Politica

di Mario Adinolfi

In estrema sintesi

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​La tornata amministrativa 2017 va in archivio facendo segnare una importante e indubbia avanzata del Popolo della Famiglia. Avevamo tre eletti, ora ne abbiamo sedici; governavamo in coalizione un solo comune, ora ne governiamo tre; avevamo raggiunto al massimo il 3,3%, ora abbiamo superato il 14% in due comuni; a Verona grazie a Filippo Grigolini raccogliamo lo stesso numero di voti di Forza Italia, mentre abbiamo battuto i competitors naturali di Fratelli d’Italia in Comuni importanti come Verona, Crema, Conegliano, Riccione; sempre a Riccione siamo stati determinanti scegliendo Renata Tosi, donna cattolica coraggiosa, fin dal primo turno, visto che ha vinto il ballottaggio con il 51.4% e il Popolo della Famiglia ha preso l’1.7%. La sfida del 3% nazionale è a portata di mano e sbaglia chi torna a riproporre lo schema vecchio delle candidature di bandiera del Family Day all’interno dei partiti del centrodestra, è lo schema che ci ha portato al disastro attuale. Bisogna prenderne atto: Forza Italia ha dato libertà di voto sull’eutanasia e si è astenuta sulla legge su gender e omofobia in Umbria; leghisti importanti come Zaia sono addirittura apertamente a favore dell’eutanasia e insieme a Fratelli d’Italia propongono la legalizzazione della prostituzione; il divorzio breve è stato votato da tutti i gruppi politici con appena 11 voti contrari al Senato, mentre alla Camera sull’eutanasia i contrari sono stati 37.
Affidarsi al centrodestra i cui eletti sono stati determinanti anche per l’approvazione della legge Cirinnà è un suicidio, più che mai in una prossima legislatura che si annuncia di larghe intese con il Pd per via del sistema elettorale proporzionale. Occorre condizionare un governo di tal fatta con un soggetto politico autonomo che possa togliere la fiducia in caso di approvazione di ulteriori leggi contro la famiglia naturale e contro la vita. Quel soggetto politico si chiama Popolo della Famiglia e ha dimostrato di avere la forza per poter superare lo sbarramento per l’ingresso in Parlamento e con decine di eletti svolgere il ruolo per cui è nato dopo la sconfitta politica dei Family Day causata proprio dal tradimento di coloro ai quali, eletti nel centrodestra, era stata affidata la rappresentanza di quel popolo. Errare è umano. Perseverare, si sa.

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26/06/2017
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