Società

di Mario Adinolfi

Fedez e J-AX, attenti al gorilla

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Fedez e J-Ax ci hanno onorato con un plateale insulto: prima nome e cognome, poi esteso all’intero “popolo del Family Day”, recitando (male) un copione appositamente scritto dagli autori delle Iene, guidato dall’entusiasta Nadia Toffa attorno al tema della sentenza sulle adozioni gay. Novanta secondi di tristissima routine televisiva: frase, assistente di studio chiama applauso del pubblico; frase, assistente di studio chiama applauso e via così fino all’apoteosi dell’insulto finale dei due cantanti. Il problema non è l’insulto in sé, ne abbiamo ricevuti milioni in questi anni e dopo la performance dei due idoli dei teenager sui social sono comparsi i rituali auguri di morte. No, quello che metteva paura era davvero la mise en scène della tiritera, nella tv berlusconiana da parte dei due “comunisti col Rolex” che leggevano una parte evidentemente non scritta da loro se non forse nel dito medio finale, tanto che alla domanda della Toffa a Fedez se conoscesse “famiglie arcobaleno” il povero Fedez che non ne conosce manco una (sono pochissime meno di mille in tutta Italia quelle che hanno usato le unioni civili) aveva lo slogan ideologico come rifugio in corner da recitare. L’impressione è che Guccini pensasse a loro quando scrisse agli “inutili cantanti di giorni sciagurati” la sua invettiva: “Buffoni che campate di versi senza forza / avete soldi e gloria ma non avete scorza / godetevi il successo, godete finché dura / che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura”. Già, col pubblico ammaestrato dagli assistenti di studio, senza contraddittorio si può pure insultare parlando di una sentenza vergognosa e contro la legge. Fedez e J-Ax amano molto i giudici (J-Ax riesce ad essere persino un fan di Michele Emiliano), bisognerebbe far riascoltare loro una canzoncina che parla di una scimmia. No, non è la robetta di Sanremo. Siamo dalle parti di Fabrizio De André che traduce George Brassens perché non gli piacevano le sentenze contra legem di alcuni giudici. Si intitola Attenti al gorilla. Ripassate i fondamentali del mestiere, comunisti col Rolex. State cantando nel coro recitando la parte più comoda con testi che vi scrivono altri. Il vostro insulto cialtrone è la prova che stiamo facendo bene, perché stiamo dall’altra parte della barricata rispetto alla vostra superficialità.

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14/03/2017
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