Chiesa

di Raffaele Dicembrino

La Chiesa ortodossa rumena è profamily

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

Non si fermano le polemiche sul tentativo di ‘distruggere’ la famiglia tradizionale. Proprio su questo argomento è sceso in campo, l’ufficio stampa del Patriarcato di Romania che ha rilasciato una chiara presa di posizione che vi riportiamo fedelmente: “La Chiesa ortodossa romena considera con preoccupazione le misure relative alla possibile formalizzazione, ventilata in queste ore, concernente il” partenariato civile “. Il timore è evidenziato dal disegno di legge presentato all’ordine del giorno della Camera dei deputati. Consideriamo l’istituzionalizzazione di una forma alternativa di famiglia contraria alla fede cristiana ed alla tradizione del popolo romeno, con conseguenze potenzialmente gravi per la morale familiare e sociale di tutto il Paese. Dal punto di vista cristiano, ma costituzionale, fatta eccezione per l’adozione e la parentela di sangue, la famiglia nasce esclusivamente del matrimonio tra un uomo e una donna. La partnership civile serve solo ad incoraggiare la convivenza e la perdita delle proprie responsabilità dei due partner a scapito della madre e del bambino. In particolare, (va rilevato che) il quadro giuridico che protegge “l’educazione e l’istruzione dei bambini” in modo ottimale è proprio la famiglia (art. 48 cpv. 1 della Costituzione rumena). I tentativi di ridefinire la famiglia naturale e tradizionale, moralmente e legalmente approvato in tutta la storia dell’umanità, sembra essere parte di un programma ideologico che scredita i valori e i benefici sociali della famiglia. La Chiesa ortodossa rumena continuerà a difendere e promuovere i valori fondamentali della famiglia tradizionale, utile per il presente e il futuro della società romena “.

Non è la prima volta che la Chiesa di Romania si schiera attivamente e con forza a difesa della famiglia. Il paternariato civile è una minaccia a quanto urlato a gran voce dai romeni in questi anni, si tratta l’ennesimo stratagemma per cambiare la storia di questo paese.

Ricorderete come 10 mesi fa, in meno di due mesi in Romania furono raccolte due milioni di firme (il 10% della popolazione!) per proteggere costituzionalmente la famiglia naturale.

L’obiettivo iniziale, quello di ottenere 500.000 firme entro 6 mesi stabiliti dalla legislazione del paese (entro il 24 maggio 2016) è stato ampiamente superato e con largo anticipo.

I sostenitori del referendum vogliono prevenire interpretazioni illecite dell’articolo 48 della Costituzione rumena che riconosce la Famiglia “fondata sul matrimonio libero tra coniugi, l’uguaglianza di questi e il diritto e il dovere dei genitori di assicurare la crescita, l’educazione e l’istruzione dei bambini”. La volontà è quella di specificare che per coniugi si intendono “un uomo e una donna”.

A differenza di quello che è successo in Croazia, l’iniziativa legislativa popolare non può essere trasposta direttamente in un disegno di legge. Come in Spagna, la proposta deve essere presentata da uno dei gruppi parlamentari attuali e approvato sia nel Congresso che nel Senato rumeno a maggioranza qualificata di 2/3 dopo la ratifica del referendum. La coalizione pro-famiglia che si è battuta per la raccolta delle firme risulta essere interconfessionale (ortodossi, cattolici, greco-cattolici, battisti, pentecostali, anche degli atei).

I partiti che si assumeranno l’onere di considerare questa volontà popolare hanno dichiarato che “sanno già, come è accaduto in Polonia o in Ungheria, che saranno sottoposti ad una brutale campagna dall’Unione Europea tesa ad influire sulla sovranità popolare rumena, con minacce che potranno estendersi al taglio dei fondi strutturali previsti per il paese”.

Il fine è quello di contrastare la campagna della lobby LGBT per introdurre, anche in Romania, le unioni civili, cioè il matrimonio omosessuale. La legge civile romena prevede solo il matrimonio eterosessuale. Se il quesito referendario proposto dalla Coalizione per la Famiglia sarà approvato, si chiuderebbe definitivamente la porta alle unioni civili.

Il quesito, depositato presso il Senato lo scorso maggio, è stato approvato il 20 luglio dalla Corte Costituzionale. Adesso spetta al Governo decidere la data del referendum. I sondaggi mostrano un 82% dei romeni contrari al “matrimonio” omosessuale.

Nel contempo, la piattaforma di associazioni pro famiglia della Romania ha ribadito il proprio impegno a sostenere altrettanto massicciamente, sin dalle prossime settimane, l’iniziativa dei cittadini europei (ECI) a favore di definizioni comuni all’interno della UE su matrimonio e famiglia ma, se la Chiesa è dovuta nuovamente intervenire non lo ha fatto a casa. La battaglia appare aspra e si cerca di arrivare all’obiettivo contro la famiglia in tutti i modi possibili. Per questo l’attenzione deve essere alta.

Il momento si avvicina ed il clima si fa sempre più teso: come ricorderete si terrà nella prossima primavera il referendum per la famiglia in Romania: è stato concordato dalla piattaforma pro-family che ha promosso la raccolta firme e i maggiori partiti politici di Romania.

I rumeni andranno al voto perché la piattaforma ha raccolto l’adesione di più di 3 milioni di romeni che hanno chiesto che la Costituzione venga cambiata perché alla base della famiglia ci sia il matrimonio tra uomo e donna.

L’obiettivo di quanti avevano proposto il quesito referendario era quello di far coincidere il referendum con le elezioni generali del prossimo dicembre. Con il referendum in primavera, l’obiettivo sarà raggiungere il quorum: perché il referendum sia valido e il risultato vincolante, c’è bisogno che votino il 30 per cento degli aventi diritto al voto.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

03/03/2017
0808/2020
San Domenico

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

La povera famiglia italiana

I dati Istat certificano che le famiglie sono sempre più lasciate sole, in Italia e in Europa: una su quattro vive un forte disagio economico

Leggi tutto

Società

Fedez e J-AX, attenti al gorilla

Siamo dalle parti di Fabrizio De André che traduce George Brassens perché non gli piacevano le sentenze contra legem di alcuni giudici. Si intitola Attenti al gorilla. Ripassate i fondamentali del mestiere, comunisti col Rolex. State cantando nel coro recitando la parte più comoda con testi che vi scrivono altri. Il vostro insulto cialtrone è la prova che stiamo facendo bene, perché stiamo dall’altra parte della barricata rispetto alla vostra superficialità.

Leggi tutto

Società

Famiglia, natura o cultura?

Gianfranco Amato, Costanza Miriano, Franco Nembrini: questo il tridente dell’evento culturale che l’associazione Sunodia schiererà sul palco del Centro Convegni Cavour domani. A tema la questione fondamentale di tutto il diritto familista: se la famiglia sia o non sia una società naturale, dunque unica ed esistente da sempre. L’appuntamento è dunque a Roma nella Sala delle Carte Geografiche, in zona Termini, a partire dalle 10:30 del mattino

Leggi tutto

Storie

Storie di famiglie numerose e di adozioni

Adottare un bambino grandicello significa spesso affrontare con lui il dolore di abusi di vario tipo (fisici, psichici, sessuali), significa fare un grande lavoro di accoglienza e contenimento: attendere i tempi del bambino, cercare soluzioni creative, camminare con lui un tragitto doloroso, ma anche percorrere insieme la strada della rinascita. Questi ragazzi hanno una grande resilienza: se i genitori li accolgono completamente, li accettano e li amano (donandosi completamente a loro e non solo ‘percependo’ l’emozione dell’amore) in poco tempo i loro volti si trasformano, s’illuminano.

Leggi tutto

Politica

Sul tema del voto dei cattolici

La questione che io pongo, però, è: se tutti si trovano concordi sulla necessità di questa benedetta “spinta dal basso”, perché nessuno si adopera per organizzarla sul serio? Guardate, sarei curioso persino di vedere all’opera i nuovi comitati civici “escludenti” di Fontana, sono convinto che sarebbero però più efficaci le “sardine bianche” in qualche modo evocate dalla Morresi, ma ormai mi sta bene tutto, purché io veda i cattolici fare qualcosa di politicamente decente e non solo lamentarsi fino alla prossima sconfitta, quando si lamenteranno di nuovo e ancora di più.

Leggi tutto

Storie

Perché il disegno di legge Cirinnà è inemendabile

Chi parla di possibili mediazioni sul ddl che istituisce di fatto il “matrimonio” gay e legittima anche la pratica dell’utero in affitto, tradisce piazza San Giovanni

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2020 La Croce Quotidiano