Storie

di Nicola Di Matteo

Radicare il seme del cambiamento sul territorio

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Bisogna avere pazienza, sopportare la presenza del male e attendere la mietitura finale, avere fiducia nel piccolo granello di senape”, dice Gesù. Mi sono interrogato molto dopo l’ultima censura a Mario su facebook, il fatto che non si può avere più libertà di pensiero in un paese che si dichiara democratico può scandalizzare ma permette di vedere al meglio le circostanze con uno sguardo diverso. Mi rendo conto che bisogna adoperare un grande virtù quella della pazienza. In un mondo di oggi, frenetico, convulso, parlare di calma, pazienza, sembra quasi anacronistico. Spesso vogliamo risolvere tutto e subito. La risposta a quella censura è stata forte e d’impatto perchè molte le persone che si sono schierate dalla parte del bene, attraverso post e hashtag. È difficile, oggi, dire quello che si pensa, c’è bisogno di tanto coraggio e spesso si viene etichettati come persone non-comuni, antichi e pieni di pregiudizi. Quello che dovrebbe essere un vantaggio, dire la propria verità, in realtà diventa una “scomodità” per cui si censura. Oggi il Popolo della Famiglia ha un compito fondamentale continuare a proclamare la verità con pazienza ma soprattutto con onestà, nonostante gli attacchi. Dobbiamo avere la passione per la verità da condividere, raccontare e da ascoltare, in una società nella cui memoria regnano la corruzione come normalità, la manipolazione come abitudine, la famiglia che non viene valorizzata, ci sarà sempre meno un valore da difendere, una qualità da distinguere e riconoscere, un bene comune che viene meno. Bisogna essere forti e continuare la “buona battaglia”. “Bisogna ritornare alle verità semplici e note, a quei valori genuini che soprattutto i giovani
desiderano, a volte senza saperli chiamare per nome. Bisogna far brillare ideali alti, veri e belli, per cui vale la pena di lottare e soffrire: occorre riscoprire l’alfabeto dell’umano che si vuole stravolgere sulla spinta di
colonizzazioni che vengono da lontano.
Ma non dobbiamo dimenticare né sottovalutare la forza della coscienza: essa può essere corrotta da una cultura diffusa e menzognera, ma non può rimanere corrotta per sempre. Alla sua radice, infatti, vi è qualcosa di vivo e indistruttibile: il desiderio di bene e il bisogno di verità” (Card. Angelo Bagnasco).
Ecco perchè tutti siamo chiamati ad essere un tassello importante per rinnovare la storia, sentendoci alla guida degli avvenimenti. Allora, perché perdere tempo con polemiche sterili che non portano a nulla? Continuiamo a batterci per il bene comune e per la gioia della famiglia. Una finzione non può durare, per questo non dobbiamo farci prendere dall’inganno della noia, del tanto le cose non cambiano. Siamo un
popolo di non perfetti.

Viviamo liberi, perché amati. Compassionevoli, perché perdonati. Andiamo avanti, uniti, grazie

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22/11/2016
2805/2020
Sant'Emilio martire

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