Politica

di Lucia Scozzoli

Lo scrittore, la politica ed i quattrini

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Polverone a Forlì: al liceo classico Morgagni viene letta in alcune classi (quarte e quinte) la circolare n. 299, a firma del dirigente scolastico Marco Molinelli, datata 13 gennaio, che recita testualmente:

“*OGGETTO: Roberto Saviano a Forlì*

*Si comunica che lo scrittore Roberto Saviano sarà a Forlì il 15 marzo 2017. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per incontrare uno degli scrittori più famosi del momento e per leggere il suo ultimo romanzo “La paranza dei bambini”.*

*L’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro.*

*Si invitano i docenti interessati a formalizzare l’adesione della propria classe alla prof.ssa Zecchini entro e non oltre MERCOLEDI’ 18 GENNAIO 2017.*

*Non appena verranno comunicate da parte del nostro Liceo, dell’Istituto Tecnico Commerciale e del Liceo Scientifico, l’ufficio stampa di Saviano contatterà l’amministrazione comunale per reperire gli spazi idonei.*”

Pare che ad alcune classi sia stata fatta votare la scelta di aderire o meno al progetto, ad altre invece sia stato presentato come cosa fatta da parte dell’insegnante di riferimento. In ogni caso la circolare è in qualche modo trapelata fuori dalle mura scolastiche per approdare sui giornali a suscitare polemiche.

Sulla pagina facebook di Saviano sono piovuti anche insulti, pure da parte di esponenti politici. Allora Saviano è corso ai ripari con un post di smentita secca, in cui dichiara che è una bufala la storia dell’obbligo di acquisto prima della visita con gli studenti, definisce “beceri” e “berlusconiani” i giornali che lo attaccano e “incazzati, livorosi e ignoranti” i giornalisti in questione.

Purtroppo però gli studenti intervistati hanno confermato la veridicità della circolare (e non per attaccare Saviano, bensì per difendere l’iniziativa, tra l’altro) e anche la casa editrice su Facebook ha confermato il proprio ruolo di intermediazione con le scuole, per cui lo scrittore ha dovuto rettificare la rettifica:

«Mi rivolgo agli studenti di Forlì, agli studenti con cui si stava organizzando il bellissimo incontro di marzo. Mi dispiace molto, ma non potrò esserci, troveremo un altro luogo, una piattaforma diversa attraverso cui condividere idee. Troveremo una libreria e ci vedremo presto. Promesso! Perché a incontrarvi non rinuncio. Da quando ho pubblicato Gomorra vado spesso nelle scuole, dove ho conosciuto persone meravigliose, insegnanti curiosi e stimolanti, studenti che hanno voglia di confrontarsi, di raccontare le proprie esperienze e di ascoltare. Ci sono sempre andato nelle scuole, senza porre condizioni, perché non ho bisogno di obbligare nessuno ad acquistare copie dei miei libri.

Però non potrò essere a Forlì, ragazzi, e non potrò esserci per tutelare voi e la vostra tranquillità: vi strumentalizzerebbero, cosa che del resto stanno già facendo. So che non avete il timore di metterci la faccia, e per questo vi sono immensamente grato. Siete ragazzi coraggiosi. Leggo i vostri commenti su Facebook e vi ringrazio perché state difendendo il progetto, perché state prendendo posizione e vi ringrazio per il valore che date alla cultura e alla letteratura. Il nostro Paese ha bisogno di studenti come voi, di studenti che leggono e che amano (e non temono) il confronto. GRAZIE!»

Ma che è successo, infine?

Indagando tra qualche professore dell’istituto, è emerso il seguente scenario: il liceo Morgagni aderisce da anni ad un progetto di letteratura che prevede un incontro annuale con scrittori di successo, i quali si prestano alle domande degli studenti i quali, ovviamente, prima dell’incontro devono aver letto qualche opera dell’autore (altrimenti su cosa le fanno, le domande?).

Questo progetto si chiama “Rapsodia – scrittori nelle scuole” e per il 2016/2017 prevede l’incontro con Giacomo Mazzariol, giovanissimo autore di Castelfranco Veneto, che ha scritto un libro commovente sul fratello down. Il progetto, come accordo tra la scuola e le case editrici, prevede che gli autori vengano a titolo gratuito, ma in cambio almeno l’80% degli studenti presenti deve aver acquistato il libro.

L’anno scorso invece al liceo è intervenuta Michela Murgia, nelle date 2 e 3 marzo, come possiamo ancora oggi leggere sull’avviso pubblicato sul sito della scuola; nel 2014 gli studenti si sono confrontati con Paola Mastrocola, nel 2013 con Alberto Fois.

Saviano non fa parte di questo progetto: infatti all’ultimo collegio docenti un’insegnante, saputo dell’arrivo di Saviano a Forlì previsto per marzo, ha avanzato la proposta di cogliere al volo l’occasione di un confronto extra con gli studenti, e qualcuno ha approfondito le richieste della casa editrice in tal senso: 100% acquisto del libro da parte degli studenti presenti.

Chiariamo bene: gli scrittori sono spesso (per non dire sempre) ostaggio delle proprie case editrici, le quali ne gestiscono il business senza particolari fini culturali, ma solo badando ai profitti, e di questo non possono essere incolpati. Ben pochi sono gli autori che hanno intrapreso strade di indipendenza editoriale, in nome di una purezza dei fini senza compromessi. Il nostro Saviano non è sicuramente tra questi, ma, ripeto, non glielo si può imputare come colpa: in fondo lo scrittore è un mestiere che deve dar da mangiare a chi lo pratica.

Il problema che questa circolare scritta in modo così poco “politico” ha sollevato è di altra natura: viene richiesta infatti un’adesione della INTERA classe, o tutti o nessuno. E Saviano non è un autore qualunque, bensì un personaggio pubblico che ha la pretesa di fare pensiero su argomenti che poco c’entrano con la cultura letteraria: egli non disdegna mai di deliziarci con le sue opinioni su ogni fatto di cronaca, passando dal dispregio della democrazia che elegge Trump, all’esaltazione del fantomatico diritto di aborto, attraverso gli auguri all’ultima coppia vip di omosessuali che si è comprato un bambino con l’utero in affitto. E anche in merito alla camorra, di cui ama scrivere con tanto profitto, ci sono sempre più voci che si sollevano dai territori presi a teatro dei suoi libri che denunciano l’ipocrisia di questa operazione di marketing vittimista di Saviano, arrivando persino a ipotizzare che la mafia non lo abbia affatto minacciato, ma anzi permetta e approvi queste iniziative di finta denuncia che si tramutano alla fine in un’esaltazione e mitizzazione della malavita.

Il liceo quindi non ha tentato di offrire agli studenti un’opportunità aggiuntiva rispetto al POF (e quindi come tale avrebbe dovuto essere facoltativa o per lo meno previa informazione delle famiglie), bensì ha forzato una proposta fortemente ideologica con il ricatto del tutti o nessuno, che avrebbe evidentemente messo all’angolo qualunque opinione minoritaria di dissenso. Faccio presente a chi non lo sapesse, che Forlì è una delle poche roccaforti PD, per cui la maggioranza di insegnanti e genitori è ovviamente del tutto in sintonia con il pensiero radical chic di Saviano, quindi una votazione a maggioranza significa matematicamente la soppressione dell’opposizione, anche quella culturale.

Le polemiche dispiacciono, perché sinceramente sarebbe sempre meglio un confronto civile, senza toni di aggressione: francamente ritengo che sia un brutto segnale la rinuncia di Saviano alla visita a Forlì. In un paese libero, uno scrittore, di qualunque idea si faccia portatore, deve poter parlare pubblicamente a chi lo vuole ascoltare. Però la polemica, per una minoranza che non trova diritto d’asilo in nessun angolo e non vede difesi i propri diritti di indipendenza di pensiero in nessuna occasione, è davvero l’unica strada possibile di autodifesa. La dittatura del pensiero unico in Italia sta inquinando la scuola e ogni dibattito di natura culturale. Però adesso la gente si sta stancando e la reazione è feroce: occorre fare un passo indietro e recuperare il significato di democrazia e rispetto, a partire dalla scuola, affinché possa venire Saviano per chi lo vuole ascoltare (e sicuramente a Forlì non sarebbero pochi) e possa venire anche qualcun altro, tipo Silvana De Mari, per chi ha idee assai diverse in merito al significato della vita umana. Pluralismo, libertà di scelta e di pensiero: questi sono gli antidoti ad ogni indottrinamento

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17/01/2017
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