Storie

di Mario Adinolfi

La truffa della finta unione gay

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Come è noto a Schio il settantenne Pietro Principe utilizzerà sabato la legge sulle unioni gay per passare la sua pensione in reversibilità a Gianni Bertoncini, batterista jazz di 56 anni, senza che i due siano in alcun modo innamorati o anche solo siano uniti da un rapporto omosessuale. “Love is love” diventa “I love your pension”. Lo dicono chiaramente Pietro e Gianni, sono eterosessuali e usano la legge sulle unioni gay per frodare lo Stato e prolungare il pagamento della pensione. Il tutto con la benedizione di Monica Cirinnà che ha dichiarato testualmente: «La legge sulle unioni civili prevede alcune cause impeditive dell’unione, che sono le stesse del matrimonio, come ad esempio se si è fratelli, o consanguinei. Non so se questo sia il caso perché non conosco la vicenda. Ma se non rientrano in questi casi, liberi di fare come credono».

Esattamente nello stesso giorno in cui i quotidiani riportavano la notizia della truffa di Schio approvata dalla parlamentare madre della legge sulle unioni gay, un trafiletto richiamava la mia curiosità. Un altro settantenne, a Lanzo sempre nel profondo Nord ma stavolta nel Torinese, si è fittiziamente separato dalla moglie per incassare la pensione sociale: scoperto dalla Guardia di Finanza è stato denunciato per truffa ai danni dello Stato e gli viene richiesta la restituzione di 110mila euro.

Due settantenni: uno usa l’unione gay per truffare lo Stato sul fronte della pensione di reversibilità e viene benedetto da Monica Cirinnà, parlamentare della Repubblica, con tanti auguri di buona unione civile; l’altro ha la colpa di essere eterosessuale e di separarsi sempre per finalità afferenti alla pensione e mi sa che la moglie non fa il batterista jazz, quindi si becca la Guardia di Finanza in casa, la denuncia e gli sfilano 110mila euro. Vi suona strana questa disparità di trattamento?

A me no. Per usare una bellissima canzone di Riccardo Cocciante, “era già tutto previsto”. Per anni abbiamo scritto che esattamente questo sarebbe successo, che la legge Cirinnà è una legge vergognosa e scritta giuridicamente con i piedi, che assegna diritti non contemperati da alcun dovere (manco quello basilare della fedeltà), che aveva come unico obiettivo quello di scardinare il matrimonio e con esso la famiglia, perché se tutto è famiglia, anche due amici che si mettono insieme per lucrare la reversibilità, allora niente è famiglia, la famiglia non esiste più. E guardate che l’approvazione messa per iscritto come fosse una interpretazione autentica del legislatore, trasferita per la consueta sciocca vanità da Monica Cirinnà in forma di comunicato ai giornali, è gravissima e darà il via libera a una valanga di truffe. Dopo tre anni che lo gridiamo inutilmente, oggi finalmente troviamo un articolo su un quotidiano economico, Italia Oggi, che in un pezzo intitolato “C’è un bel business sulla legge Cirinnà” finalmente scrive: “Quanti milioni di pensionati o pensionate hanno un amico o un’amica al quale magari li lega anche un vincolo di riconoscenza per qualche aiuto concreto ricevuto, o semplicemente per qualche buon consiglio o un poco di attenzione? Sdebitarsi potrebbe essere semplicissimo. Basta presentarsi davanti al sindaco, una formalità di pochi minuti per garantire all’amico/a una rendita vitalizia che durerà vita natural durante. Pagata dall’Inps. Tutto molto semplice e soprattutto senza le complicazioni e le controindicazioni legate a un matrimonio”.

Un altro quotidiano economico, il Sole 24 ore, certifica peraltro che le unioni civili celebrate fino a ora sono pochissime, non arrivano a duecento e saranno per la precisione 563 se verranno ufficializzate tutte quelle ad oggi prenotate. Per una battaglia ideologica di una lobby, con l’Istat che certifica che le coppie omosessuali stabilmente conviventi sono 7.513, che aveva come unico obiettivo quello di lucrare le pensioni di reversibilità (tutti gli altri diritti erano già assicurati, fatta salva le legittima testamentaria, dove peraltro si ledono i diritti dei familiari diretti anche nel caso di Schio), si finisce per scardinare potenzialmente l’istituto benemerito della pensione di reversibilità pensato per quelle donne come mia madre che hanno passato la vita a dedicarsi alla famiglia e che ora vedove senza quella pensione non avrebbero di che sostentarsi.

Il crimine politico commesso da Renzi e Alfano è avere ceduto ai lobbisti Cirinnà e Lo Giudice che, per ragioni oscillanti tra gli interessi diretti e l’ideologia, hanno scritto una legge incostituzionale in cui peraltro il diritto alla reversibilità è previsto solo per la coppia omosessuale, mentre in una coppia eterosessuale che pure usa la stessa legge per ufficializzare la propria unione, al superstite non spetta nulla. Dunque il batterista jazz di Schio si godrà una bella pensione ringraziando per sempre Monica Cirinnà avendo recitato l’essere omosessuale, mentre una povera donna in una coppia di fatto eterosessuale che perde improvvisamente il compagno con cui magari ha generato tre o quattro figli si ritrova con il nulla e con il diritto negato all’accesso alla pensione di reversibilità. Vi pare una legge giusta questa, una legge che tutela le truffe compiute da para-omosessuali (in tutto 7.513 coppie) e ignora un milione di persone unite in coppia di fatto che allevano più di settecentomila figli minori?

Queste legge è già fallita, seppellita dalle sue ridicolaggini giuridiche e politiche, oltre che per altre molteplici cause: per i numeri esigui delle unioni civili sancite che dimostrano che la battaglia era solo ideologica; per i finti sposi di Schio che vengono usati per provare a gonfiare quei numeri e dimostrano così la stupidità dei legislatori che per ottusità li benedicono pure; per le potenziali truffe per un valore a regime di miliardi di euro (già Tito Boeri disse che si sarebbe trattato di centinaia di milioni di euro, non di un milione come imbrogliando venne dichiarato in commissione Bilancio al Senato) che manderanno gambe all’aria l’istituto della pensione di reversibilità quando il giochino dal profondo Nord diventerà strumento conosciuto nel profondo Sud, quello delle note abitudini sulle pensioni di invalidità. Le vittime di questa normativa feroce? Come sempre i più deboli: i “figli” di Nichi Vendola e Sergio Lo Giudice privati del diritto ad avere una mamma, i bimbi nelle scuole fatti oggetto continuo della propaganda gender obbligatoria, le donne che hanno bisogno dell’istituto della pensione di reversibilità, che con le truffe come quella di Schio andrà in crisi e verrà cancellato dall’ordinamento.

Avevamo avvertito su tutto, da anni. Non perché avessimo la palla di vetro, ma perché le cose hanno una loro logica. Inevitabile, stringente. Basta sapere leggere i fatti. Farlo prima aiuta a prevenire gli errori. Su questo terreno ne sono stati compiuti a montagne, nel silenzio generale. E se penso che la Cirinnà applaude la truffa del batterista jazz di Schio, mi viene da correre dal settantenne della finta separazione finalizzata a lucrare la pensione sociale per congratularmi, altro che denuncia, altro che restituzione di 110mila euro. Avete voluto uccidere il matrimonio, togliergli ogni residuo di senso? Vi meritate le separazioni farlocche, sono figlie del vostro delirio e della vostra stupidità, di legislatori che scrivono norme ideologiche senza capire dove conducono. Auguri a Pietro e Gianni, che di questa stupidità hanno spiegato a 17 milioni di italiani (tanti sono i pensionati) come approfittare.

17/11/2016
2603/2017
San Teodoro vescovo

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