Storie

di Davide Varaini

Per un completamento cristiano di Halloween

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Halloween sì, Halloween no? Messo giù così l’interrogativo sembrerebbe avere una risposta predeterminata e forse scontata nella società dei consumi sempre più scristianizzata: “E perché no?”. Con tutti i drammi e i problemi che ci sono nel mondo, stiamo qui a fare le pulci ad una festa innocente per bambini? Suvvia! Come ogni anno, all’avvicinarsi di questa “festa”, si legge tutto e il contrario di tutto: è una festa del demonio, è una innocua festa per bambini importata dall’america, è una occasione per spillare soldi alle famiglie con la scusa dei bambini, etc. Genitori che non sanno che fare: vietare o meno la partecipazione a feste di Halloween nelle scuole o nelle discoteche o (forse peggio) a casa di amici?

Giovanna Jacob, giornalista cattolica, così scriveva su “Tempi” lo scorso anno (“Halloween è una festa cattolica”, 30 ottobre 2015): “I cattolici anti-Halloween sono convinti che i costumi da strega, vampiro e compagnia orrorosa che vanno in giro per le strade nella notte di Halloween possano avvicinare i giovani all’occultismo e al satanismo. Ancora un poco, e cominceranno a sospettare Biancaneve, Hansel e Gretel e tutte le altre favole incentrate sulle streghe cattive possano avvicinare i bambini alla stregoneria. E ci diranno che i fratelli Grimm, Hans Christian Andersen e tutti gli altri scrittori di fiabe erano tutti massoni, occultisti e satanisti. A questo punto, perché non ipotizzare che le immagini felicemente inquietanti di diavoli, supplizianti e bestie mostruose che adornano le cattedrali medievali siano state tutte concepite da artisti satanisti sotto mentite spoglie cristiane? E perché escludere che il genere giallo sia stato concepito, naturalmente dai massoni, per incoraggiare la pratica dell’omicidio? Insomma, quanti pensano che l’immaginario orroroso di Halloween esprima una visione satanica della vita, fanno confusione fra l’arte e il soggetto dell’arte. Rappresentare un crimine in un film o un romanzo non significa né commettere quel crimine né esaltare la pratica del crimine in quanto tale. Di norma, nei gialli e nei thriller i ‘cattivi’ commettono dei crimini mentre i ‘buoni’ cercano di scoprire chi sono i ‘cattivi’ e di combatterli. Analogamente, rappresentare il diavolo non significa esaltarlo. Le antiche raffigurazioni artistiche di diavoli, supplizianti e bestie mostruose non invogliano i fedeli ad abbracciare i culti satanici bensì li ammoniscono, spaventandoli, a non imboccare la strada larga in fondo alla quale c’è l’inferno. Analogamente, le streghe della favole fanno tutto fuorché affascinare i piccoli ascoltatori. Quale bambino non ha paura delle streghe? Esse alludono alle persone malvagie in carne ed ossa di cui i bambini devono imparare a non fidarsi, ed hanno pure qualcosa di demoniaco”. “In conclusione - scriveva la Jacob -, se anche Halloween fosse soltanto una sorta di festival del cinema horror, come in parte già è, ce la dovremmo tenere stretta, in quest’epoca di materialismo trionfante. Infatti, una festa horror può essere tutto fuorché una festa materialista”.

Non mi convince del tutto questo giudizio della Jacob. Il nome Halloween è indiscutibilmente termine di origine cristiana: è parola composta da hallow, ‘santificare’, ed eve, abbreviazione di evening, ‘sera’. Halloween, insomma, deriva da All Hallow’s Eve e vuol dire semplicemente ‘Sera della festa dei Santi’, ‘Vigilia della festa dei santi’. La chiesa cattolica fa memoria, infatti, l’1 novembre di tutti i santi e la sera del 31 ottobre è appunto la vigilia della festa. Ma l’1 novembre era il giorno della festa celtica di Samhain ed alcune delle tradizioni dell’odierna Halloween vi rimandano. Cosa è avvenuto? Perché questa coincidenza? Halloween è una festa pagana o cristiana? Siamo dinanzi ad una espropriazione cristiana o ad un camuffamento sincretista di riti magici? Cosa è bene fare in campo educativo? Incoraggiare o opporsi alla celebrazione di Halloween? Forse è bene ripartire da queste domande, per ragionare prima di esprimere giudizi.

“Il passaggio da Samahin ad Halloween manifesta un atteggiamento tipico del cristianesimo che non disprezza mai quanto gli preesiste storicamente, ma ne sa cogliere il valore per riproporlo alla luce della pienezza di vita che proviene dal vangelo”, sostengono Paolo Gulisano e B.O’Neill in “La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa, Ancora, Milano, 2006. Un bel libretto, fatto bene, che consiglio a tutti di acquistare. Che cosa è accaduto nella storia? “Si trattò di qualcosa che poteva avvenire in quello straordinario crogiolo di popoli, culture, tradizioni che fu il Medioevo, dove il Cristianesimo agì come forza eccezionale per unire, salvare, selezionare, elaborare tutto ciò che proveniva da prima di sé, vagliando ogni cosa e trattenendo ciò che aveva valore. Fu un’opera colossale, con la quale, alla fine, la giovane Chiesa non edificò soltanto se stessa, ma l’intero edificio della civiltà europea, fatto di culture, lingue, usi, costumi e, naturalmente, celebrazioni. Per quanto possibile si cercò di ricondurre tutto ad un’unità, seppur rispettosa delle particolarità, delle specificità. Fu il caso delle feste, dove si giunse ad impiantare la liturgia cristiana sul terreno delle tradizioni precedenti, tenendo conto di quelle che erano i tre grandi elementi costitutivi del mondo europeo: la tradizione romana, quella celtica e quella germanica”. La festa celtica di Samhain “era un momento di contemplazione gioiosa, in cui si faceva memoria della propria storia, della propria gente, dei propri cari, in cui si celebrava la speranza di non soccombere alle sventure, alle malattie, alla morte stessa, che non era l’ultima parola, se era vero che i propri cari, almeno una volta l’anno, potevano essere in qualche modo presenti. Nella magica notte di Samhain non erano le oscure forze del caos che riportavano nel mondo i morti, ma il ricordo e l’amore dei vivi che li celebravano gioiosamente”.

L’annuncio del vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Il cristianesimo comprese che la propria convinzione della costante presenza ed intercessione della chiesa celeste, della comunione dei santi che già vivono in Dio, poteva rinnovare dall’interno l’attesa ed il desiderio che la tradizione di Samhain celebrava. La resurrezione di Cristo era l’annuncio che la presenza benedicente dei propri defunti non era pura illusione, ma certezza dal momento che noi, i viventi di questa terra, viviamo accompagnati dal Cristo e da tutti i suoi santi. Samhain divenne così Halloween. “Il significato di Samhain per gli antichi Celti era quello di un vero e proprio ‘passaggio’, il sostituirsi di un tempo e di un ordine all’altro. Le feste dedicate ai defunti e agli antenati, quindi alla fecondità garantita da chi ha già affrontato il ciclo naturale della morte e della rinascita, sono comuni a molti sistemi etnoreligiosi. E, nelle ‘feste dei morti’, è abbastanza comune che essi rechino anche dei doni ai vivi: il morto appartiene all’immaginario dell’eterno ciclo naturale del nascere e dello spegnersi, del letargo e del rifiorire della natura. La grande festa autunno-invernale di Samhain era dunque anche dedicata ai morti e principalmente agli antenati”. Il passaggio da questa antica tradizione a quella rinnovata di Halloween avvenne nell’VIII secolo, ad opera dei vescovi e dei monaci del regno dei Franchi ed, in particolare, per iniziativa di Alcuino di York: “Se il culto dei singoli martiri e santi risale ai primissimi secoli, a partire dalla fine del IV secolo si sentì in Oriente l’esigenza di celebrare tutti i santi, conosciuti o ignoti, in un’unica festa: la Chiesa siriaca durante il tempo pasquale, la bizantina la domenica successiva alla Pentecoste… Ogni chiesa locale manteneva tuttavia il proprio calendario e venerava i propri santi. Nelle aree d’Europa di più forte tradizione celtica il ricordo di Samhain era ancora vivido e così si decise di coniugare il culto dei santi all’antica ricorrenza. Così l’episcopato franco istituì nell’VIII secolo la festa di Ognissanti: il principale promotore di tale iniziativa fu Alcuino di York, monaco sassone di formazione irlandese, che era uno dei più autorevoli consiglieri di Carlo Magno. Egli, che ben conosceva le forme di religiosità pre-cristiana delle isole britanniche, sapeva quanto fosse stata importante per le popolazioni dell’area celtica la festa di Samhain, e quanto fosse necessario cristianizzarla, sottolineando l’aspetto della santità e della comunione dei santi, legame tra le generazioni di cristiani, dei presenti e di coloro che ci hanno preceduti”. Fu circa alla metà del IX secolo dopo Cristo che la ricorrenza di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata, collocata alla data del 1° novembre e quindi estesa a tutta la Chiesa, per opera del Papa Gregorio IV. Ci vollero tuttavia ancora diversi secoli, perché la festività di Ognissanti fosse obbligatoria in tutta la Chiesa Universale, il che avvenne grazie al pontefice Sisto IV nel 1475. Ben presto si decise di legare alla festa dei Santi anche la commemorazione di tutti i Defunti, di coloro che non erano morti in piena santità di vita, perché si pregasse per loro e perché si coltivasse la speranza certa della loro salvezza e della loro intercessione per i loro cari in terra.

Era così compiuta la piena valorizzazione dell’antica tradizione celtica nella fede cristiana. Le due celebrazioni cristiane dei Santi e dei Defunti annunciavano ora che non era stato un errore credere che i morti potessero visitarci. Il Cristo era venuto a rinnovare questa fiducia su di una base molto più salda, dando agli uomini un dono che superava ogni loro desiderio, la comunione reale e continua della chiesa della terra e di quella del cielo.

Quando storicamente avviene un cambiamento radicale di rotta? In epoca vittoriana furono gli strati più borghesi della società ad impadronirsi della festa: era di moda, in America, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario tuttavia, perché Halloween fosse bene accetta in società, eliminare ogni riferimento di tipo religioso, in particolare la visione della morte, amplificando i giochi e la parte scherzosa e ludica della festa. Poi, contrariamente alla tradizione macabro-romantica del gusto e della letteratura, la ‘festa dei morti’ di ancestrale tradizione celtica, perduta la sua giustificazione cristiana, si trasformò in una specie di celebrazione dell’oscurità, della magia, con contorno di streghe e demoni. La solidarietà tra le generazioni, tra i morti e i vivi, aveva lasciato posto ad un terrore cupo e gotico della morte. Halloween subì un processo di ‘de-cattolicizzazione’, e anche di ‘de-celtizzazione’. Gli antichi miti celtici di rigenerazione erano stati spazzati via dalla nuova visione orrorifica, estremamente moderna nel suo essere allo stesso tempo scientista, positivista e affascinata dall’elemento magico-occultistico. In epoca moderna, poi, si assiste progressivamente ad un ulteriore de-cattolicizzazione: il marketing e le esigenze commerciali di vendere nuovi prodotti ad un sempre più largo pubblico ha portato in tutto il mondo (e anche in Italia) un nuovo “brand”, una “moda” fatta di scheletri, costumi macabri, giochi e scherzi di dubbio gusto. Una operazione tipicamente commerciale che non può essere sottovalutata e presa sotto gamba. Cosa si nasconde oggi dietro questa operazione su scala mondiale? Molti esorcisti della Chiesa cattolica (in primis il compianto Padre Amorth) non smettono di mettere in allerta e ogni anno insistono su alcuni elementi che – forse – sarebbe utile prendere sul serio. Nel 2012, Padre Amorth dichiarò: “Penso che la società italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l’uso della ragione e sia sempre più malata. Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Allora non meravigliamoci se il mondo sembra andare a catafascio e se gli studi di psicologi e psichiatri pullulano di bambini insonni, vandali, agitati, e di ragazzi ossessionati e depressi, potenziali suicidi. Mi dispiace moltissimo che l’Italia, come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesù, il Signore e, addirittura, si metta a omaggiare satana, la festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L’astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non è più peccato al mondo d’oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, libertà o piacere personale. L’uomo è diventato il dio di se stesso, esattamente ciò che vuole il demonio”. I macabri mascheramenti, le invocazioni apparentemente innocue, quindi, altro non sarebbero, che un tributo al principe del male. Padre Amorth, ricorda che in molte città italiane, sono state organizzate le ‘feste della luce’, una vera e propria controffensiva ai festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini.

Padre Francesco Bamonte, Presidente Associazione Internazionale Esorcisti, in una intervista del 2015 metteva in guardia così. ”In quanto esorcista, riporto alcuni esempi palesi, che dimostrano gli effetti di questo scellerato progetto in corso per indurre bambini, adolescenti e giovani alla pratica dell’occultismo in tutte le sue forme e di cui questa festa neopagana e anticristiana di halloween è una delle modalità di diffusione.Ad aprile di questo anno – ad esempio – (2015 ndr) improvvisamente e in maniera molto rapida si diffonde in un’ampia fascia di bambini, ragazzi e giovani – in Italia e in tutto il mondo occidentale – la pratica di una nuova forma di “seduta spiritica”, imparata guardando dei video su youtube. Su un foglio bianco vengono tracciate una linea orizzontale e una verticale e nei quattro quadranti ottenuti sono scritte due volte le parole: sì e no. Sul foglio vengono poste due matite, a forma di croce. A questo punto si chiede di confermare la propria presenza a un ragazzo defunto di nome Charlie che, in alcuni video, però, è apertamente definito ‘demone’. Se una matita si muove verso la risposta affermativa, cioè verso il ‘sì’, si può iniziare a fargli delle domande. E, di volta in volta, secondo le domande fatte, la matita risponderà, muovendosi verso il ‘sì’ o verso il ‘no’. Un numero considerevole di genitori allarmati ha interpellato molti parroci, chiedendo che cosa dovevano pensare di questo fatto: dalle testimonianze raccolte, infatti, risulta che alcuni ragazzi, che hanno partecipato a questo gioco, hanno vomitato, qualcuno è svenuto; altri hanno cominciato ad accusare disturbi nel sonno; altri hanno cominciato a provare ansia e paure. Il 31 maggio scorso (sempre 2015 ndr), un quotidiano riportava la notizia di quattro ragazze Colombiane le quali, dopo aver fatto il gioco in cui si evocava Charlie sono state ricoverate, perché mostravano tutte un forte disorientamento. La diagnosi fatta in ospedale è stata di ‘isteria collettiva con sintomi psicotici’. Ma non è questo l’unico esempio. Un parroco romano ha fatto una sconcertante scoperta il 29 settembre scorso: uscendo dal recinto della chiesa ha visto un giovane che alternava continuamente sguardi alla facciata e al telefonino che aveva in mano. Il parroco si è incuriosito, si è accostato e, con molta semplicità gli ha chiesto che cosa stesse facendo. Il giovane gli ha detto che stava praticando un gioco on-line, chiamato ‘Ingress’, il quale presenta un mondo diviso in due. Attraverso alcuni ‘portali’, devono acquisire la ‘potenza esoterica’ per vincere sugli altri. Questi sono costituiti da luoghi reali, sparsi per la città di Roma, e individuati attraverso quella che nell’esoterismo viene chiamata ‘mappa astrale’. Il portale in oggetto nel gioco era, senza che il parroco ne sapesse nulla, la chiesa affidata alla sua cura pastorale. C’era la foto della parrocchia scattata di notte e un raggio che partiva da una statua, situata sul tetto della canonica, e una figura oscura, disegnata sul muro della chiesa (che in seguito il parroco ha provveduto a far cancellare). Ancora un ultimo esempio. Entrando un mattino in una chiesa, in quel momento deserta, vidi un gruppo di giovani, vestiti in un certo modo, la cui età media era di 25 anni, mentre stavano scendendo dal presbiterio. Il loro comportamento mi insospettì fortemente. Osservando in seguito le registrazioni, acquisite grazie alla telecamere poste in chiesa e le indagini fatte su un membro del gruppo che lo guidava, fu accertata l’esecuzione di un rituale satanico, operato nel giro di due soli minuti. Inoltre le forze dell’Ordine perquisendo la sua casa trovarono materiale utilizzato dalle sette sataniche”.

Cosa deduciamo da questi esempi? I pianificatori sociali del male sanno che, se si abituano i bambini, sin dai primi anni di vita, alla familiarità con le immagini e con il linguaggio occultista, in età adulta questi saranno indotti all’occultismo vero e proprio e diventi, per le nuove generazioni, l’alternativa al cristianesimo. L’occultismo è oggi insegnato attraverso figurine, fumetti, cartoni animanti, un certo tipo di musica, videogiochi, internet, film, telefilm e romanzi. In alcuni siti internet di personaggi per bambini si possono trovare link dai quali si accede direttamente a siti di satanismo e di magia nera. L’aberrante esaltazione e celebrazione dell’orrido e dell’occultismo – in tutte le sue forme proposto ogni anno da Halloween – ha, come fine, quello di illudere le nuove generazioni, facendo loro credere che giocare con l’occultismo sia una pratica del tutto innocente, per la quale non si corre alcun rischio. L’occultismo, in realtà espone a pericoli morali, psicologici e spirituali. I danni che può produrre vanno da disturbi fisici, che richiedono intervento del medico a disturbi psicologici o psichici, che richiedono l’intervento dello psicologo e in alcuni casi dello psichiatra a disturbi malefici, che richiedono l’intervento del sacerdote esorcista.

Qui è necessario allora il discernimento educativo. Con una premessa: sgombriamo il campo da bigottismi e moralismi inutili e restiamo alla realtà. Il diavolo esiste concretamente. Il principe di questo mondo fa di tutto per attirare a sé ogni anima. Questa è superstizione? No. Si chiama realismo. Basta guardare la realtà con occhi semplici e puri: troppo male che accade ogni giorno non può essere frutto della sola mente umana. C’è di più. Detto questo, credo che il realismo che il cristianesimo ci ha abituato ad usare nel guardare la realtà ci possa aiutare nel discernimento.

Halloween può essere allora occasione per una riscoperta degli antichi motivi che hanno dato origine a questa tradizione, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita. Si faccia festa, dunque, una festa a lungo attesa, e si spieghi chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l’avvicinarsi dell’inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Tutto ciò, magari anche sotto la forma del gioco, può essere frutto di profonda riflessione e, perché no, di conversione. In fondo, non c’è nessuno che di fronte alla morte non si senta mettere in questione il proprio stile di vita, fosse pure per una volta all’anno… all’inizio di novembre. Don Aldo Buonaiuto, altro sacerdote esorcista, ha scritto recentemente un libretto “Halloween: lo scherzetto del diavolo”, per rispondere a una sentita esigenza, da parte degli operatori pastorali, dei cattolici impegnati nel mondo dell’educazione e dei genitori, preoccupati di avere un efficace mezzo divulgativo, per trasferire alle nuove generazioni il vero senso della vita, davanti alla cultura della morte proposta dai mass media e persino imposta in molte scuole e asili da Halloween.

Altro esempio? “HOLYween”, è un’iniziativa lanciata sette anni fa dalle Sentinelle del Mattino, un centro per la formazione alla nuova evangelizzazione con base a Verona, che suggerisce di affiggere il volto di un santo su porte e finestre di case, uffici, chiese e oratori proprio alla vigilia della festa di Tutti i santi. Alcuni blogger che si occupano di didattica scolastica hanno rilanciato l’idea, sottolineando nell’impatto positivo rispetto ai notevoli risvolti commerciali generati dai festeggiamenti di Halloween. Sul sito “Qumran2.ne”t si possono trovare alcuni sussidi elaborati direttamente da parroci o formatori che prendono spunto da HOLYween per proporre momenti di riflessione o celebrazione che rimettono al centro la presenza dei santi, soprattutto di quelli meno noti, mentre dal sito delle Sentinelle del mattino, come dal sito http://www.holyween.org, è possibile scaricare le immagini ad alta risoluzione di santi e beati da attaccare su porte e finestre.

I bambini non abbiano paura dei santi e dei morti, ma imparino a confidare nell’assistenza di coloro che sono già in cielo. Sappiano in secondo luogo che esiste un modo per amare chi non è più su questa terra e che esso consiste nel pregare per loro, in terzo luogo perché i piccoli possano riflettere sui desideri profondi del cuore umano che non si rassegna a vedere scomparire nel nulla i propri cari e sulla bellezza del Vangelo che mostra che questi desideri non restano inappagati, ma vengono realizzati dalla misericordia di Dio, in quarto luogo perchè possano comprendere la ricchezza della storia della Chiesa e l’atteggiamento del discernimento che sempre la deve caratterizzare.

Tutto passa da noi adulti, da noi genitori, dal coraggio che abbiamo nel parlare ai nostri figli di ciò che ci è più caro e che fa parte della nostra vita di donne e uomini che credono che la vita non finisce qui su questa terra: riappropriamoci del gusto e del senso delle nostre tradizioni.

“È dall’anima pagana che fu fatta l’anima cristiana, e non, e per niente affatto, da uno zero di anima. È dalla città pagana che fu fatta la città cristiana, è dalla città antica che fu fatta la città di Dio, e non certo, e per niente da uno zero di città. Questi moderni mancano d’anima. Ma sono i primi che mancano d’anima. Il mondo antico non mancava affatto di anima”, da “Clio. Dialogo della storia e dell’anima pagana” di Charles Péguy, 1913.

L’Avvenimento di Cristo completa ed esalta l’anima pagana, non si pone in contrapposizione: in Cristo c’è il compimento della verità.

Parroci e sacerdoti: moltiplicate nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre le veglie di preghiera nelle chiese, le processioni dei santi o le rappresentazioni teatrali della vita dei santi nelle sale parrocchiali, feste cristiane alternative, con intrattenimenti per i ragazzi e per le loro famiglie negli oratori, concerti nelle piazze, con la partecipazione di gruppi, cantanti o cantautori della musica cristiana contemporanea.

Così sarà davvero festa grande.

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25/10/2016
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