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di Mario Adinolfi

Mamme-forno e altre minchiate

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​Dell’informazione all’italiana non ne possiamo più. Apri il Corriere della Sera e trovi la notizia di oltre 200mila confezioni di “pillola dei 5 giorni dopo” acquistate nel 2016, quindici volte il quantitativo degli acquisti del 2014 quando serviva la ricetta medica. Scorri la paginata trionfalistica dedicata a questo ennesimo successo dell’Italia che muore perché non fa più figli e ti tocca leggere ben stampato in alto a destra: “Qual è la funzione della pillola dei cinque giorni dopo? Il suo meccanismo d’azione consiste nel ritardare o inibire l’ovulazione. Non è una pillola abortiva, ma un contraccettivo d’emergenza”. Ma brutti minchioni, ci prendete tutti per scemi? Cinque giorni dopo il rapporto sessuale lo spermatozoo è bello che penetrato nell’ovulo ovulato, fecondandolo. Che pensate che fanno gli spermatozoi dopo un rapporto sessuale, fanno un convegno dei fuoriusciti del Pd della durata di cinque giorni per capire le ragioni per cui sono fuoriusciti dal Pd? Gli spermatozoi risalgono il muco cervicale per passare tramite le tube e dare l’assalto all’ovulo, per fecondarlo. Durata dell’operazione: se lo sperma è giovane e forte, trenta minuti. Poi l’embrione cerca casa, serve il cosiddetto “annidamento” affinché possa nutrirsi e crescere. Qui interviene la pillola dei cinque giorni dopo: impedisce l’annidamento.
Chiunque stia leggendo queste parole all’inizio della sua storia è stato un embrione pronto ad annidarsi. Se fosse intervenuta la pillola dei cinque giorni dopo, la sua storia si sarebbe chiusa lì. Perché colleghi del Corriere della Sera scrivete il falso? Perché raccontate boiate anche sui numeri complessivi dell’aborto, provando a dire che oltre duecentomila pillole dei cinque giorno dopo ne hanno diminuito i numeri? Sono diminuiti i numeri dei nati, conseguentemente diminuiscono gli aborti. Nel 2008 si sono registrate 576mila nascite e 121mila aborti, nel 2015 488mila nascite e 105mila aborti. Ci sono 16mila aborti in meno perché ci sono 88mila neonati in meno. Ovvio che con meno nati ci sono meno aborti e si conteggiano solo gli aborti chirurgici, poi ci sono quelli da RU486 e infine, domandone: quanti embrioni, quante vite, quante bambine e quanti bambini sono stati spazzati via da oltre duecentomila confezioni di pillola dei cinque giorni dopo?
La prossima volta che al Corriere della Sera qualcuno oserà scrivere un editoriale dal tono accigliato sul tema della denatalità e sul rischio demografico di un Paese che muore per assenza di bambini, ricordate loro quante minchiate trionfalistiche hanno scritto sulla pillola dei cinque giorni dopo il cui “consumo” è aumentato di quindici volte in due anni. Sapete perché c’è stato questo boom? Perché se avete bisogno di un antibiotico il medico ve lo deve prescrivere, ma per bombardare il corpo di una donna con una sostanza che non è benefica (lo dice persino la Kustermann della Mangiagalli di Milano; la Kustermann, non Paola Bonzi) non c’è bisogno di alcuna prescrizione. Se non vi si drizza e volete il Viagra si deve andare dal medico e prenderla con una serie di giri di parole, altrimenti niente ricettina per la pillola blu e se vi imbarazzate sono, letteralmente, cazzi vostri. Ma l’imbarazzo alla donna che vuole abortire deve essere risparmiato, il rifiuto della vita nascente va assolutamente banalizzato, quindi niente ricetta e dritti in farmacia e guai se il farmacista è obiettore di coscienza, qui le coscienze ormai devono essere orientate a senso unico, ce lo ordinano i minchioni del giornalismo italico che spacciano cazzate e falsità a ogni pie’ sospinto.
Prendete Nadia Toffa domenica sera a Le Iene, il servizio di propaganda unidirezionale all’utero in affitto, quelle delle “mamme-forno” avete presente? Sì, hanno detto proprio così, la mamma è un forno e sforna torte per gli altri. La psicologa ci spiega che è tutto buono e giusto, con decenni di studi sul legame fortissimo che si crea tra nascituro e madre “ci facciamo gli aereoplanini di carta” (come dice un mio amico psicologo che non cito per non farlo deferire all’Ordine come è capitato a me all’Ordine dei Giornalisti, perché questi sono fascisti veri), ovviamente il tutto viene propinato senza contraddittorio. Si fanno pure vedere immagini pubblicitarie delle cliniche che praticano questo orrore di vendere figli come fossero torte, in barba alle leggi dello Stato. Qualche giornalista prima o poi ricorderà che per la famosa legge 40 (articolo 6, comma 12) non è solo punita la pratica dell’utero in affitto, ma anche la pubblicizzazione della stessa, con due anni di carcere e un milione di euro di multa.
Il servizio della Toffa, quella del dito medio di J-Ax e Fedez al Popolo della Famiglia per intenderci, è assolutamente privo di contraddittorio, è un volantino pubblicitario, è zeppo di menzogne e incongruenze, spaccia per accettabile quella che è una indecenza assoluta: la trasformazione del corpo della donna in un fattore della produzione di una transazione finanziaria operata da ricchi ai danni di una madre in condizioni di bisogno, il cui prodotto finito è il bambino, conquistato commercialmente da chi se lo compra e strappato a chi lo partorisce, con danni emozionali e psicologici colossali per il neonato, come i famosi studi sul rapporto mamma-bimbo nel grembo hanno dimostrato per decenni, tutti bollinati dall’Ordine degli Psicologi. Che ora butta nel cesso quel su cui ha sciorinato scienza per anni, in nome della moda corrente e della lobby dominante. Ancora una volta, sono solo spacciatori di cazzate.
Non credete a niente, spegnete la tv, non leggete i giornali. Raccontano bugie funzionali a colossali business dove c’è una fetta di torta per tutti: giornalisti, conduttrici televisive, medici, psicologi. Poi ci sono le vittime, come sempre i più deboli: i bambini concepiti ma senza voce, le donne, i neonati. Organizzatevi per resistere, sacchi di sabbia alla finestra, qui siamo alla battaglia finale. Chi non capisce quanto sia decisivo combattere, con i mezzi della politica e dell’informazione e della democrazia attraverso la raccolta di consenso alle elezioni, semplicemente è complice. E loro sono certi di avere dalla loro parte una stragrande maggioranza di italiani che non capisce niente o se capisce sceglie la strada del silenzio, trattando gli altri con intimidazioni e minacce (diti medi in diretta tv, deferimenti all’Ordine, blocco dei canali della comunicazione, insulti continui violentissimi, apposite campagne web e social). Sono convinti, insomma, che con le buone o le cattive diventeremo tutti complici nella società orwelliana che stanno costruendo.
Smentiamoli.

27/03/2017
2506/2017
Ss. Guglielmo da Vercelli e Massimo di Torino

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