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di Lucia Scozzoli

Chiesto l’ergastolo per Talluto

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Il pm Elena Neri della procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per Valentino Talluto, l’uomo accusato di aver deliberatamente contagiato con l’HIV 33 donne ignare, nel corso di una decina di anni, da quando cioè ha scoperto di essere sieropositivo.

Talluto si atteggiava a bravo ragazzo, era gentile e galante, ma aveva come unico scopo estorcere rapporti non protetti alle proprie partners, inventando scuse ad ogni occasione.

Alcune donne infette lo hanno denunciato (poche a dire il vero), altre sono state rintracciate dagli inquirenti in base ai tabulati telefonici, altre ancora sono state segnalate alla procura dall’ospedale Sallanzani perché contagiate dal sottotipo di virus HIV dal quale è infetto Talluto.

La procura le ha contattate tutte ed ha ricostruito la rete di relazioni grondanti bugie e ipocrisia.

Talluto non ha mai collaborato con gli inquirenti, non si è mostrato pentito, non ha indicato i nomi delle vittime, ha solo mentito. Per questo non ci sono gli estremi nemmeno per le attenuanti generiche e il suo voler seminare morte è meritevole di ergastolo.

Nella sua relazione, il pm ha chiarito comunque che questo processo non deve essere “un processo alle ragazze che figurano come vittime. Loro rappresentano una generazione che non conosce l’Aids, che non conosce i morti per questa malattia, che la legano solo alla tossicodipendenza e ai rapporti omosessuali, e che usa i social network per allacciare relazioni e fare amicizie”.

Il quadro che emerge da questa storia è quanto mai a tinte fosche, schizzato di lucida follia: Talluto, invece di cercare di costruirsi una vita sentimentale sincera, ha deciso di vestire i panni dell’untore, celando a tutti il suo stato di sieropositivo e cercando di condurre nel proprio inferno il numero maggiore possibile di donne. Cosa possa essersi scatenato nella sua testa, tanto da indurlo a mantenere simili comportamenti alienanti e pericolosi per così tanto tempo, è un mistero da psicanalisi. Certo è che qualche mese di galera non è stato sufficiente a fargli riprendere contatto con la realtà profonda di se stesso, con la sua retta coscienza, tanto da permettergli di riconoscere e ammettere il male compiuto. Talluto resta arricciato in se stesso, muto o bugiardo.

Danno da pensare anche le parole di Irma Conti, difensore di parte civile, che parla di « una strage sociale, causata da una efferata sregolatezza nella quale lui era assolutamente consapevole che con rapporti non protetti avrebbe contagiato le sue partner», « violenza con guanto di velluto, tra i petali di rosa dei quali omaggiava le vittime, e solo la prima denuncia arrivata da una delle vittime e l’indagine scrupolosa che ne è seguita hanno consentito di fermare la diffusione del fiume in piena del virus».

Talluto ha ingannato con abilità e, duole notarlo, facilità: tante donne si sono lasciate buggerare. Il punto debole delle donne è proprio il sentimento: la galanteria riesce spesso a fare breccia anche dove mancano i presupposti per instaurare relazioni sensate, le donne ripongono la loro fiducia in uomini che si mostrano cortesi e romantici, esistono atteggiamenti facilmente replicabili che scassinano le difese femminili.

Ingannare una donna è facile: basta fingere di amarla e lei farà ciò che l’uomo desidera, con poche resistenze. In questo è senz’altro il sesso debole, la sua dimensione oblativa la rende vulnerabile ai malintenzionati, facile preda di squali senza scrupoli.

Le donne sono le vittime dei più atroci inganni, come l’ultima moda del pull a pig (inganna il maiale), che consiste nel sedurre una ragazza bruttina, farle credere di essere amata e desiderata, rubarle qualche scatto imbarazzante, farle fare azioni eclatanti, come percorrere in treno centinaia di chilometri per un appuntamento con l’amato, per poi rivelare che si è trattato solo di una burla e fare della ragazza oggetto di pubblico scherno nelle solite chat di gente disturbata e volgare di cui pullula il web, o anche derisione vis a vis negli ambienti scolastici.

Il giochino riesce perché fregare una donna è facile, è come affondare un coltello nel burro.

Infatti l’inganno di Talluto non è stato solo quello di non rivelare la sua sieropositività, ma soprattutto di dichiarare per decenni sentimenti fasulli, amori inesistenti, affetti mai provati. Per questo la maggioranza delle vittime non ha denunciato in prima battuta il contagio, ma solo sotto sollecitazione della procura, vista l’inchiesta già attivata. Probabilmente molte di loro non avevano nemmeno realizzato di essere state ingannate, qualcun’altra non sapeva chi fosse ad averle contagiate.

Quanto al fatto, sottolineato dal pm, che le ragazze di oggi non abbiano più sufficientemente presente il rischio HIV insito nei rapporti non protetti, esso è in parte vero: l’AIDS non è più sentito, come qualche decennio fa, come una minaccia incombente, dal momento che proprio la diffusione capillare dell’uso dei preservativi ne ha drasticamente ridotto l’incidenza nel mondo eterosessuale sano, cioè all’esterno di giri di droga e prostituzione. Solo gli ambienti omosessuali sono ancora afflitti da indici di contagio elevati, 19 volte più elevati che tra eterosessuali.

Se un partner che si presenta affidabile garantisce di non avere alcuna patologia, una donna, che non abbia altri motivi di prevenzione personali di salute o che si affidi ad altri anticoncezionali per il controllo delle gravidanze indesiderate, non ha argomenti pratici per pretendere l’uso del profilattico. Impuntarsi su questo argomento sarebbe un’aperta dichiarazione di sfiducia. Nella pratica di una relazione a due, non è facile divincolarsi, soprattutto se la sopravvivenza di quel legame interessa veramente.

Il problema sta ovviamente a monte: dopo quanti mesi (o forse giorni) di frequentazione ciascuna di queste donne si è concessa a Talluto? E dopo quanti incontri intimi hanno ceduto alle sue richieste di non usare il preservativo? Evidentemente, visti gli sviluppi della vicenda, non c’erano gli estremi per concedere tale fiducia. In questo caso eclatante, è facile dire ora che le ragazze sono state ingenue, forse avventate, ma in quanti altri casi, in cui non c’è di mezzo un contagio mortifero, le donne ugualmente si concedono a uomini non sinceri, non interessati al consolidamento della relazione, ma solo interessati al soddisfacimento dei propri pruriginosi bisogni?

All’interno di un panorama di costume, dove portiamo le minorenni in gita al consultorio per farsi prescrivere la pillola in libertà e autonomia dai genitori, dove l’erotismo, in tutte le sue pratiche più estreme, è fatto materia di insegnamento scolastico, dove il sesso è completamente disgiunto dalla procreazione e pure dall’amore, come possiamo pretendere che le donne abbiano la malizia per stanare i bugiardi pericolosi, e contemporaneamente essere tanto disinibite da adeguarsi alle pretese libertine dei maschi?

La colpa di Talluto è grave, ma oggettivamente non ha ammazzato nessuno (non ancora per lo meno). In Italia l’ergastolo non lo si dà a nessuno. Questa richiesta di pena del pm è eclatante, sproporzionata, se paragonata a certi assassini, violentatori, sfregiatori con l’acido che si son fatti poco più di una decina di anni di galera per poi tornare liberi e beati in circolazione. L’accusa di strage, senza nemmeno un cadavere, è curiosa. Per il momento c’è stata una strage di cuori e anche di salute, 33 vite decisamente cambiate, appesantite dalla spada di Damocle dell’HIV, ma ancora vive e probabilmente ancora per molto. Uno studio dei ricercatori dell’Università di Bristol (Uk) fatto su 88.500 persone sieropositive, ha evidenziato che l’aspettativa di vita di un ventenne sieropositivo adeguatamente curato con le moderne terapie antiretrovirali è di 78 anni, pari a quella dei suoi coetanei hiv-negativi.

Avere l’HIV non è essere dei morti viventi. E questo vale anche per Talluto, che invece di investire sulla propria salute ha deciso di vendicarsi sul mondo. Parimenti le sue vittime non sono condannate ad una rapida morte certa, sono senz’altro menomate nella propria salute, ma sono vive e ancora vivranno.

La colpa grave di Talluto, quella che non si può davvero perdonargli, è un’altra: aver disvelato l’inganno delle relazioni usa e getta. Il sesso sicuro non esiste all’interno di un rapporto che non aspiri alla stabilità, che non sia valutato dal tempo e dalla prudenza dell’attesa, che non sia preceduto da frequentazioni caste, le uniche in grado di mettere in luce gli aspetti intimi dell’altro, dell’intimità vera, quella che attiene alla sfera psicologica e morale.

Anche un bugiardo seriale come Talluto non avrebbe potuto reggere la finzione per troppo tempo, bastava frequentarlo un po’ prima di concedersi, per accorgersi che qualcosa in lui non andava.

Dubito che i giudici lo condanneranno all’ergastolo per davvero, ma anche fosse, resteranno in circolazione una marea di farabutti grandi e piccoli, bulletti o immaturi, violenti o scalmanati, pronti a portare un mazzo di rose per pigliare per il naso una donna. La fiducia si guadagna solo col rispetto: questa è l’unica vera prevenzione.

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19/10/2017
1408/2020
S.Massimiliano M. Kolbe

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