Politica

di Mario Adinolfi

GLI IMPEGNI POLITICI DEL PDF ALLA RIPRESA

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I dirigenti del Popolo della Famiglia fanno finta di riposare, in realtà non riescono mai a staccare del tutto. Siamo capaci di organizzare la festa regionale del Pdf e il coordinamento regionale in Sicilia per il 20 agosto grazie a Nicola Di Matteo, mentre abbiamo appena completato il calendario degli eventi della II Festa nazionale de La Croce quotidiano, organizzata da Mirko De Carli a Riolo Terme per il 23 e 24 settembre prossimi, primo evento di due giorni con pernottamento in venti mesi di vita del Pdf. Emanuela Pongiluppi e Francesca Centofanti stanno preparando le novità in seno a Pdf Tv, Giovanni Marcotullio coordina la truppa redazionale de La Croce in vista della ripresa di fine mese. Insomma, gli impegni politici premono alle porte delle nostre vacanze e sappiamo bene che nei prossimi otto mesi si giocherà molto della vicenda del Popolo della Famiglia, quindi ci prepariamo.

A ottobre si comincerà con le elezioni ad Ostia, municipio romano che con i suoi 231.723 abitanti sarebbe la tredicesima città d’Italia per popolazione, subito dopo Verona, territorio della periferia capitolina dominato dal M5S e dalle infiltrazioni mafiose, dove il governo municipale è stata sciolto due anni fa con decreto dell’esecutivo nazionale proprio per tali infiltrazioni. A novembre sarà la volta delle elezioni regionali in Sicilia e con questo si spiega il lavoro agostano del nostro coordinatore nazionale Nicola Di Matteo nell’Isola. Nei prossimi mesi si voterà poi per le regionali in Lombardia, dove il ruolo da protagonista è ovviamente svolto dal nostro segretario nazionale Gianfranco Amato, e probabilmente anche nel Lazio e in Friuli Venezia Giulia dove l’esperienza di governo a Cordenons con Lanfranco Lincetto vicesindaco ci fa ben sperare anche grazie al radicamento con Alessandro Cocco a Trieste e con i risultati ottenuti a Fontanafredda alle ultime amministrative.

Sullo sfondo, ovviamente, le elezioni politiche. Si voterà a marzo, ad aprile o prima? Non lo sappiamo, ma siamo pronti. Sappiamo chi siamo, lo abbiamo scritto nell’intervento pubblicato il 5 agosto dal quotidiano Avvenire: il Popolo della Famiglia è un movimento di programma che nasce dal basso e chiede il consenso ad almeno un milione di italiani per rappresentare chi considera prioritarie le nostre istanze alla Camera e al Senato. Qual è il nostro programma? Lo abbiamo sintetizzato così: “Noi vogliamo contrastare la piaga dell’aborto stabilendo il principio del diritto universale a nascere; vogliamo che il dettato costituzionale che riconosce la famiglia come ‘società naturale fondata sul matrimonio’ tra un uomo e una donna sia rispettato; vogliamo che ogni bambino abbia il diritto riconosciuto ad avere una mamma e un papà e che sia definito crimine contro l’umanità il ricorso dei ricchi all’affitto dell’utero di donne in stato di bisogno; vogliamo che il malato, l’anziano, il sofferente sia curato e non considerato un peso da eliminare, con leggi come quella sull’eutanasia, figlia della ‘cultura dello scarto’ più volte denunciata da Papa Francesco: vogliamo che la famiglia torni al centro delle politiche sociali, in particolare la famiglia numerosa, proponiamo quindi una riforma fiscale basata sul quoziente familiare; consideriamo la denatalità una tragedia per il nostro paese e vogliamo dunque tornare ad una stagione di fecondità istituendo per le donne che volessero dedicarsi alla cura della famiglia il reddito di maternità, che avrebbe un impatto molto minore sui conti pubblici rispetto al reddito di cittadinanza proposto da altri movimenti, generando invece un circolo economico virtuoso; siamo preoccupati per un paese che non sa accogliere dignitosamente l’immigrato, consente un flusso indiscriminato sulle nostre coste, che rischia di trasformarsi in fornitura di manodopera a basso costo che lede i diritti dei lavoratori e delle famiglia italiane; vogliamo una scuola libera, in cui la famiglia possa scegliere dove far crescere i propri figli, senza correre i rischi di indottrinamenti ideologici che vanno dal sessantottismo militante al gender”.

Candideremo a Ostia, in Sicilia, alle regionali dove si voterà e ovviamente al Parlamento nazionale migliaia di persone che vorranno essere sostenitori e aggregatori di consenso attorno a queste priorità programmatiche. Chi sente di volersi impegnare in prima persona candidandosi dovrà ovviamente essere iscritto al Popolo della Famiglia. L’iscrizione al Popolo della Famiglia costa 50 euro per il 2017 (liberi di fare donazioni superiori, chi versa almeno 500 euro è socio sostenitore e ottiene in regalo l’abbonamento annuale digitale al quotidiano La Croce) e si regolarizza con un bonifico al conto intestato a POPOLO DELLA FAMIGLIA che ha il seguente IBAN: IT88M0103003241000000354618 del Monte Paschi Siena, agenzia Roma 41. Si può in alternativa inviare un vaglia postale a POPOLO DELLA FAMIGLIA piazza del Gesù 47 00186 Roma. L’avvenuta iscrizione deve essere comunicata al coordinatore nazionale Nicola Di Matteo con una email a [email protected] che provvederà all’invio materiale della tessera.

Subito dopo la festa nazionale de La Croce, alla ripresa autunnale tutti gli iscritti saranno convocati per l’assemblea nazionale del Popolo della Famiglia che stabilirà la linea politica del movimento rispetto alle elezioni politiche e ufficializzerà i gruppi che, nei cento collegi in cui la attuale legge elettorale divide il territorio nazionale, saranno responsabili della presentazione del simbolo alle elezioni con la raccolta di 1.500 firme per ogni collegio (mediamente di 600mila abitanti). Con le amministrative del 2016 e del 2017 ci siamo allenati alla faticosissima attività di raccolta firme certificate, sappiamo come si fa e sappiamo anche quanto sia dura farcela. Ma ce l’abbiamo sempre fatta e ce la faremo anche questa volta.

Il simpatico Stefano Sigali, del Pdf Toscana con cui abbiamo un’iniziativa già fissata per il prossimo 7 ottobre a Forte dei Marmi, ha rivolto ieri un interrogativo tra il serio e il faceto su chi davvero volesse “Mario Adinolfi presidente del Consiglio”. Il numero di attestati di stima di molti amici è stato davvero un balsamo per il cuore, grazie a Stefano e a coloro che hanno scritto che mi vorrebbero a capo del governo. Mi piace però cogliere questa occasione per chiarire quali sono gli obiettivi politici del Popolo della Famiglia per le elezioni che disegneranno il Parlamento della diciottesima legislatura repubblicana: il nostro obiettivo è raccogliere un milione di voti tra gli italiani per superare lo sbarramento del 3% ed eleggere dunque decine di parlamentari del Popolo della Famiglia. Non esprimeremo il presidente del Consiglio con il 3% o il 4% dei voti. Non questa volta (in futuro vedremo quel che Dio vorrà). Noi chiediamo il voto agli italiani sul nostro programma per portarlo al governo del Paese, visto che la legge elettorale proporzionale ci offre un’occasione storica irripetibile, di essere decisivi dunque per la costruzione di una maggioranza di governo, se dovessimo superare lo sbarramento. E allora, anche se mi candiderò formalmente alla presidenza del Consiglio, perché la legge lo richiede, lo farò senza alcuna speranza che questo “sogno” si realizzi.

Al posto del sogno ho, personalmente, un progetto. L’ho sempre detto all’uomo in questione in privato dunque posso ripeterlo anche in pubblico: ogni mio sforzo, ogni lavoro che ho credo con testardaggine e costanza prodotto in questi anni, è rivolto al progetto di portare Gianfranco Amato ad essere il prossimo ministro della Famiglia di questo Paese. Dopo l’esperienza di Enrico Costa e il tristissimo interim di Paolo Gentiloni con l’inutile convocazione per il 28 settembre della Conferenza sulla Famiglia, vedere Gianfranco salire al Quirinale in abito blu e giurare come ministro della Famiglia mi darebbe la certezza di aver fatto qualcosa per il bene del nostro Paese. Adinolfi presidente del Consiglio, pur se formalmente si candiderà, non è un obiettivo realizzabile. Amato ministro della Famiglia invece è un progetto concreto per il quale credo ognuno di noi credo poi si senta garantito nelle istanze programmatiche che sosterrà. Il passaggio da un alfaniano o peggio da un piddino, a un esponente del Popolo della Famiglia, evidentemente si farà sentire. Io mi batterò, con quel poco di esperienza e relazioni politiche che per decenni ho coltivato, per far sì che questo obiettivo si realizzi: se ci darete un milione di voti, il Pdf si siederà al tavolo delle trattative perché siamo un movimento di proposta e non di protesta, che punta al governo del Paese. E lo governeremo con i nostri uomini migliori, con le nostre donne più intelligenti, accettando di far parte di un governo di coalizione se le nostre istanze programmatiche saranno accolte e se il ministero della Famiglia sarà affidato a Gianfranco Amato.

Perché questo obiettivo si realizzi, evidentemente, va salvaguardata l’autonomia del Popolo della Famiglia, che potrà stringere patti di governo solo dopo le elezioni con i partiti più affini. Farlo prima depotenzierebbe completamente la nostra capacità di essere incisivi e ci renderebbe semplici portatori d’acqua di un progetto politico in mani altrui. Le contraddizioni del centrodestra sono sempre più evidenti, tra Forza Italia che lascia libertà di coscienza sull’eutanasia e manda Renata Polverini a sfilare al Gay Pride, le proposte di prostituzione di Stato volute da Salvini ispirato dal trans turco Efe Bal, il voto di tutti compreso il buon La Russa di Fratelli d’Italia a favore del divorzio breve. Ora poi Berlusconi punta a far entrare in coalizione anche Maurizio Lupi e lo stesso Enrico Costa, principali responsabili con Angelino Alfano dell’approvazione della legge Cirinnà. Non potremmo davvero alle elezioni chiedere il voto per una coalizione così ambigua. Lo chiederemo per il Popolo della Famiglia e poi il Popolo della Famiglia, con la sua forza e i suoi eletti, condizionerà la maggioranza di governo e farà cadere l’esecutivo semmai dovessero essere approvate leggi contro la vita e contro la famiglia.

Spero che sia chiaro così l’orizzonte della nostra azione, non voglio che ci siano spazi di ambiguità. Discuteremo gli approfondimenti programmatici in ogni occasione pubblica di confronto, dalla festa de La Croce all’assemblea nazionale di inizio autunno. Poi sarà campagna elettorale e sforzo organizzativo massimo, per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Dal punto di vista personale, sono molto lieto di confermare che il 20 settembre uscirà il mio nuovo libro: “O capiamo o moriamo”. Dopo una prima presentazione riservata al mondo editoriale a Milano proprio il 20 settembre, partirà un tour che toccherà le principali città italiane. Chiunque sia interessato a organizzare una data può contattarmi presso l’email [email protected] e cercherò di accontentare tutti. Primo appuntamento fissato è il 23 settembre come evento di apertura della Festa nazionale de La Croce, alle ore 15.30 al Campo Sportivo di Riolo Terme. Presenterà il libro Costanza Miriano e sarà davvero bello se ci ritroveremo in tanti, abbiamo predisposto mille sedie, sarà il calcio d’inizio di una stagione autunnale che si prevede intensa. Con Costanza l’ultima volta che abbiamo condiviso un palco era il 30 gennaio 2016, Circo Massimo, Family Day. Tutto questo percorso si concluderà, lo prometto, al Circo Massimo: lì il Popolo della Famiglia si ritroverà per l’evento di chiusura della campagna elettorale per le politiche 2018 tra sei o sette mesi.

Saranno credo i più intensi della mia vita, spero anche della vostra. Riposiamoci ancora qualche giorno, ne abbiamo bisogno.

Poi, ai remi. C’è da solcare il mare, andando veloce.

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13/08/2017
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