Politica

di Mario Adinolfi

PDF le cinque cose da fare subito

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI

QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

L’assemblea nazionale del 30 dicembre ha incaricato due commissioni (presiedute da Nicola Di Matteo e Fabio Torriero) di indicare candidati e programma del Popolo della Famiglia per le prossime elezioni politiche. Concluderanno il loro lavoro tra qualche giorno. Intanto nei territori è assolutamente necessario che i nostri circoli e nuclei agiscano. Le azioni fondamentali da compiere sono cinque.

1. PREVEDERE INIZIATIVE DI RACCOLTA FIRME. Tra il 10 e il 27 gennaio i 63 gruppi dei collegi plurinominali Camera e i 34 gruppi dei collegi plurinominali Senato (che territorialmente si sovrappongono, tendenzialmente due collegi plurinominali Camera fanno un collegio plurinominale Senato, tranne nelle piccole regioni dove i due territori coincidono con l’intera regione) dovranno raccogliere almeno 375 firme per ciascun collegio. Bisogna da subito predisporre il calendario delle iniziative di raccolta firme: banchetti per strada sulle vie di massimo scorrimento, iniziative pubbliche al chiuso con presentazione alla cittadinanza del Popolo della Famiglia e relativa annessa raccolta firme, comunicazione degli orari in cui gli studi dei certificatori (notai, avvocati cassazionisti) sono aperti per raccogliere le firme dei nostri sottoscrittori.

2. FIRMARE LE ACCETTAZIONI DI CANDIDATURA. Mano a mano che la commissione Di Matteo comunicherà le liste dei candidati ai territori, i candidati stessi dovranno preliminarmente firmare le accettazioni di candidatura, su una modulistica che sarà prodotta dal centro nazionale e inviata via email. Oltre all’accettazione di candidatura occorrerà firmare un altro modulo (sempre preparato a Roma e inviato agli interessati) di assenza di ragioni di incompatibilità con la candidatura stessa. La firma dovrà essere autenticata da un pubblico ufficiale. Una volta completate queste operazioni ogni candidato dovrà richiedere al proprio comune di residenza il certificato di iscrizione alle liste elettorali, senza il quale la candidatura è nulla.

3. TROVARE I CERTIFICATORI. Questi giorni sono fondamentali per trovare soggetti che possono autenticare le firme. Consiglieri comunali e provinciali, cancellieri del tribunale, notai e (novità) avvocati cassazionisti operanti sul territorio (e sul territorio possono autenticare anche firme di chi non è del territorio, un consigliere comunale di Riolo può certificare la firma di un cittadino di Ravenna, basta che la certifichi a Riolo).

4. COSTRUIRE I RAPPORTI CON I MEDIA LOCALI. Fate subito sapere con un comunicato ai giornali, radio, televisioni locali che il Popolo della Famiglia sarà presente nella competizione elettorale del 4 marzo 2018. Sarà un’occasione per conoscere chi sono i referenti nelle redazioni, per stringere rapporti che saranno fondamentali nella fase calda. Basta scrivere poche righe con un titolo che sia una notizia: “Dal 10 gennaio per le vie di…...raccolta firme per il Popolo della Famiglia”. E poi spiegare chi siamo, perché ci presentiamo anche su quel territorio alle elezioni politiche per promuovere la cultura della vita e della famiglia naturale.

5. ORGANIZZARE CENACOLI. La nostra dovrà essere una campagna elettorale diffusa, unicamente legata alla promozione del nostro simbolo che il 90% degli italiani non conosce. Servirebbero mezzi economici assai ingenti per farlo conoscere a tutti e non ne disponiamo. La nostra vera arma in questa battaglia sono le persone. Il modo più efficace di farci conoscere è partire da un piccolo gruppo, sei o sette amici che si ritrovano a bere un tè in una casa. Ognuno poi inviterà a casa sua altri sei o sette amici, per presentare il Popolo della Famiglia, le sue ragioni e il suo simbolo. Se il meccanismo si innesca in pochi giorni si costruiscono sul territorio decine di antenne ripetitrici di un messaggio che magari nel breve diventano centinaia e nulla è forte come centinaia di persone che militano convinte in una campagna come questa, dove votare per i soliti vecchi partiti è davvero poco entusiasmante.

Queste cinque operazioni vanno implementate da subito, oltre a una presenza sul web e sui social (i nostri esperti di Militanza Digitale vi aiuteranno) che prevede la presenza del simbolo nella foto profilo e azioni ovviamente di sostegno ai nostri messaggi. Ma ricordatevi che la campagna vera si fa per strada e nelle case, incontrando le persone e presentando il Popolo della Famiglia. Dopo la raccolta firme dal 10 al 27 gennaio, il 28 consegneremo le liste (il 19 mi preoccuperò di depositare il simbolo al Viminale, dando il via alle procedure) e poi inizierà la campagna elettorale vera e propria, che terminerà venerdì 2 marzo. Cinquantasette giorni da oggi. Cinquantasette giorni da vivere in apnea, per fare la storia con il Popolo della Famiglia. In ogni campo di battaglia, la testuggine è pronta?

A noi la battaglia, a Dio la vittoria.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

07/01/2018
2405/2019
San Vincenzo di Lerino

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Preoccupazioni prive di azioni

Le conclusioni dell’assemblea generale della Cei indicano una serie di problemi, osservano l’avanzata di un’offensiva legislativa contro la famiglia, ma non offrono risposte operative

Leggi tutto

Politica

Fillon nuovo idolo del centro-destra

È andata proprio come vi avevamo preannunciato nei giorni scorsi. Francois Fillon è il candidato dei repubblicani nella corsa all’Eliseo della primavera del 2017.
Dopo aver eliminato Nicolas Sarkozy al primo turno (anche se in realtà l’ex presidente si era già giocato la fiducia dei francesi dalla guerra in Libia), è stata una vittoria schiacciante quella riportata contro Juppè. Fillon ha infatti stravinto il ballottaggio con il 67% contro il 33% di Juppè, e tutta la destra appare compattarsi dietro François Fillon, l’uomo che i Républicains hanno deciso di lanciare nella corsa all’Eliseo dopo primarie vinte a valanga.

Leggi tutto

Politica

Un caso per riflettere sulla dignità

Neanche una domanda puntuta all’aspirante paladina dei diritti femminili fuori tempo massimo. Il caso Bianca Berlinguer, Asia Argento

Leggi tutto

Società

Pietro Bartolo e la sua visione sui migranti

La questione sui migranti continua a dividere anche i cattolici. La maggior parte dell’opinione pubblica sta con il ministro dell’Interno ma Pietro Bartolo ci dice la sua….

Leggi tutto

Chiesa

Francesco & Kirill: una nuova geopolitica ecumenica

Storico incontro con la firma di un importante documento condiviso: Europa e mondo, famiglia e matrimonio, vita umana dal concepimento alla morte naturale sono solo alcuni dei temi di un testo decisivo. E poi tra il Patriarca e il Papa c’è stato un fitto colloquio privato, di due ore. Trump e l’America (wasp e liberal) osservavano preoccupati da sopra l’isola caraibica. Forse facevano bene

Leggi tutto

Storie

Un trans non può fare la tata

Non si può affidare la crescita di un bambino di pochi mesi a un trans. Dalla email si capisce che la transizione da un sesso all’altro non si è compiuta, l’Inps ha ancora tutti i documenti al maschile, quindi Alessandro è a tutti gli effetti Alessandro anche se “si sente” Alessandra. Siamo davanti dunque ad una persona che non si accetta per come è, che in questo percorso di transizione deve affrontare prove psicologiche e fisiche molto pesanti con l’assunzione continua di farmaci, che dal punto di vista fisico sostiene un iter di trasformazione molto doloroso e che fa tendere all’instabilità emotiva. Un bambino di pochi mesi può essere affidato a chiunque tranne che a persone con queste caratteristiche di instabilità. L’approdo alla diversa sessualità riconosciuta, quello che porterebbe il soggetto in questione ad avere i documenti in regola con il nome Alessandra, passa poi attraverso fasi di demolizione dei genitali maschili e di costruzione di forme genitali all’apparenza femminili che sono mediamente faticosissime da molti punti di vista, sia fisici che psicologici. Il ricorso al consumo di forti quantità di alcool e di droghe per ovviare all’inevitabile disturbo di personalità che accompagna ogni evoluzione dalla disforia di genere accertata all’approdo ad una diversa conformazione dei propri genitali, è comprovato in tutti i testi scientifici, così come la più alta propensione al suicidio dei transessuali rispetto alle altre persone.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano