Società

di Davide Vairani

Pedofilia e pedopornografia continuano a prosperare

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Nel 2016 il mondo della pedofilia e pedopornografia ha continuato a prosperare. Le violenze sono diventate più raffinate e i metodi di smercio del materiale (video e foto) “a tempo” grazie alle infinite (e pericolose) possibilità del deep web, la faccia oscura della Rete. Milioni di immagini (ne abbiamo contati quasi 2, per la precisione 1.946.898 contro il milione e poco più del 2015) e tonnellate di gigabyte hanno continuato a rappresentare il dolore e le urla dei bambini da pochi giorni fino a 12 anni violentati e venduti un’infinità di volte da parte di abusatori che si mostrano ormai a viso scoperto, per nulla timorosi di essere perseguiti dalla legge di un qualche Paese. È drammatico il quadro tracciato dal “Report 2016” dell’Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org), presentato ieri mattina nella Sede Nazionale di Avola dell’Associazione da don Di Noto e dal direttivo Meter.

Un quadro che purtroppo non lascia possibilità di miglioramento e che anzi, con le sue particolari novità deve spingere ad una maggiore attenzione dell’opinione pubblica (e conseguente pressione sui Governi) perché si prendano serie misure per la caccia agli orchi della Rete. Orchi virtuali con violenze reali.

Don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente Meter, commenta: “La pedofilia non è una malattia, ma un crimine. È importante non confondere la pedofilia (come malattia psichiatrica) e la capacità di intendere e volere: nel 99,9% dei casi, infatti, le condotte pedofile sono condotte lucide e quindi perseguibili penalmente - e il report Meter Onlus 2016 lo conferma –“. E aggiunge: “La Cassazione, nel 2003, ha affermato che la pedofilia: “Non è una malattia mentale in virtù della quale i pedofili possono ottenere uno sconto di pena” (sentenza 12/11/2003 n° 43135). La pedofilia costituisce una nuova forma di schiavitù che ha legami con il traffico di esseri umani, la sottrazione, la schiavitù e l’orrore dello sfruttamento sessuale del minore”.

Don Di Noto continua ogni anno a lanciare appelli, affinché si prenda coscienza – tutti – che non è possibile andare avanti in questo modo. “Vogliamo riaffermare – aggiunge don Di Noto - il dilagare senza sosta di questa realtà attuale e tragica, favorita dall’indifferenza di molti e da quella cultura economica che quantifica in denaro tutto ciò che è mercificabile, amplificata globalmente dalla pedopornografia online e sostenuta dai vari e molteplici movimenti pro-pedofili, che giustificano tale devianza sessuale ritenendola come un orientamento sessuale che la società deve accettare socialmente, politicamente, culturalmente e religiosamente. La rete dei trafficanti e dei pedofili si è ben inserita all’interno delle nostre stesse libertà. Meter vuole fare chiarezza e parlare esplicitamente di un fenomeno che esiste ed è anche molto presente, in Italia come all’estero”. Dobbiamo però distinguere: quando parliamo di abusi sui minori, parliamo anche di giovani ragazzi e ragazze che hanno dai 13 ai 17 anni. Quando invece parliamo di pedofilia e pedopornografia ci riferiamo a casi in cui le vittime hanno un’età fino ai 12 anni. La pedofilia si nutre dei bambini prepuberi; poi c’è anche un’altra branca rappresentata dall’infantofilia, nella quale gli adulti fanno sesso con i neonati. Meter Onlus non ha paura di chiamare le cose con il loro nome: siamo d’accordo sul fatto che la pedofilia sia un crimine? È questa la domanda che da venticinque anni Meter pone. “Perché se non siamo d’accordo su questo, il problema diventa ancora più spinoso. Siamo convinti che l’ideologia pedofila sia illecita? Perché se noi diciamo che tutto è lecito allora tutto si complica”.

La pedofilia è una realtà più grande e pericolosa di quanto si possa immaginare. “Il report 2016 – aggiungono i portavoce di Meter - lo racconta. Perché parlare significa prevenire, svelare i silenzi, aiutare le vittime e, per quanto possa sembrarvi strano, anche i carnefici. Diciamoci tutto senza falsità. I bambini abusati vengono chiamati durante la crescita e poi da adulti “sopravvissuti”: un termine riduttivo che dimentica come una parte di loro sia morta nella violenza subita. Noi non salveremo tutti i bambini del mondo, ma alcuni li abbiamo salvati e guariti. La pedofilia è una nuova forma di schiavitù, un crimine che richiede un intervento globale ed un cambiamento radicale del punto di vista di tutti davanti a questa tragedia. Se ci sono gli schiavi, qualcuno li deve difendere e liberare. Parlare di pedofilia vuol dire vincere una battaglia e noi la stiamo continuando a combattere da più di 25 anni”.

I numeri lo dicono con una chiarezza sconvolgente. Le Url (indirizzi web) monitorate e segnalate sono 9.379, in lieve calo rispetto ai 9.872 del 2015. I riferimenti italiani nel deep web sono invece aumentati: 95 contro 70. La flessione delle segnalazioni non implica la vittoria contro la pedofilia, ma il suo inabissamento. I pedofili hanno lasciato i social network (155 segnalazioni tra Twitter, Facebook, Youtube e così via contro i 3.414 dell’anno precedente), ma hanno scelto forme più sofisticate di immersione. Abbiamo identificato, e cioè contato una per una, 1.946.898 foto, in aumento rispetto al 1.180.909 del 2015. I video rilevati sono esplosi, triplicandosi: erano 76.200 nel 2015, ora sono 203.047. Se si guarda ai dati, le nazioni che abbiamo preso in considerazione sono 42 contro le 43 del Report 2015. I pedofili si sono sempre più inabissati grazie al Deep Web, la faccia nascosta della Rete. In particolare abbiamo registrato l’esplosione di Tonga (4.156 segnalazioni), seguita da Russia (635) e Nuova Zelanda (312): questo è il podio della vergogna. L’arcipelago di Tonga, che raccoglie una popolazione di circa 100.000 persone, è quello che ha totalizzato la maggior parte delle segnalazioni. Nel Report 2015 Tonga aveva 504 segnalazioni: ora parliamo di un dato otto volte superiore. Raddoppiate anche le chat monitorate: 124 quest’anno contro le 56 del 2015. Dal 2003 al 2016 Meter ha segnalato 134.744 siti. Per i domini in Europa, Russia, Slovacchia e Unione Europea (635, 111 e 66 segnalazioni); l’Italia si ferma a quota 15. Per le Americhe: Colombia, Groenlandia, Canada (22, 16, 4); Asia: India, Iran, Giappone (56, 16, 5); Africa: Libia, Gabon, Mauritius (167, 43, 32); Oceania: Tonga, Nuova Zelanda, Palau (4.156, 312, 62). Facendo un podio dei continenti, la testa è dell’Oceania (4.613), seguita da Europa (868) e Africa (259). Ci poniamo una domanda: fin dove arrivano le responsabilità dei server e dei provider utilizzati dai pedopornografi? Dobbiamo segnalare che i bambini sono sempre più piccoli. Le vittime tra 0 e 3 anni sono in vertiginoso aumento e le violenze sono complete e totali. Sono un’altissima percentuale i neonati: esiste un portale solo con neonati e che ha anche una chatroom con dialoghi in italiano. Diamo i dati: nella fascia 0-3 anni le foto sono 9.909 i video 2.928; segue quella 4-13 (foto 1.936.989, video 200.119). La grande novità 2016 è che i pedofili hanno imparato a lasciare meno tracce rispetto al passato. Grazie a servizi come, ad esempio, Dropfile che consente lo scambio temporaneo di file. Ci si dà un appuntamento virtuale su una chat e si rende il materiale disponibile per un tempo limitato (al massimo 24 ore). Poi si cancella, senza lasciare tracce. In questo modo la “finestra” dentro la quale le autorità possono intervenire, si restringe. I bambini ritratti sono schiavi di un abuso passato e di un abuso presente. Molto spesso troviamo materiale cosiddetto ripetuto, prodotto anni fa e che continua ad essere smerciato; ma confermiamo il numeroso materiale di nuova e recente produzione. In entrambi i casi le immagini e i video diffusi, divulgati e scaricati costituiscono reato. Si deduce pertanto, come già più volte denunciato da Meter, che esistono vere e proprie organizzazioni a delinquere che lucrano sulla pelle dei bambini, violentati durante la loro crescita. Le segnalazioni nel 2015 erano 3.414, oggi solo 30. Salgono i riferimenti cloud, in particolare iCloud, il servizio offerto dalla Apple. Le segnalazioni totali sono 314 contro le 80 del Report 2015. L’emergenza è cessata? Neanche per sogno: è solo segno dell’emersione del Deep Web. Il podio delle segnalazioni 2015 vedeva Bitly, Vkontakte e Linkbugs con 3.068, 107 e 80 riferimenti; quello 2016 vede Youtube, Facebook e Twitter con 73, 70 e 9 riferimenti. Ma questo non vuol dire che si possa festeggiare: il rischio ora è il Deep Web. Il sistema prevalentemente usato nel “web profondo” è The Onion Ruter (TOR), una rete di comunicazione basata sull’autonomia dei suoi membri, i quali sono protetti dalla crittografia. E’ quindi difficile ottenere l’indirizzo IP che identifica ognuno di loro. E non è un caso, quindi, che “onion” voglia dire in italiano “cipolla”. Il simbolo della cipolla indica gli strati di segretezza che ricoprono gli utenti. Nato per garantire maggiore sicurezza, TOR oggi è usato maggiormente per attività illegali come appunto la pedofilia. E non è facile fermare i pedofili che se ne servono. Quando navighi in Internet usando i motori di ricerca per scovare i contenuti che stai cercando, in realtà stai solo galleggiando sulla superficie del Web. Sotto questa superficie c’è un vero e proprio oceano di dati e contenuti che la maggior parte di noi non ha mai visto, e si chiama Deep Web. Anche se la definizione di deep web è poco nota e compresa, capire cos’è è piuttosto semplice. Più che altro pensaci in termini di motori di ricerca: per fornirci i risultati di ricerca, Google e Bing scansionano le pagine dei siti elaborando numerose informazioni, ma possono farlo solo con le pagine statiche, come quella che stai leggendo in questo momento. Quelle che non rilevano sono le pagine dinamiche, come quelle che vengono generate quando fai una domanda su un database online, ma anche le pagine dietro reti private o pagine indipendenti che non si collegano a nient’altro. Queste fanno tutte parte del web invisibile, una grossissima parte della rete dove si svolgono attività particolari: da quelle che devono esser tenute segrete per motivi di sicurezza fino a quelle illegali come la vendita di droghe, organi umani, documenti falsi, armi, materiale pedo-pornografico e molto altro. Facciamo un esempio. Nel novembre del 2016, Meter segnala un indirizzo .onion di pedopornografia contenente 82.046 video pedopornografici. Pensate: ben 476.914 utenti hanno scaricato il materiale segnalato. Il 10 marzo 2017 abbiamo nuovamente constatato la presenza di questo portale e riscontrato 109.535 video: in 4 mesi sono stati caricati 27.489 video e 685.590 utenti li hanno scaricati. Questo fa emergere che in poco più di 4 mesi, il sistema TOR ha permesso lo scambio in modo rapido e incontrollato. Senza ombra di dubbio possiamo quindi ipotizzare che esiste un’associazione a delinquere a scopo prettamente criminale. Meter non fa solo monitoraggio: anche e soprattutto servizio per i piccoli e i deboli. Quest’anno il Centro d’ascolto ha seguito 91 casi e fornito 1.157 consulenze telefoniche. È una vera e propria esplosione di telefonate, che abbiamo ricevuto anche da Belgio, America e Svizzera. In particolare dalla Sicilia, Lazio, Lombardia (799, 83, 51 chiamate). I casi seguiti dal Centro provengono in Italia da Sicilia, Campania, Lazio (40, 10, 9 casi). Dal 2002 al 2016 ne abbiamo seguiti 1.217 in totale. Quest’anno le situazioni di disagio hanno riguardato nello specifico abuso sessuale, difficoltà familiari, induzione alla prostituzione (43, 17, 7 casi). Abbiamo prevalentemente erogato consulenza psicologia (60 casi) e spirituale (23). Nel settembre 2016 Meter ha aggiunto un nuovo servizio. È il Centro Polifunzionale per l’Infanzia, l’Adolescenza e l’Autismo. Si tratta di una struttura che si contraddistingue per l’intervento precoce, innovativo e tecnologico. All’interno della struttura è presente una stanza multisensoriale, la Snoezelen Room. Si tratta di un unicum nel territorio siracusano e ragusano. Personale ampiamente qualificato, ha permesso solo da settembre a dicembre ‘16 di erogare 82 consulenze telefoniche e seguire 47 casi. Anche nel 2016 Meter ha svolto la sua opera di sensibilizzazione nelle scuole italiane. Abbiamo svolto 36 incontri per un totale di 3.087 studenti e 540 insegnanti incontrati (totale 2002-2016: 102.924). Vogliamo segnalare un interessante scambio culturale avviato tra gli studenti di Avola e quelli francesi di Montauban che hanno messo in relazione l’Istituto Comprensivo Luigi Capuana e l’Institut Familial di Montauban sul tema dell’utilizzo del Web in sicurezza. Meter ha attivato una collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, organizzata dall’Assistenza spirituale e dal Comando della Legione Allievi Carabinieri di Roma guidata dal Generale di Brigata Antonio Paparella. Tra Campobasso, Roma e Iglesias abbiamo trattato di sicurezza nel Web e pedofili davanti a circa 900 allievi Carabinieri presenti. Meter ha incontrato Diocesi, rimarcando la nostra vicinanza con la Chiesa (202 incontri quest’anno, 1.784 dal 2002 al 2016) offrendo un Corso di Formazione per seminaristi, clero, religiosi e laici, inteso a far conoscere la pedofilia e le risposte concrete che la Chiesa potrebbe dare. Abbiamo incontrato 10 diocesi nel 2016 in 120 occasioni.

Una battaglia quotidiana che si deve scontrare non solo su una certa mentalità diffusa che in fondo vuole coprire i pedo-pornografici, ma anche contro l’utilizzo sempre più sofisticato della tecnologia applicata al web e ai social.

Una battaglia di amore per la vita: i bambini hanno il diritto di essere tutelati, custoditi e protetti. Schieriamoci tutti con don Fortunato Di Noto e l’Associazione Meter.

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21/03/2017
2403/2019
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