Storie

di Raffaele Dicembrino

La confessione triste e postuma di George Michael

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Una confessione totalmente inattesa giunge dalla memorie di George Michael che prima di morire, parlando della sua vita l’ha definita “ un’intera perdita di tempo”.

Un’intera perdita di tempo, a maggior ragione dopo essersi sentito “preso di mira da Dio” che in un breve periodo di tempo gli ha tolto l’amore della sua vita (il designer brasiliano Anselmo Feleppa, morto a causa dell’Aids nel 1993) e l’adorata mamma Lesley (scomparsa nel 1997 per un cancro).

Proprio l’incapacità di superare la perdita di Anselmo è uno dei tempi principali di «Freedom», l’inedito documentario a cui la popstar stava lavorando giusto 48 ore prima di morire all’improvviso lo scorso Natale, all’età di 53 anni, e che verrà trasmesso il prossimo 16 ottobre da Channel 4 e in Italia il 21 ottobre da SkyArte .

“Anche adesso dopo 23 anni mi viene da piangere, lui è stato il mio salvatore”, racconta il cantante nel film di 90 minuti da lui stesso prodotto insieme con David Austion e ideato come un’autobiografia visiva che, partendo dagli anni felici con gli Wham!, mette insieme interviste, filmati d’archivio, video casalinghi e testimonianze famose (tra queste Liam Gallagher, Kate Moss).

“Questa è la storia di come fama e tragedia sono intervenute”, spiega Michael all’inizio di «Freedom», dove ha volutamente tagliato ogni riferimento al compagno di lunga data Kenny Gross e a Fadi Fawaz, che è stato con la star negli ultimi anni per dedicare buona parte del lavoro a Feleppa e all’effetto catastrofico che la sua morte ha avuto sull’ex Wham!.

“Con Anselmo è stata la prima volta in cui ho amato realmente qualcuno in modo disinteressato, mi è bastato vederlo per capire subito che era cambiato tutto” (i due s’incontrarono in Brasile nel 1991, mentre George si esibiva al Rock in Rio Festival).

Fu proprio il compagno che lo aiutò ad accettare la sua omosessualità. “È molto difficile essere orgogliosi della propria sessualità quando non ti porta alcuna gioia, ma una volta che è associata alla gioia e all’amore, è facile essere orgogliosi di quello che sei. La prima volta che credi davvero che qualcuno ti ami, è un momento meraviglioso e sono stati sei mesi meravigliosi”.

Poco tempo dopo infatti essersi innamorato di Anselmo, l’uomo ha iniziato a stare male e ha così deciso di sottoporsi al test per l’HIV. “Ricordo che ho guardato verso il cielo e ho urlato non osare farmi questo!. Ero terrorizzato all’idea di perderlo, era il mio salvatore e mi aveva cambiato la vita. Ero al pranzo di Natale a casa mia in Inghilterra, con tutta la mia famiglia riunita, in attesa di sapere se il mio compagno, di cui nessuno dei presenti sapeva nulla, fosse malato terminale e quindi se lo fossi potenzialmente anche io. Quando me lo ha confessato ero devastato e l’ho presa molto, molto male”.

Anselmo morì nel marzo del 1993 a causa di un’emorragia cerebrale e per lui Michael scrisse «Jesus to a Child», inclusa nell’album Older del 1996, il primo realizzato per la Virgin.

“Per sei mesi le cose sono andate bene, poi ho scoperto che mia mamma aveva un cancro all’ultimo stadio. La sua morte mi ha schiacciato a livello spirituale, perché è stata una perdita terribile, un dolore immenso. È stato il periodo più oscuro e spaventoso della mia vita e non ho più provato quel tipo di depressione”.

“Spero che le persone pensino a me come a qualcuno che aveva una sua integrità e che mi ricordino così, ma è molto improbabile. Penso sia stata tutta una perdita di tempo e di energie», confessa il cantante nelle scene finali di “Freedom”.

La signora Lesley morì nel febbraio del 1997 e ora George riposa accanto a lei, nel cimitero di Highgate.

Lo scorso 25 dicembre, il corpo dell’ex Wham e protagonista del pop inglese degli anni 80 e 90, fu trovato senza vita nella sua camera da letto dal compagno. Il motivo della morte, fu per cause naturali, come stabilì l’autopsia sul corpo del cantante.

Niente droga o alcol, alla origini della morte di George Michael c’è una malattia cardiaca. A stroncarlo è stata una cardiomiopatia dilatativa con miocardite e steatosi epatica.

Voci vicine al cantante davano per certa un’overdose. L’amico di famiglia e collaboratore Andros Georgiou, ad esempio, aveva rivelato alla Bbc che il cantante britannico aveva iniziato ad assumere “droghe pesanti” negli ultimi anni. “Credo che George abbia preso una grande quantità di sostanze” aveva affermato Andros, “mescolate poi con anti-depressivi e altri farmaci con cui si curava e con alcol. Il suo cuore, semplicemente, ha smesso di battere”.

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12/10/2017
2805/2020
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