Società

di Mario Adinolfi

Demografia, ecco il vero terrore

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

Volete sapere perché Salman Abedi, 23 anni, si è fatto saltare in aria uccidendo 22 suoi coetanei o giù di lì (molto giù, c’è anche una bambina di 8 anni tra le vittime)? Non andate a indagare i suoi legami con il fondamentalismo islamico, inutile andare a studiare la rituale rivendicazione dell’Isis. Studiate la demografia. Ecco, capite quella. Perché o capiamo o moriamo.

In Inghilterra la trentina di scuole sottoposte alla giurisdizione della Church of England, la chiesa anglicana, istruisce in maggioranza assoluta studenti musulmani. Alla Staincliffe Junior School di Batley il 98% degli studenti proviene da “un ambiente islamico”. Alla Saint Thomas in Werneth che si trova a Oldham non c’è neanche uno studente, neanche uno, disposto a definirsi “cristiano”. Sapete dov’è Oldham? A pochi chilometri da Manchester, città dove interi quartieri sono in mano all’Islam. E non sono quartieri nobili, snob e chic. Non ci sono i pub dove ubriacarsi ogni sera di birra a fiumi chiamando tutto ciò “civiltà”.

Ci sono tre milioni di islamici in Inghilterra, vent’anni fa erano la metà, poiché hanno un tasso riproduttivo triplo rispetto ai bianchi wasp, tra meno di mezzo secolo saranno più dei cristiani. La demografia è una scienza esatta ed ha già emesso la sua sentenza ed è inappellabile. La stragrande maggioranza di quei tre milioni è molto legata alla religioni ed è praticante. La stragrande maggioranza dell’Inghilterra cristiana ha dimenticato la religione, la irride, s’è ritrovata con le donne vescovo anglicane e i matrimoni gay benedetti in chiesa, così che le chiese sono vuote e al loro posto ci fanno i supermercati.

Le politiche di integrazione? Come in Francia sono completamente da bocciare. Esistono nelle città quartieri in mano all’Islam: a Manchester più che altrove, ma anche a Birmingham, nella stessa Londra dove i musulmani sono già più di un milione ed è, come è noto, di religione islamica anche il sindaco. E allora il 22 marzo l’attacco a Westminster, il 22 maggio l’attacco a Manchester: 5 morti lì, 22 morti ieri e tutto sommato è persino poco perché la bomba demografica è innescata da tempo e non può che esplodere.

No, non dobbiamo temere il terrorismo più di tanto. Ci faranno fuori dalle nostre città con l’arma più potente che hanno: la natalità. Quando il dittatore turco Erdogan ha voluto dare un segnale di guerra ai milioni di islamici turchi sparsi in tutta Europa, non li ha incitati alla jihad. Ha dato un ordine più comprensibile e semplicemente eseguibile: “Fate cinque figli ciascuno”. Ecco, la curva demografica è servita, incrocia la nostra fatta da un figlio per donna e milioni di aborti all’anno nel continente europeo perché così crediamo di salvaguardare il nostro diritto alla macchina nuova e all’aperitivo, al divertimento dell’adolescenza imperitura e al sogno iniettato di botox dell’eterna giovinezza. Invece così non salvaguardiamo niente, sbandieriamo valori da difendere e non sappiamo neanche noi quali siano, chiamati a declinarli ci ritroveremmo a reclamare il diritto all’iPhone 7 plus, intanto loro per i loro “valori” sono pronti a uccidere e a morire.

Non possiamo che avere terrore e oggi che ci resta se non piangere per l’orrore di bambini, ragazze, giovanissimi fatti a pezzi dai chiodi esplosi da una bomba? Ci resterebbe da andare a pregare, se solo non avessimo fatto a pezzi anche quel che resta della nostra fede. Che è la radice della nostra civiltà.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

24/05/2017
2501/2020
Conversione di San Paolo apostolo

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Pornodipendenza: uscirne si può. Ecco come

Pornotossina è un libro estremamente asettico e oggettivo, ma nasce da un coinvolgimento personalissimo. Nella prefazione si trova la confessione di Morra: «Il mio passato mi ha portato a combattere, da credente e non credente, contro la pornografia ai limiti della dipendenza

Leggi tutto

Politica

Siria: riapre l’ambasciata ungherese

In Siria si cerca la fine della guerra da anni. Troppi gli interessi di’potenti’ in un Paese martoriato da una guerra che si trascina inesorabilmente. Giunge, in queste ore, la notizia di un passo importante proveniente dall’Europa: Orban fa riaprire l’ambasciata Ungherese!

Leggi tutto

Chiesa

Parlando con Papa Francesco di ritorno dalla Colombia

L’ l’incontro con il (primo) ministro Gentiloni è stato un incontro personale e non su questo argomento. È stato prima di questo problema, che è venuto fuori alcune settimane dopo. … Secondo: io sento
il dovere di gratitudine per l’Italia e la Grecia, perché hanno aperto il cuore sui migranti. Ma non basta aprire il cuore. Il problema dei migranti è: primo, un cuore aperto, sempre, anche per un comandamento di Dio, ricevere, perché “tu sei stato schiavo”, migrante, in Egitto. Ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza. Cosa significa?
Primo: quanti posti ho. Secondo: non solo ricevere, (ma) integrare. Ho visto esempi qui in Italia di integrazione bellissima. Sono andato all’Università Roma Tre, mi hanno fatto domande quattro studenti. Una, era l’ultima, la guardavo: ma questa faccia la conosco. Era una che meno di un anno prima è venuta da Lesbo con me in aereo, ha imparato la lingua, studiava biologia nella sua patria, ha fatto l’equiparazione (equipollenza), e ora continua. Questo si chiama integrare. In un altro volo, tornavamo dalla Svezia, ho parlato della politica di integrazione di quel Paese come un modello. Ma anche la Svezia ha detto con
prudenza: il numero è questo, più non posso, perché c’è pericolo di un eccesso.
Terzo: c’è un problema umanitario. Quello che lei diceva. L’umanità prende coscienza di questi lager, delle condizioni nel deserto? Ho visto delle fotografie, gli sfruttatori. Credo, ho l’impressione, che il governo italiano sta facendo di tutto per lavori umanitari di risolvere anche problemi che non può assumere. Ma: il cuore sempre aperto, prudenza e integrazione, e vicinanza umanitaria. E c’è un’ultima cosa che voglio dire e che vale soprattutto per l’Africa. C’è nell’inconscio collettivo nostro un motto, un principio: l’Africa va sfruttata. Oggi a Cartagena abbiamo visto un esempio di sfruttamento, umano in quel caso. Un capo di governo su questo ha detto una bella verità: quelli che fuggono dalla guerra è un altro problema; ma tanti che fuggono dalla fame, facciamo investimenti lì perché crescano. Ma nell’inconscio collettivo c’è che
ogni volta che tanti Paesi sviluppati vanno in Africa, è per sfruttare.Dobbiamo capovolgere questo. L’Africa è amica e va aiutata a crescere”.

Leggi tutto

Società

Droga: al via i congressi pisani

La cittadina toscana si prepara ad aprire i battenti, nel prossimo fine settimana, di una rassegna che con un poco di ironia si potrebbe dire “ricreativa”: il paradiso artificiale passato fugacemente dai pusher sarà intronizzato in bella mostra per tre giorni. Dolci, gelati, vini, birre e caffè alla “cannabis light”. E pazienza se il Consiglio Superiore di Sanità ha detto che non esistono droghe leggere…

Leggi tutto

Chiesa

Chi è che gode delle liti tra cattolici e luterani

Avvicinandosi il momento della visita di Papa Francesco a Lund, in Svezia, per l’apertura del “giubileo luterano”, si acuisce nel mondo cattolico la sensibilità sugli storici “temi del dissenso”. E l’occasione è buona per fare il punto del cammino percorso insieme – e delle grandi sfide del presente

Leggi tutto

Storie

TURCHI, CURDI E LA BONINO PRIMA DELL’APERICENA

Abbiamo una insopprimibile necessità di iscriverci a una curva, perché sui social così possiamo distillare perle di saggezza che ovviamente sono solo maldestre copiature dei riassunti del mainstream, ingaggiando feroci quanto inutili flames con gli appartenenti alla fazione opposta. Ne muore, così, la reale e profonda comprensione dei fenomeni che sono sempre complessi persino se parliamo di Temptations Island, figuriamoci se ci azzardiamo a discettare di una guerra.
Allora, proviamo a spiegarla questa guerra. Così ci risparmieremo scene oscene tipo il massacro sui social di Under e Demiral, due ragazzi turchi che giocano nella Roma e nella Juve che come tantissimi ragazzi turchi sono cresciuti considerando quella curda come una grave minaccia e ora si schierano con la loro patria salutando i loro coetanei connazionali in guerra.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2020 La Croce Quotidiano