Storie

di Lucia Scozzoli

Su Madonna adesso chudiamo la bocca

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Non mi piacciono i sequel delle storie, spesse volte sanno di ripetitivo e ridondante, ma pare che non possa esimermi questa volta dal fare uno strappo alla regola. Ha suscitato un inaspettato clamore il mio breve articolo sull’offerta di prestazione sessuale orale della cantante Madonna agli elettori della Clinton, mostrando come in questa società pluralista e liberale sono ben accette tutte le opinioni, basta che siano perfettamente aderenti al mainstream.

Un’altra tendenza che ci sta prendendo la mano è quella di delegare la nostra opinione all’esperto di turno: solo lo psicologo sa cosa penso, solo il sessuologo sa cosa provo nel mio letto, solo il sociologo sa il perché delle mie scelte di vita.

Purtroppo non è così, perché se la vita fosse tanto semplice e chiara da poter rientrare in una media aritmetica, l’umanità non starebbe qui ad arrabattarsi da millenni alla ricerca di un equilibrio che è ben là da venire. Inoltre mi sembra che mai come oggi siamo afflitti da stereotipi pesantissimi e autoritari, tutti a discapito della donna, che resta l’anello debole, quello più vessato dalla società, proprio perché è la custode della chiave di ogni vero rinnovamento culturale e sociale. Tolte di mezzo le donne, zittite con un po’ di propaganda e imbrigliate con qualche ideologia, ed ecco che la società diventa una massa informe manipolabile a piacimento, un esercito di schiavi lavoratori al servizio dei potenti di turno.

Ma torniamo al focus della polemica: il sesso orale per le donne, cos’è?

Io ho una figlia adolescente, un tenero fiore brillante di ingenuità e freschezza. In lei la curiosità per il vasto e oscuro mondo maschile si materializza in domande che sottintendono sempre altro, in parole che non dicono mai appieno ciò che davvero vuol sentirsi dire. Quello di cui una adolescente ha bisogno è una decodifica razionale di ciò che abita nel suo cuore tumultuoso e confuso. Cos’è l’amore? Perché i maschi sono così insensibili? Ma io sono strana? Perché quel ragazzo mi suscita un turbamento anche se non so spiegare cosa mi piace? E sopra ogni altra domanda, una richiesta drammatica nella sua lancinante profondità: mamma, promettimi che io non resterò mai sola, nemmeno quando sarò vecchia.

Ecco, pensate a me, seduta davanti ad un caffè coi biscotti, da un lato il mio fiorellino lussureggiante e dall’altra il giornale col titolo “L’ultima di Madonna: promette sesso orale a chi vota Hillary Clinton”. Perché devo tollerare questa inaudita violenza culturale a mezzo stampa, spacciata per cronaca, per trovata elettorale o di autopromozione? Perché devo guardare il volto di una fresca ragazza aggrottarsi in raccapriccio alla lettura di un simile titolo?

Non venite a raccontarmi frottole sociologico-sessuali sui pompini meravigliosi, sono donna adulta e vaccinata e son stata ingenua adolescente. Nessuna ragazza che si affacci al conturbante mondo dell’amore pensa positivo del sesso orale, ma il 100% è pervaso da un moto di semplice e genuino disgusto. Molte ragazze al giorno d’oggi si trovano strette tra l’incudine del proprio disagio e il martello del pressing del proprio ragazzo, il quale ha dalla sua titoli di giornale come questo, e pure il ridacchiare divertito di tanti adulti, nessuno dei quali ha elevato un moto di sdegno per la mercificazione pubblica della dignità di una donna.

Tutti i vademecum sul sesso e le sue variegate pratiche e pose hanno lo scopo di tranquillizzare normalizzando ciò che normale non è e stigmatizzando il naturale disagio che uno prova. La pelle si ispessisce fino a fare il callo, a forza di insistere, ma con la resistenza cresce anche l’insensibilità, si perde la capacità di sentire davvero quello che c’è dietro e dentro una sessualità vissuta in pienezza.

Le donne si sono fatte fregare dalla rivoluzione industriale, che le ha rapidamente emancipate per mandarle in fabbrica a faticare come uomini; poi la rivoluzione sessuale le ha convinte che è bellissimo fare le schiave degli uomini anche a letto. Che affarone! Mi è toccato leggere idiozie colossali, come quella per cui la bocca è una zona erogena e quindi il membro maschile in bocca provoca un piacere sessuale (infatti si vede quanti orgasmi femminili dal gelataio, si sa che le donne mangiano il calippo per quello!). Ma la più grossa l’ho sentita con le mie orecchie: un bellimbusto provolone mi raccontava delle sue conquiste amorose con dovizia di particolari non richiesti, quando ad un certo punto se n’è uscito con il caso della ragazza allergica allo sperma: in sostanza, la ragazza ha manifestato disgusto a praticargli sesso orale e, per giustificarsi, ha tirato fuori questa balla. Mi si è stretto il cuore in un moto di pena infinita, pensando a questa povera ragazza, alla sua condizione che non saprei definire se non di sudditanza, che non ha il coraggio di dire semplicemente no, che non si sente nella condizione di poterlo dire, per fare magari la figura della bigotta frigida. E quel ragazzo, ruvido come la carta vetrata, non ha minimamente capito, diseducato del tutto alla sensibilità e al rispetto, ultra convinto che una donna sia solo un uomo con le tette e la vagina, che un orgasmo sia come una buona birra da scambiarsi in allegria e dopo amici come prima e ciao arrivederci e grazie.

Le donne adulte e vaccinate possono fare della propria sessualità quello che vogliono, soprattutto nel segreto del loro letto, ma non mi venite a ciancicare di cavolate assurde sui pompini meraviglia-delle-meraviglie perché sono falsità belle e buone. Una donna che ama fare un pompino non sta provando un piacere sessuale, ma psicologico, perché sta esercitando il proprio controllo sull’uomo, lo tiene in pugno, per dare piacere ma anche, volendo, per ferire gravemente, perché in bocca abbiamo pure i denti e questo dualismo del sesso orale ha un significato molto forte. La tentazione della donna sull’uomo è sempre quella di esercitare un controllo, di organizzargli la vita e la mente, di farne il proprio servo. La debolezza dell’uomo è proprio nella sessualità, più compulsiva e urgente di quella femminile, e insinuarsi in questa debolezza è un giochetto mentale che alimenta perversioni in entrambi, non c’entra nulla con l’amore. E soprattutto non c’entra niente col piacere sessuale femminile.

La sessualità non è un tabù, come si ama dire ogni volta che uno tira fuori un disagio oggettivamente non confutabile: la sessualità è una ricchezza da preservare e difendere dagli sguardi indiscreti, è un tesoro da custodire. Vale la regola che più uno parla meno ama, perché il talamo è il luogo dell’incontro di due persone che si fidano l’una dell’altra, che si donano in una prospettiva di esclusività ed eternità. Tutto il mondo resta fuori, coi suoi suggerimenti cretini e la sua curiosità morbosa. Infatti uno dei moderni drammi giovanili è il sexting, cioè l’abitudine a inviarsi foto esplicite e filmati, rendendo pubblico ciò che dovrebbe restare segreto, e infatti degenera tante volte in diffusioni non volute dal diretto interessato, provocando tragedie che sfociano in depressioni e a volte pure in suicidi. Tutto questo perché ci facciamo insegnare dai sessuologi come fare sesso a casa nostra e perché crediamo alla balla che i tabù vanno demoliti.

Parlare di sesso è una gran moda, praticata soprattutto nei giornali e nelle tv. Quando la gente imita il mainstream, di solito capitano disastri.

Quindi, per quel che mi riguarda, continuate pure a scannarvi sui pompini, metteteci anche un pizzico di rapporti anali, una ventina di posizioni del kamasutra da ricovero in ortopedia e qualche consiglio demente sui lubrificanti, con una spruzzata di anticoncezionali per togliere la paura. Io ho già detto troppo. Io faccio e taccio. E godo. Mi dispiace per voi.

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26/10/2016
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