{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} Contro i cattonichilisti. Invettiva

Chiesa

di Lucia Scozzoli

Contro i cattonichilisti. Invettiva

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E così abbiamo un nuovo governo. Gentiloni. Tutti i giornali si sono sbellicati dalle risate, era un pezzo che i titolisti non si divertivano così: “Il governo nasce morto”, “Ministrini riscaldati”, “Ne abbiamo i Gentiloni pieni”, “Renzistere, renzistere, renzistere”, “Gentiloni gemello diverso”, eccetera. Questo governo è la fotocopia del precedente, Gentiloni è un prestanome e non piace a nessuno, i suoi ministri sono gli stessi che ci hanno disgustato nell’ultimo anno, con pochissimi significativi rimpasti. Significativi in peggio: la Fedeli all’istruzione è un chiaro messaggio a tutte le associazioni che hanno organizzato i family day e che hanno osteggiato con forza l’ideologia gender da lei propugnata a spada tratta. La cosa è talmente vera e ovvia che ce la dicono pure quelli di gayburg: gli LGBT sono in festa attorno alla Fedeli. Chissà come mai. Sarà per i suoi meriti didattici e accademici? Sarà per la sua limpida onestà? Certo che il fatto che abbia millantato una laurea fantasma sembra smentire entrambe le ipotesi. Mi domando allora come mai il forum delle associazioni familiari e Avvenire, portavoce della CEI, auspichino con mesta accondiscendenza un buon rapporto collaborativo del neo ministro col mondo della scuola, facendo finta che la Fedeli sia come un vattelapesca qualunque. Misteri del servilismo.

Favolosa è la promozione della Boschi da ministro delle riforme (fallite) a sottosegretario della presidenza del consiglio: aveva detto che si sarebbe ritirata dalla politica se vinceva il no. S’è visto come è stata di parola. Ma tanto la faccia di bronzo ce l’aveva già, con tutte le menzogne che ha tirato fuori per difendere la sua schiforma.

Angelino, il nostro, invece è rimasto fedelissimo a se stesso: sbolognata la patata bollente degli interni, dove l’immigrazione selvaggia lo ha invischiato in dense sabbie mobili, è stato promosso agli esteri, dove può fare sfoggio del suo meraviglioso inglese e della sua esperienza internazionale (in fondo è stato in vacanza a Lampedusa, dove c’è di tutto meno che gli italiani).

Non ho sentito neanche una voce favorevole a questo governo,nemmeno da sinistra: Bersani ha detto che il PD si sta scavando la fossa da solo con questa manovra, Speranza dalla Gruber ha auspicato sospirando che duri meno che si può.

Eppure a qualcuno piace. Volete sapere a chi? Ai servi, a quelli che godono delle italiche disgrazie, che si compiacciono dell’agonia manifesta della democrazia, che inebetiti ormai dalla sindrome di Stoccolma, parteggiano per il tiranno. Certo il modo più facile per risolvere un problema è far finta che non ci sia: non ti cambiano il piatto di minestra? Puoi sempre convincerti che era esattamente quello che volevi.

Una volta c’erano i cattocomunisti e adesso ci sono i cattonichilisti, la nuova intellighenzia cattolica di pessimisti mistici che deride chiunque manifesti speranza e impegno per la cosa pubblica, sempre pronta a trovare i difetti di chi si mette in prima linea al servizio del bene comune (certamente come può e sa fare, e cioè inevitabilmente con tanti aspetti criticabili e perfettibili) e non propone mai uno jota di novità costruttiva.

Emblematico a tal proposito un documento a caso: il comunicato della Compagnia delle opere di Monza e Brianza in occasione del referendum:

“Tante ragioni del sì e del no ci appaiono francamente strumentali” (bellissimo l’avverbio, meriterebbe una riflessione approfondita il suo uso in questo contesto di finta familiarità che, invece che intendere franchezza e cioè voler dire verità, intende superiorità e sufficienza).

“Ci suona perfin fastidioso quando il sì fissa a propria bandiera la diminuzione dei costi della politica” (che risulti fastidioso è di una patetica irrilevanza: era semplicemente falso ed è stato ampiamente argomentato a tal proposito dai comitati del no).

“È credibile affermare ai quattro venti che si debba bocciare questa riforma per poterne fare una migliore? Chi può mai ritenere ragionevolmente che una compagine parlamentare praticamente in disaccordo su tutto possa mai domani trovare un accordo sulla carta che dovrebbe domani unire tutti gli italiani?” (Mi vien da domandare come ha fatto tale astiosa compagine parlamentare a partorire questa riforma, se è davvero così impossibile mettersi d’accordo).

Tutto il documento va avanti così, con domande retoriche senza capo né coda, senza entrare mai nel merito di niente, solo manifestando altezzoso disprezzo verso entrambi gli schieramenti e verso tutti coloro che si accalorano nel dibattito intorno alla riforma costituzionale, che ha cercato di modificare ben 46 articoli della nostra carta e che ha rischiato di cambiare i connotati al nostro paese.

Ma la perla sta alla fine: “in tutto il dibattito pre referendum pesa una grande assenza: nessuno dice quale immagine di uomo e società regga il sì e il no”. Allé, ecco il pippone pseudo filosofico a sostegno della presunta superiorità morale di costoro su tutta la plebaglia di miseri cittadini che osano appassionarsi al dibattito politico semplicemente entrando nel merito di una riforma, leggendo gli articoli e valutando le sue conseguenze in termini giuridici. Che sciocchi noi, che non abbiamo pensato al modello di uomo mentre ce la prendavamo con la soppressione dell’elettività del senato! Che sempliciotti noi, a temere che l’Europa si ingoiasse la nostra sovranità senza prima riflettere sull’ideale antropologico di riferimento!

Ma poi la cosa buffa, buffissima se non fosse tragica, è che invece il modello antropologico di riferimento dei promotori della riforma ce l’abbiamo chiarissimo, noi: gender nelle scuole, ipersessualismo, divorzio breve, unioni civili, proposte di eutanasia, liberalizzazione delle droghe e legalizzazione della prostituzione. Più chiaro di così! E voi, e l’avete chiaro? Mi pare proprio di no. Mi pare che a forza di menarvela coi ponti e coi muri non ci avete capito niente di come sta andando il mondo e nemmeno vi interessa capirlo: a voi basta poter dispensare disprezzo condito di cristiana misericordia. Con quanta protervia tutti a rallegrarsi che la volontà palese e manifesta del 60% degli italiani sia stata sbeffeggiata da questi politici bugiardi, che non hanno mantenuto nemmeno mezza promessa fatta in campagna elettorale! Che gioia esultare per gli abusi legali ma non per questo leciti con cui la sovranità popolare viene calpestata dalle pieghe dei regolamenti parlamentari! Che bello sputare sulla democrazia e cantare “te l’avevo detto che non serve a niente” mentre affonda la barca su cui siete anche voi e per la quale non avete mosso un dito!

Scommetto che sarete contenti pure quando il primo decreto del neo governo Gentiloni invocherà l’aiuto del MES per il salvataggio di MPS, commissariando di fatto l’Italia sotto la supervisione della troika ed impedendo ogni libertà di manovra in termini di bilancio a qualunque governo anche successivo a questo! Come godrete quando l’Europa, cacciata via dalla porta con la bocciatura della riforma, ci entrerà in casa dalla finestra con la pantomima del salvataggio bancario! S’è visto in Grecia, come è stata brava la troika, quali meravigliose riforme ha saputo suggerire!

Se permettete, cattonichilisti dei miei stivali, vi disprezzo io. E se vi puzza tanto la democrazia, abbiamo a due passi la Turchia disposta ad accogliervi a braccia aperte. Già la mentalità da schiavi ce l’avete, sono sicura che vi troverete benissimo a leccare le suole delle scarpe al dittatore di turno.

Poi magari mi spiegate anche cosa c’entra il cristianesimo con il servilismo verso il potere. Mi viene in mente l’espressione “oppio dei popoli”, non ricordo bene dove l’ho già sentita.

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15/12/2016
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