fa seriamente a chiedere ad un parroco di annullare un evento che affronta un tema (il gender) che non solo esiste ma che è stato denunciato decine e decine di volte da Papa Francesco! Il Papa nel suo libro “Questa economia uccide” ha definito la teoria gender una «bomba atomica». Parlando coi giovani a Napoli, l’ha definita «uno sbaglio della mente umana che crea tanta confusione». Ha poi parlato di «colonizzazione ideologica», paragonando l’indottrinamento gender a quello perpetrato coi Balilla e con la Gioventù Hitleriana dalle dittature del secolo scorso. Ancora, ha definito la teoria gender una «rassegnazione e una frustrazione che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa», e l’ha condannata senza appello al punto 56 dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia”. Un atto di Magistero. Ancora più paradossale è il fatto che questa vostra sparata arrivi proprio a due settimane dall’ultima clamorosa pubblica denuncia del Papa in Georgia, che ha paragonato gli effetti devastanti della teoria gender a quelli di una «guerra mondiale». Almeno i giornali leggeteli, compagni, suvvia! Contestate anche il fatto che l’Associazione degli Psicologi Italiani abbia ufficialmente dichiarato l’inesistenza della teoria gender. Gli Psicologi Italiani, negando la realtà, ci vogliono fa credere che la teoria gender non esiste e che quelli che la sostengono sono dei «truffatori culturali». Vabbé, bisogna pur comprenderli poveracci, «tengono famiglia» e non possono certo opporsi alla dittatura del pensiero unico. Devono pur lavorare, no? Per loro, comunque, il povero Papa sarebbe un «truffatore culturale». Beh, tra gli Psicologi Italiani e il Papa, noi scegliamo di stare col Papa. Così, a occhio, ci sembra un po’ più serio.

Un’ultima considerazione, cari compagni delle Valli Brembana e Imegna. Voi leggete il Manifesto vero? Anch’io ogni tanto. A volte capita di trovare persino cose intelligenti come l’articolo di Paolo Ercolani intitolato “L’utero in affitto della Sinistra Italiana”. L’avete letto anche voi, vero? Tra le tante cose interessanti, Ercolani dice pure questo: «Ora, al di là delle questioni personali, sulle quali non entro per ovvie ragioni di inopportunità e rispetto, non c’è dubbio che Nichi Vendola ha risolto un proprio “problema” privato ricorrendo a una “soluzione” pregna della logica tecno-finanziaria. Ciò che la natura non consente è stato superato con un espediente tecnico e, soprattutto, con una quantità di denaro con la quale si è, di fatto, comprata la disponibilità di una donna a «prestare» il proprio utero (ma anche il proprio corpo e la propria persona) per generare il figlio di Vendola e del suo compagno. Esattamente come accade nelle peggiori deformazioni della logica capitalistica, quello che non si può ottenere per le vie “normali” si è deciso di comprarlo».

Continua Ercolani: «Non ho motivi per dubitare del sentimento genuino che sospinge Vendola e il suo compagno, nutro qualche ragionevole dubbio sul sentimento disinteressato di solidarietà umana da parte della donna che si è “prestata”, ma di fatto prendo atto che si è trattata di una oggettiva transazione economica. In cui tutto ciò che connota l’essenza umana è stato sottomesso e subordinato alla logica della potenzialità tecnica e della possibilità economica. Quale rispetto della questione “sociale” (specie da un leader della sedicente Sinistra) possiamo riscontrare in chi, pur di soddisfare il proprio egoismo personale, non si fa scrupolo alcuno nel comprare il corpo di una donna che, evidentemente per un bisogno economico, decide di sottoporsi a uno stress fisico ed emotivo enorme?!». Conclude Ercolani: «Non risiede in ciò, forse, un esempio moderno di quella che già Marx chiamava schiavitù salariata? Che oggi si è del tutto trasformata in un dominio “biopolitico” in seguito al quale il sistema tecno-finanziario, evoluzione ultima del capitalismo, riesce a violare impunemente le menti e i corpi degli esseri umani grazie all’intervento di quel passe-partout rappresentato dal compenso economico?!».

Beh, amici comunisti delle Valli Brembana e Imagna noi martedì sera parleremo anche di questo e ci piacerebbe discuterne pure con voi. A proposito, voi state col compagno Vendola o col compagno Ercolani?

Una cosa, comunque, ci dovete riconoscere: affrontare questo tema non può essere considerato “omofobia”, vero amici? Visto che se ne parla anche sul Manifesto. E non mi venite a dire che anche il Manifesto è omofobo. Dai!

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