Storie

di Claudia Cirami

A Roma quel telo che inquieta e dà speranza

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Il Mistero della Sindone torna ad interrogare. Una due-giorni importante, ieri ed oggi, a Roma, per tutti gli appassionati del telo sindonico. Un modo per discutere ancora una volta su un enigma, e di farlo non soltanto per approfondire i temi più consueti, come l’autenticità del telo, ma guardando alle diverse prospettive che la Sindone offre oggi in un contesto di nuova evangelizzazione. Un’occasione imperdibile, dunque, non soltanto per chi della Sindone (il telo che avrebbe avvolto Gesù di Nazaret) ha fatto la passione di una vita, ma anche per tutti coloro che, in vari modi, possono richiamarsi al telo sindonico anche in altri campi, come quello della scuola o dei mass media.

È stato organizzato, infatti, il Convegno Internazionale “Vide e Credette. La Sindone, scienza, fede e annuncio del mistero pasquale” presso l’aula Master dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in collaborazione con il Centro Internazionale di Sindonologia di Torino e con il Centro Diocesano di Sindonologia Giulio Ricci di Roma. C’è anche il patrocino del Vicariato di Roma. L’occasione per occuparsi della Sindone è duplice: sono trascorsi già dieci anni della mostra permanente “Chi è l’uomo della Sindone?” ed è il primo anno dalla morte di P. Héctor Guerra LC, che ha ideato ben otto mostre permanenti in giro per il mondo, compresa quella romana. Sebbene non sia necessario, in realtà, trovare dei motivi per parlare di quella che è e rimane la reliquia più importante della Cristianità, perché il fatto cristiano inizia proprio da quegli eventi pasquali di cui la Sindone sarebbe muta testimone.

Il programma dei due giorni appare interessante, perché – come recita il comunicato stampa – il convegno «seguendo un approccio interdisciplinare come richiesto dallo stesso documento sindonico, analizzerà in maniera più approfondita soprattutto l’aspetto pastorale e della nuova evangelizzazione, sia a livello educativo che catechetico, presentando inoltre diverse iniziative recenti per diffondere la conoscenza della Sindone al grande pubblico, come alcuni romanzi, le mostre permanenti e programmi di studio come il Diploma di specializzazione in Studi Sindonici». La Sindone non è, infatti, una testimonianza del passato, ma è uno straordinario ponte con il nostro tempo che può e deve essere utilizzato nell’evangelizzazione. L’interesse che suscita ogni sua esposizione dice di un’attrazione che non può essere misconosciuta ma va valorizzata. Chi si avvicina per la prima volta alla Sindone porta domande di fede, anche inconsapevolmente, e queste domande non devono essere lasciate cadere. La Sindone testimonia la sofferenza dell’uomo che vi è stato avvolto, ma – al tempo stesso – la speranza che tutto non sia finito dentro ad una tomba: anche per il disincantato uomo moderno, sempre più laicizzato, la domanda su cosa ci sia dopo la morte può trovare una strada per emergere proprio nel confronto con il lenzuolo sindonico.

Ieri, come primo giorno, i primi due appuntamenti interessanti, dopo la conferenza di apertura di Mons. Lorenzo Leuzzi, delegato per la Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma, sono state le relazioni de “La storia della Sindone e il rapporto con Casa Savoia” del prof. Antonio Cassanelli e “La questione liturgica e la pietà sindonica” del prof. Gian Maria Zaccone (con un intervento videoregistrato). Dopo l’intervallo, è stata la volta di una tavola rotonda “La Sindone e la Bibbia. Interpretazioni dei Vangeli sinottici, quello giovanneo e il kerygma paolino” con la partecipazione di Mons. Giuseppe Ghiberti, P. Andrew Dalton LC, P. Nicolas Bossu LC. Nel pomeriggio di ieri c’era invece un’altra tavola rotonda, stavolta imperniata sul rapporto “Sindone e mass-media”, a cui erano presenti giornalisti di Avvenire, TV2000, Radio Maria, e altre testate e programmi tv; una relazione di P. Rafael Pascual LC su “Il contributo di P. Héctor Guerra LC nella promozione degli studi sindonici”. Poi c’è stato lo spazio anche per illustrare le mostre sindoniche nel mondo, con l’intervento dei diversi responsabili, e parlare del Diploma in Studi Sindonici. Interessante è stato poi l’appuntamento dedicato ai romanzi che parlano della Sindone: El secreto de Turín; Il ladro di Dio; Pietro, Giuseppe e il Lenzuolo. Leggendo il programma del primo giorno è evidente come sia possibile parlare della Sindone in diversi modi e come la straordinarietà di questo telo non interessi soltanto gli specialisti, ma anche la gente comune e il mondo dei mass media, che, nel caso dei cattolici, deve trovare i modi più adeguati per parlarne.

Nel pomeriggio di oggi, invece, sono previsti l’interessante “Insegnare la Sindone: La Sindone nella scuola, nella catechesi e nell’università”, con interventi di P. Gianfranco Berbenni ofm cap, Don Filippo Morlacchi, il prof. Bruno Barberis e Anna Maria Toselli. A seguire, “La sindone e la scienza” con contributi, tra gli altri, del prof. Paolo Di Lazzaro e del dr. Petrus Soons. Ci saranno infine delle testimonianze in ricordo di Padre Héctor Guerra LC e, per concludere, la Santa Messa, presieduta dal Vicario Generale di Sua Santità, il Card. Angelo Comastri. Dal programma di questo secondo giorno si evince che, ancora una volta, la Sindone sarà “esplorata” nelle sue tante possibili letture, una delle quali riguarda il mondo della scuola.

A proposito di Padre Héctor Guerra LC, a cui il Convegno, come è stato accennato, ha riservato e riserverà alcuni momenti, occorre dire che, prima di morire, l’11 Dicembre dello scorso anno, si era interessato a lungo alla Sindone (a cui aveva dedicato anche un libro: L’uomo della Sindone, pubblicato nel 2008 con il botanico israeliano Avinoam Danin). Apparteneva ai Legionari di Cristo, e la sua infaticabile azione nei confronti del telo sindonico è stata importante perché non si è limitato a studiarlo, ma ne ha promosso nel mondo la conoscenza in funzione evangelizzatrice. A questo scopo, insieme a Padre Rafael Pascual LC, direttore dell’Istituto Scienza e Fede, che lo ha ricordato in questo convegno, aveva fondato nel 2009 una ONG internazionale, Othonia, che si propone proprio di «contribuire al miglioramento, sviluppo, formazione, promozione e diffusione delle conoscenze relative alla Sacra Sindone tra i diversi popoli e culture del mondo». Padre Guerra aveva intuito che la Sindone poteva davvero offrire nuovi spazi di evangelizzazione. Così Othonia si muove in tre aree: quella dedicata alla ricerca scientifica, che riguarda sia la Sacra Sindone di Torino che il Sacro Sudario di Oviedo; quella – come leggiamo nel sito della Ong – «dedicata allo stato della ricerca a livello universitario, con particolare attenzione alle analisi scientifiche collegate alla Conservazione della Sindone (1998-2008) e alle note analisi del team americano STRP (Shroud of Turin Research Project, 1978-1984)», infine quella dedicata ad iniziative scientifiche ma anche pastorali.

Proprio grazie ad Othonia sono state battute differenti strade per sviluppare questa attenzione verso il Sacro Telo, dall’importante Diploma di Specializzazione in Studi Sindonici (che è possibile seguire anche a distanza) alle mostre, sia permanenti (Gerusalemme 2006; Roma 2006; Sacramento, California, 2010; Den Bosch, Olanda, 2012; Cracovia, Polonia, 2012; Città del Messico, 2012; San Antonio, Texas, 2013), che itineranti. Tutte iniziative che hanno un grande valore e si accordano perfettamente con la significatività del telo sindonico. Qualche anno fa, Papa Francesco diceva, infatti, in un messaggio: «il nostro non è un semplice osservare, ma è un venerare, è uno sguardo di preghiera. Direi di più: è un lasciarsi guardare. Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di un defunto, eppure misteriosamente ci guarda, e nel silenzio ci parla. Come è possibile? […] Perché l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine – impressa nel telo – parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore» (videomessaggio in occasione dell’Ostensione Straordinaria del 30 Marzo 2013). La Sindone – la cui antichità è una risorsa, non un ostacolo – ci invita, con il suo stesso silenzio misterioso, a farla diventare un interrogativo esistenziale nella nostra vita e nelle vite altrui per crescere tutti nella fede. Ogni occasione per conoscerla meglio non va, dunque, tralasciata.

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13/12/2016
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