Politica

di Mario Adinolfi

Da Maroni e Lega via libera al DDL Scalfarotto

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Su La Croce da alcuni giorni scriviamo con Bruno Volpe della vergognosa legge regionale di Michele Emiliano in Puglia ricalcata sulla legge Scalfarotto, quella che inventando il reato di “istigazione all’odio omofobico” e consegnandolo alla discrezionalità dei magistrati renderebbe impossibile dire no al matrimonio tra omosessuali o gridare allo schifo davanti alla pratica vendoliana dell’utero in affitto. Analoga legge è stata approvata in Umbria, con la decisiva astensione di Forza Italia. Ora al carro si aggrega anche la Lega con il suo presidente di Regione più prestigioso, Roberto Maroni, che proprio con Michele Emiliano ha inventato un vergognoso baratto: tu dai l’autonomia a me, io offro la legge sull’omofobia a te.

Ecco, noi del Popolo della Famiglia parliamo sempre di “principi non negoziabili”, riprendendo una nota definizione. Su questi principi nel centrodestra tutti, ma proprio tutti, fanno negozio: centocinquanta eletti nel centrodestra sono stati decisivi tra Camera e Senato per approvare la legge Cirinnà, sul divorzio breve tutti ma proprio tutti hanno votato a favore (solo 11 voti contrari al Senato), sull’eutanasia il centrodestra ha dato libertà di coscienza e alcuni leghisti di peso come Zaia si sono detti esplicitamente favorevoli con il risultato che i voti contrari alla Camera sono stati appena 37 su 630 aventi diritto a votare. Eppure alcuni amici che dovrebbero essersi scottati parecchio dall’aver affidato i Family Day politicamente a mani sbagliate come quelle dei traditori Alfano e Lupi continuano a dire che faranno votare per i partiti del centrodestra chiedendo in cambio “alcune candidature nelle liste in posizione eleggibile”. Insomma, hanno aperto anche loro il negozio.

Crediamo sempre più nettamente che chi era presente a San Giovanni e al Circo Massimo abbia una sola scelta possibile, per difendere veramente quei valori: non solo votare, ma sostenere fattivamente e anche candidarsi con il Popolo della Famiglia. Altrimenti la prima legge che sarà approvata nella prossima legislatura a suggello di inevitabili larghe intese sarà la legge Scalfarotto con il voto favorevole barattato anche della Lega e di Forza Italia, che ce lo hanno scritto nero su bianco di essere disponibili a negoziare sul punto. Il Popolo della Famiglia no.

L’unica forza politica totalmente nata dal basso e cristianamente ispirata a patti non ci scende, sui principi non negoziabili non negozia, i baratti non li ha nel dna e lo ha dimostrato rinunciando a accordi e accordicchi che ci sono stati offerti al secondo turno di tutte le elezioni amministrative, fino a quelle di Ostia, dove c’è chi ha provato a correre sul carro di chi credeva vincitore (sbagliando ancora una volta clamorosamente la lettura politica dei fatti) mentre al nostro Giovanni Fiori ogni proposta di abboccamento per trattare poltrone e poltroncine ha trovato un fermo rifiuto come già era accaduto in altre piccole e grandi città. Se Lega e Forza Italia collaboreranno, come hanno già fatto e dichiarato di voler fare, al varo di una legge sull’omofobia in un paese come il nostro dove l’omofobia non esiste usandola come merce di scambio per alcuni loro interessi, la storia dei movimenti prolife sul piano pubblico e della capacità di rappresentanza si chiuderà, dovremo entrare in clandestinità. Già oggi riceviamo tutti querele intimiditatorie, che per fortuna si chiudono sempre (quasi sempre, alcuni sono imprudenti e inesperti, non sanno usare bene le parole) con l’archiviazione da parte della magistratura senza neanche arrivare al rinvio a giudizio. Nessun dirigente del Popolo della Famiglia è mai stato processato anche solo per diffamazione, perché stiamo attenti a non offendere mai nessuno.

Con la legge sull’omofobia e il fantomatico reato di “istigazione all’odio omofobico”, privo di qualsiasi contorno definito, ci ritroveremmo sommersi di denunce ad ogni passo e basterebbe un giudice di sinistra ideologizzato (che dite, ce ne sono?) a veder comminata il massimo della pena: sei anni di carcere. Ovviamente in un contesto del genere l’Italia diventerebbe quel che adesso è Facebook, dove una piccola lobby con le sue “segnalazioni” organizzate sta impedendo il diritto di parola ai vertici del Popolo della Famiglia. Denunce mirate otterrebbero lo stesso effetto, sul ben più pesante piano giudiziario. Maroni e la Lega si sono dette d’accordo con Emiliano per costruire questi effetti. Perché il Popolo della Famiglia ormai è diventato un soggetto politico pericoloso e da abbattere.

Sostenete l’ultima possibilità per far vivere la mobilitazione dei Family Day, per far contare davvero un popolo, impedite il varo di leggi liberticide che farebbero da preludio a altre leggi contro la vita e contro la famiglia. Unitevi alle migliaia di militanti del Pdf sul territorio, contribuite in questi quattro mesi alla campagna che può portare il Popolo della Famiglia oltra l’asticella del milione di voti e dunque con una forte rappresentanza in Parlamento. Facciamo la storia, insieme e battiamo insieme i nemici della verità e i soliti vecchi politici barattatori e senza principi che non siano i loro sporchi interessi. Facciamo vincere il popolo, facciamo vincere la verità. Andiamo in battaglia. A noi la battaglia, a Dio la vittoria e gli insipienti sostenitori dei barattori si vergognino davanti a Lui come già si sono dovuti vergognare quando hanno venduto colui che chiamavano amico e maestro.

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22/11/2017
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