Chiesa

di Claudia Cirami

Giacomo Morandi, nuovo segretario della CDF

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Giacomo Morandi è il nuovo Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Succede a Luis Ladaria, che è andato a ricoprire l’incarico di Prefetto della stessa Congregazione. Un passaggio di consegne interno, come era avvenuto nel caso di Ladaria. Papa Francesco dà di nuovo fiducia al sacerdote e docente che volle alla Congregazione nel 2015 come Sotto-Segretario. Questo sembra un segno di stima per il lavoro svolto finora: sappiamo che nulla con Francesco è davvero scontato. Il caso del Card. Gerhard Mueller, che non è stato riconfermato come Prefetto allo scadere del mandato, andando contro una prassi ormai consolidata, mostra che il Santo Padre non si muove sempre secondo schemi prestabiliti. È vero che per la carica più alta non ha scelto alcuni nomi che circolavano alla vigilia e si è limitato alla promozione di Ladaria, ma, anche senza voler fare dietrologia, è possibile vedere una precisa volontà in certe scelte piuttosto che scontate promozioni.

Chi è il nuovo Segretario? Giacomo Morandi proviene dall’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, e a Modena è nato nel 1965. Era stato ordinato presbitero nel 1990. Il suo curriculum di studi è di tutto rispetto. Morandi ha conseguito due licenze: una in Scienze Bibliche al Pontifico Istituto Biblico di Roma, l’altra in Teologia dell’evangelizzazione (Missiologia) all’Università Gregoriana. Nella stessa sede, sempre in Teologia dell’evangelizzazione, ha conseguito anche il Dottorato, nel 2008. Tra gli incarichi pastorali ottemperati nella diocesi di Modena è stato anche Direttore dell’Ufficio Servizio Biblico Diocesano, Vicario pastorale per la Catechesi, l’Evangelizzazione e la Cultura, e, infine, Vicario Generale. Proprio la sua diocesi di provenienza ha espresso – nelle parole del Vescovo Erio Castellucci – gioia per il nuovo incarico: «Come diocesi siamo onorati della scelta di papa Francesco, che riconosce in uno dei nostri sacerdoti le qualità e i doni per portare avanti un servizio così delicato e complesso alla Chiesa universale». Per lungo tempo Morandi ha esercitato come docente, insegnando Sacra Scrittura sia presso lo Studio teologico Interdiocesano di Reggio Emilia-Modena-Parma-Carpi sia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Modena. Inoltre ha insegnato Esegesi Patristica all’Atelier di Teologia card. T. Spidlìk al Centro Aletti di Roma. Ha poi curato introduzioni e note al Libro dell’Esodo e dei Numeri nella Nuova Traduzione della Bibbia CEI. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo “Bellezza. Luogo teologico di Evangelizzazione”, delle Edizioni Paoline. Due anni fa, definì la sua chiamata alla CDF come un cambiamento radicale. Ma chissà che questo “cambiamento” un giorno non lo porti fino al gradino più alto della stessa Congregazione.

Il curriculum ad orientamento prevalentemente “biblico” di Morandi potrebbe apparire insolito per l’incarico che dovrà svolgere. La Congregazione per la Dottrina per la Fede è infatti messa a custodia del Depositum Fidei e questo indurrebbe a pensare che al suo interno debbano essere chiamati uomini dal curriculum a base prevalentemente dogmatica come quello di Ladaria. Ma nel profilo stesso della Congregazione per la Dottrina della Fede leggiamo che «Il Prefetto, in ragione del suo ufficio, è anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale, le quali hanno le rispettive sedi e segreterie nel Dicastero. L’attività di entrambe le Commissioni è quindi intimamente collegata a quella della Congregazione, con la quale collaborano». C’è dunque una correlazione fondamentale tra Sacra Scrittura e Teologia per salvaguardare la fede cattolica dalle deviazioni dottrinali. Anche nel Motu Proprio Integrae Servandae di Paolo VI, del 1965, che modificò sia il nome che il regolamento dell’ex Sant’Uffizio, al n.9 leggiamo che la Congregazione per la Dottrina della Fede: «Tiene opportune relazioni con la Pontificia Commissione per gli studi biblici». Così quello che sembrava insolito, in realtà, appare perfettamente inquadrabile nei rapporti tra Scrittura e Teologia.

Quali saranno i compiti che attendono Morandi? Cosa farà? Chiaramente conosce bene il meccanismo della CDF, dato che vi lavora già da due anni. Sempre sul sito della Santa Sede è possibile approfondire il tipo di lavoro che lo attende e che mostra la delicatezza del suo incarico: «Il Segretario […] è il più stretto collaboratore del Prefetto, che coadiuva nella gestione generale del Dicastero, prepara gli affari che debbono essere sottoposti alle Sessioni ordinaria e plenaria, designa i consultori per lo studio delle questioni più importanti e delicate e ne presiede le riunioni, distribuisce il lavoro tra i vari funzionari e ne segue l’attività, avvalendosi nell’esercizio di queste funzioni dell’opera del Sottosegretario (carica di più recente istituzione), dal quale può essere supplito in caso di assenza o impedimento». La figura del Segretario è, dunque, di una certa rilevanza.

Pochi giorni fa Papa Francesco ha poi nominato un altro membro alla Congregazione più importante: il cardinale Giuseppe Versaldi, già Prefetto della Congregazione per l’Educazione cattolica, il cui curriculum di studi è prevalentemente legato al diritto canonico (che ha studiato alla Gregoriana dove è stato anche insegnante). Si delinea dunque, pian piano, il nuovo volto della Congregazione per la Dottrina per la Fede. Ma cosa si attende da questa il Santo Padre? Francesco ha indicato il 29 Gennaio del 2016, proprio ai partecipanti della Plenaria della Congregazione, la direzione da intraprendere: in quell’occasione, il Santo Padre ha parlato di «impegno collegiale» che sappiamo essere un punto che sta molto a cuore a Francesco: «La vostra Congregazione – ha detto il Papa – valorizza molto il contributo dei Consultori e dei Commissari, che vorrei ringraziare per il loro lavoro prezioso e umile; e vi incoraggio a proseguire nella vostra prassi di trattare le questioni nel Congresso settimanale e quelle più importanti nella Sessione Ordinaria o Plenaria. Occorre promuovere, a tutti i livelli della vita ecclesiale, la giusta sinodalità». Con parole simili si era espresso anche nel 2014: «Sono certo che quanto più la collegialità sarà un tratto effettivo del nostro operare, tanto più risplenderà davanti al mondo la luce della nostra fede». Si nasconde in queste parole la decisione di non confermare Mueller? Sui media diversi commentatori hanno scritto ipotizzando che la scelta fosse da attribuire alle divergenze di pensiero tra i due sul modo di affrontare certe questioni. Può darsi. Ma è anche probabile che l’ex Prefetto non incarnasse iconicamente, con i continui interventi riportati dai media, quella linea che il Papa predilige: minor protagonismo dei singoli e più testimonianza di collaborazione. Con questo non si può certo dire che il Card. Mueller amasse “navigare in solitaria” ma è chiaro che, negli ultimi tempi, era emerso visibilmente più lui nel suo ruolo di Prefetto che il lavoro della Congregazione. Ovviamente si rimane sempre nel campo delle ipotesi, ma le parole del Papa sembrano suggerire una precisa richiesta alla Congregazione.

Insieme alla carica di Segretario, il Papa ha elevato Giacomo Morandi alla dignità di Arcivescovo, scegliendo la sede di Cerveteri. Sempre nel sito dell’Arcidiocesi modenese, il Vescovo Castelluci ha comunicato che l’ordinazione episcopale avverrà proprio nel duomo di Modena, forse sul finire di Settembre, anche se ancora la data non è stata fissata. Quando, due anni fa, era andato a Roma, Morandi – intervistato da Nostro Tempo – aveva espresso sentimenti di gratitudine ma anche di «fatica del distacco» da una diocesi amata e di una «certa apprensione» per il nuovo compito. Si può ragionevolmente suppore che una certa apprensione ci sia anche ora, ma Modena adesso, seppure sempre cara, è più lontana, mentre Roma sembra ormai indubbiamente più “casa sua”.

19/07/2017
1708/2017
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