Politica

di Mario Adinolfi

Il Popolo della Famiglia è quarto polo

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I sondaggi sorprendono e lo dicono chiaramente: alle prossime amministrative dell’11 giugno si manifesterà l’esistenza di un quarto polo di aggregazione politica che sia chiama Popolo della Famiglia. Oltre ai tradizionali centrodestra, centrosinistra e M5S quotidiani diversissimi per area politica e per provenienza geografica ci danno oscillanti tra il 4% e l’8% dei consensi. Il Secolo XIX assegna al candidato sindaco del Pdf a Genova Stefano Arrighi un tranquillo e abbondante superamento della soglia di sbarramento, a Crema Luca Grossi veleggia addirittura al 9% secondo il sondaggio commissionato dal Pd e all’8% secondo Crema News, a Goito puntiamo decisamente alla doppia cifra grazie a Massimiliano Esposito e lo stesso risultato può certamente ottenere Mirko De Carli a Riolo dove puntiamo a eleggere più di un consigliere comunale. Il trittico dei nostri campioni veneti con Filippo Grigolini candidato sindaco a Verona, Lorenzo Damiano candidato sindaco a Conegiiano e Maria Verita Boddi che guida la lista a Padova ci fa sperare davvero bene, senza dimenticare che Mirco Ghirlanda a Zevio punta decisamente all’elezione così come facciamo a Teolo. Massimiliano Amato è reduce da un’iniziativa con il candidato sindaco Alberto Cerutti a Borgomanero, che come Emanuele Locci ad Alessandria, Lucianella Presta a Grugliasco e Maurizio Paolo Mario Schininà a Savigliano punta dritto al superamento della soglia di sbarramento, così come fa nella durissima battaglia di Monza la nostra brillante Manuela Ponti. Nelle coalizioni civiche di Riccione, Ischia, Melito, Avola, Fontanafredda le aspettative per il voto sul nostro simbolo sono elevate. Insomma, in tutta Italia sarà numericamente valutabile un consenso in impennata per il Popolo della Famiglia.

Alla tornata amministrativa del 5 giugno 2016 il primo passo ci fece contare un 1.07% incoraggiante visto che ci eravamo costituiti in movimento politico poche settimane prima, nella storica assemblea del Palazzetto delle Carte Geografiche dell’11 marzo. In pochissimo tempo finì che noi non fossimo neanche rilevati nei sondaggi precedenti le elezioni. Ora, dopo un anno di lavoro matto e disperatissimo di molti dirigenti nazionali, a partire dal segretario nazionale Gianfranco Amato che continua a riempire teatri e piazze come accaduto anche giovedì sera a Roma, l’attenzione per il Popolo della Famiglia è diversa e possiamo ragionevolmente pensare a più che raddoppiare la percentuale media nazionale. Il 5 giugno 2016 superammo il 3% solo a Cordenons. La scelta politica e organizzativa, retta anche da Nicola Di Matteo per l’enorme peso dell’attività di coordinamento di una realtà nazionale inevitabilmente caotica nel suo iniziale farsi, ora però comincia ad essere evidente a tutti e puntiamo quindi a superare lo sbarramento in molte città e comuni grandi o piccoli.

Esistono nel paese dunque quattro polarità tra cui l’elettore può scegliere a livello nazionale. La prima è al governo ed è il centrosinistra responsabile di tutte le peggiori iniziative legislative contro la persona e contro la famiglia. La seconda è il centrodestra, sempre più ambiguo sui principi non negoziabili, con Forza Italia che si astiene sul gender in Umbria e lascia libertà di coscienza alla Camera sull’eutanasia, Lega e Fratelli d’Italia favorevoli a legalizzare la prostituzione e con molti voti a favore sul divorzio breve (ed è un fan dell’eutanasia il governatore veneto Zaia), Stefano Parisi che non vuol sentir parlare di “valori” perché sono “divisivi” ed è a favore delle adozioni gay, per non parlare ovviamente del Nuovo Centrodestra oggi Alternativa Popolare dei traditori sulla legge Cirinnà Angelino Alfano e Maurizio Lupi. Poi c’è il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo neo San Francesco, in realtà lupo con fauci affilate contro i cattolici come dimostra il loro sindaco più celebrato, Chiara Appendino, con i suoi provvedimenti provocatori contro la famiglia, con l’assessorato che cambia nome (“alle famiglie”) assegnato al presidente Arcigay e i fondi tagliati alle scuole materne cattoliche. C’è però ora in campo una quarta polarità, che può diventare determinante negli equilibri e dunque determinare la salvaguardia del Paese rispetto all’avanzata delle leggi che promuovono i falsi miti di progresso. Si chiama Popolo della Famiglia, è l’unica polarità esplicitamente riferita ad un background valoriale molto chiaro e privo di possibili fraintendimenti, propone un approccio concreto alla soluzione dei problemi italiani basato su proposte immediatamente applicabili e sintetizzabili nello slogan “prima la famiglia” (reddito di maternità, battaglia contro la denatalità, no gender nelle scuole, quoziente familiare, no alle leggi che promuovono i falsi miti di progresso).

Un anno fa eravamo poco noti, dovevamo persino far conoscere il nostro simbolo, secondo gli esperti di marketing che utilizzano i loro osceni anglismi avevamo un problema di “brandizzazione”. Abbiamo lavorato sulla comunicazione per nove mesi con i social, con Popolo della Famiglia Tv, con l’elaborazione quotidiana approfondita su La Croce (grazie Emanuela Pongiluppi Eleuteri, Francesca Centofanti, Marco Buono, Giovanni Marcotullio) e ci siamo così fatti conoscere a una platea più ampia. I nostri eletti hanno dato buona prova di sé a partire da Giovanna Arminio e Lanfranco Lincetto, da Davide Dalla M a Marcello Baldini. Molto hanno fatto Community La Croce di Davide Vairani e il gruppo dirigente romano che si è anche messo a disposizione per candidature di servizio a queste amministrative (grazie a Guido Pianeselli, Guido Mastrobuono, Ester Corona, Angelo De Santis, Claudio Parisini, Giuseppe Imbesi Detto Pippo, Silvia Loda’, Sergio Della Lena, Milena Brindisi Trabona e tanti altri) così come molti dirigenti locali tra cui Giuseppe Focone, Raffaele Adinolfi, Ivan Manzato, Patrizio Alessandrini, Alessandra Mondelli, Alessandro Cocco, Mauro Turrini, Mauro Rotunno, Saimir Zmali, Marco Pennetti, Claudio Iacono, Mauro Chialastri, Paolo Pasanisi Zingarello, Paolo Bonaiuto, Paola Procaccini, Alberto Agus e il fondamentale Fabio Torriero, che ha supportato Joseph Brie e Sara Deodati nella nascita della prima scuola di formazione a Roma del Pdf, che fa seguito a un forum sociale che ha visto protagonista Bernarda Raucci, Andrea La Rosa, Andrea Greffi e tanti altri amici fondamentali come Andreas Hofer, Marco Rapetti Arrigoni, Andrea Cona, Anna Ciappa, Andrea Rossi, Danilo Bassan, Meri Rossi, Gloria Callarelli, Damiano Cattarin e di più ancora quelli che non ho citato a partire dal Gruppo Preghiera del Pdf animato da Sabino Sabini e Marco Fasulo.

Insomma, è un lavoro di popolo e un percorso complesso compiuto in appena un anno che offre ora ai cittadini italiani tutti una concreta possibilità di alternativa. Sostenere l’11 giugno questa alternativa tracciando una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia significa rendere reale questa aspettative misurata dai sondaggi dei giornali. Si intensificherà ovviamente dopo questi dati sia il fuoco nemico che, soprattutto, quello amico come abbiamo avuto modo di vedere leggendo un triste comunicato polemico che non vale neanche la pena di citare. Uniti si può andare verso una importante vittoria, che ha il carattere di un’opportunità storica che ora va semplicemente colta attraverso il Popolo della Famiglia: la casa autonoma della difesa dei principi essenziali e dunque non negoziabili in politica. Forza, concretezza, raccogliamo ora il voto e l’11 giugno sarà una nottata da ricordare. Per un popolo che sta scrivendo una pagina nuova della storia.

27/05/2017
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