Politica

di Mario Adinolfi

Considerazioni sul voto del 4 Marzo

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Circolano sul web, nelle chat di whatsapp, nei gruppi messenger, documenti (ovviamente e sempre non firmati) di “dissuasori” pesantemente impegnati a cercare di dissuadere appunto dal voto al Popolo della Famiglia il prossimo 4 marzo. Mancando pesantemente di rispetto ai 43.534 firmatari delle liste del Popolo della Famiglia in tutta Italia, ai 945 candidati che stanno battendosi con il coraggio che loro non hanno, ai 200 sacerdoti e religiosi e religiose che hanno espresso appoggio al Pdf con l’ormai noto appello, ai vescovi come mons. Suetta vescovo di Imperia esplicitamente schierato con il Popolo della Famiglia, anche ad amici come padre Maurizio Botta e fratel Antonio Iannaccone che hanno voluto mostrare mera vicinanza umana a chi scrive il primo con una lettera pubblicata dal blog di Costanza Miriano e il secondo con un post su Facebook, a testate e associazioni come IlCattolico.it apertamente sostenitrici del Popolo della Famiglia, sembra che per alcuni l’unica ragione di questa campagna elettorale sia non far votare per il Pdf. Mettono per il raggiungimento di questo obiettivo ogni malizia e hanno capito ormai che scrivere contro il Popolo della Famiglia non fa altro che rafforzare la determinazione di questo stesso popolo.

A qualcuno è dunque spuntata l’ultima furbata in testa. Redigere un documento (ovviamente e sempre non firmato) con la bava alla bocca asciugata. Il metodo dell’attacco frontale ha spuntato più di qualche fiacca spada, allora adesso si prova con il metodo di concedere qualcosa formalmente alle ragioni del Pdf, per essere più efficaci nella contestazione di fondo e invitare al “voto utile”. Ma voto utile a chi? Ovviamente agli orticelli che in certo mondo cattolico, coltivati da decenni, ora vengono messi in crisi dall’apparire sulla scena di un soggetto destinato a raccogliere il voto di centinaia di migliaia di cattolici, quando in Alleanza Cattolica sono rimasti in cento, al Dnf in quindici e il loro livello di credibilità è dimostrato dal quarto posto il lista conquistato per il povero membro del Dnf ora umiliato al punto dal dover chiedere il voto alla lista della Lega capeggiata nel suo stesso collegio da una nemica esplicita del Family Day, Giulia Bongiorno. Questo soggetto composto da centinaia di migliaia di cattolici si manifesterà ufficialmente il 4 marzo, i voti potranno essere contati e dal 5 marzo lavorerà per aggregarne di altri, fin dalle amministrative di primavera. Quando si è in tanti e lo si certifica in una elezione politica nazionale si ottengono due effetti: si attraggono molti altri che si sentivano dispersi; si abbattono le rendite di posizione delle piccole associazioni che pretendevano ruoli di leadership e si autodefiniscono voci “profetiche” con una implicita ammissione di solitudine.

Per questo molti si agitano e hanno come unico obiettivo della campagna elettorale quello di non far assolutamente votare per il Popolo della Famiglia, di non vedere crescere quella opzione che il vescovo Suetta ha definito di “novità e discontinuità” che è invece l’unica opzione di voto ragionevole per una persona che abbia partecipato ai Family Day o lo abbia sostenuto nelle varie forme possibili, compresa la preghiera.

Sarà utile dunque ora leggere insieme uno di questi documenti (ovviamente e sempre non firmati) che circolano sul web, per dimostrare come dietro una apparente ragionevolezza proposta con il solito stile professorale e altezzoso tipico di certi cerchi magici ben individuabili, ci sia il solito mix di ignoranza, menzogna e utilizzo delle fake news che dovrebbe essere per tutti il male da debellare in questa campagna elettorale. Pubblicheremo dunque qui di seguito il testo di uno di questi documenti che circolano (ovviamente e sempre non firmati, a riprova della viltà dell’operazione di cui si vergognano persino gli estensori) confutandolo punto per punto con il semplice utilizzo della ragione e dell’evidenza.

“CONSIDERAZIONI SUL VOTO DEL 4 MARZO 2018”
1. Il PdF è un tentativo generoso e coraggioso nella direzione dei valori cristiani.

Il primo punto è una concessione, serve a mettere l’interlocutore in una condizione di apertura all’ascolto delle argomentazioni, chi scrive cerca di qualificarsi come non pregiudizialmente ostile al Pdf.

2. Se il voto fosse solo esprimere un gradimento, lo voterei.

L’estensore passa alla prima persona. Il documento non è firmato, ma lui vuole che chi legge immagini un dialogo a tu per tu con un simpatizzante non ostile al Pdf.

3. Il voto tuttavia ha conseguenze che dipendono dal sistema elettorale.

Comincia la giostra.

4. Il sistema elettorale in vigore (detto Rosatellum) ha queste caratteristiche:
a. si calcola che governerà il partito o la coalizione che raggiungerà all’incirca il 42%.
b. Un partito può fare eleggere suoi candidati se raggiunge almeno il 3%

Eccoci all’elencazione dei primi dati. L’estensore sa bene che non esiste alcun premio di maggioranza, quindi deve inventarsi una percentuale generica e usare lui stesso l’espressione “all’incirca”. La verità è che il Rosatellum è stato scritto e votato da Pd, Forza Italia e Lega per evitare che ci fosse una coalizione vincente. Neanche con il 45% si sarebbe sicuri di avere la maggioranza assoluta per governare, perché la distribuzione dei seggi è di fatto imprevedibile, essendo il Rosatellum mai stato sperimentato prima.

5. Il PdF si presenta da solo, al di fuori di ogni coalizione, e non è realisticamente pensabile che il PdF raggiunga il 42%

Vero. Inserire un punto veritiero serve psicologicamente a far pensare che siano veri anche i successivi. Invece.

6. I concorrenti effettivi sono: coalizione di centro/sinistra – coalizione di centro/destra – movimento 5 stelle.

Non è vero. I concorrenti effettivi in un sistema a base proporzionale, dove lo coalizioni sono finte (senza programma comune e senza leader comune), sono i simboli dei partiti. Sulla scheda in tutti i collegi ce ne sono quindici, più alcune liste che spunteranno solo localmente. La concorrenza più dura è quella intra-coalizionale. Berlusconi e Salvini manca solo che si picchino, in più Salvini cerca di togliere voti alla Meloni. La dinamica è la corsa di ogni partito a prendere più voti possibili per il proprio simbolo, da trasformare in seggi e spendere dal 5 marzo per la costruzione di un governo. Che NON SARA’ un governo espressione delle coalizioni che trovate sulla scheda, ma sarà un governo di partiti che si accorderanno con altri partiti. Lo schema più probabile, secondo tutti gli analisti, che emergerà dalla elezioni sarà un governo centrodestra-centrosinistra. I concorrenti effettivi sono i singoli partiti, per determinare quale sarà il partito guida di quel tipo di governo.

7. I partiti del centro/sinistra sono quelli che al governo hanno prodotto le peggiori leggi anti-vita e anti-famiglia: la legge Cirinnà, la legge del divorzio breve, la legge sulle dat. Se andranno ancora al governo hanno promesso: liberalizzazione delle droghe. adozioni gay, utero in affitto, gender nelle scuole, abolizione obiezione di coscienza.

Nessuna delle leggi indicate, neanche una, sarebbe mai passata senza il voto decisivo degli eletti di centrodestra. In alcuni casi di tutti gli eletti del centrodestra (divorzio breve, appena 11 voti contrari al Senato). Di certo, come è noto, senza i voti del Nuovo Centrodestra (eletti dal PdL nel 2013) e al Senato della pattuglia guidata dal braccio destro di Berlusconi, Denis Verdini, la legge Cirinnà non sarebbe mai passata. Il tradimento compiuto ai danni della piazza dei Family Day dai politici che si erano impegnati a rappresentarla è all’origine della decisione di far nascere il Popolo della Famiglia. Se altri avessero rappresentato efficacemente in politica le nostre istanze, come si erano impegnati a fare, il Pdf non avrebbe avuto senso. Se dovesse continuare la cogestione di governo centrodestra-centrosinistra, esito probabile del Rosatellum, si riprenderà da dove cominciarono nel 2013 dopo il varo del governo Letta, di larghe intese centrodestra-centrosinistra: si riprenderà dall’approvazione della legge Scalfarotto. Solo che si chiamerà legge Bongiorno-Scalfarotto e metterà definitivamente fuori gioco il mondo pro-family e pro-life. Poi si passerà all’agenda indicata, magari partendo proprio dalla liberalizzazione delle droghe. Sapete chi guida l’intergruppo dei parlamentari per la droga libera? Uno dei colonnelli più stretti della stagione di potere di Gianfranco Fini. Ora transitato con Renzi. Come la Bonino: eletta di centrodestra nella sua ultima apparizione in Parlamento, poi nominata dal governo Berlusconi come commissaria europea, oggi candidata del centrosinistra. Sui valori le due coalizioni sono intercambiabili.

8. Il movimento 5 stelle, sui temi vita e famiglia è la fotocopia del centro/sinistra.

Falso. Il Movimento 5 stelle è peggio. Il M5S è totalmente avaloriale. E composto in prevalenza da pericolosi incapaci.

9, I partiti del centro/destra presentano svariate criticità, per cui nessuno rappresenta pienamente le aspettative dei cristiani. È vero che questi partiti, quando hanno governato, non hanno brillato per provvedimenti a favore della vita e della famiglia; ma è un dato di fatto che non hanno prodotto nessuna legge contro vita e famiglia. Anzi, con la legge 40 è stato posto in atto un apprezzabile tentativo di eliminare Il far west della fecondazione artificiale, ponendo limiti alla produzione dI embrioni, vietando eterologa e utero in affitto.
10. Va da sé che la sola scelta possibile, logica e coerente, è il voto per la coalizione di centro/destra. proprio per impedire la formazione dì un altro governo dì centro/sinistra. La volontà dì un cristiano non può limitarsi all’affermazione elettorale di un partito: la priorità è impedire la vittoria del centro/sinistra oppure dei 5 stelle, che porterebbero avanti i loro programmi anti vita e anti famiglia.

Le “svariate criticità” sono ammesse. L’assenza di provvedimenti a favore della vita e della famiglia pure. Con in campo un movimento che invece criticità non ne presenta e ha un programma imperniato su provvedimenti a favore della vita e della famiglia, non votare Popolo della Famiglia è semplicemente insensato. La volontà di un cristiano è quella di far vincere i propri valori, se ha fede e dignità. La stagione della mera interdizione dei programmi altrui è in tutta evidenza finita nella scorsa legislatura, con quel tipo di atteggiamento si viene travolti. Come è già successo, non servono ulteriori prove.

11. Il PdF potrebbe non superare il 3%. In tal caso i voti dati al PdF sono voti che non produrrebbero eletti al Parlamento, ma di fatto sarebbero voti mancanti alla coalizione di centro/destra per raggiungere la maggioranza.

Il PdF è un movimento in fieri, alla sua prima prova elettorale nazionale. Votarlo serve a dire che interessa l’esistenza di un movimento posto a presidio dei principi non negoziabili, serve a dire che i cristiani e le persone di buona volontà non si sono arrese alle mode correnti. Che imperano anche nella coalizione di centrodestra. La forza numerica di una formazione con queste caratteristiche, ne determinerà il peso politico. Non a caso gli avversari delle politiche pro-family e pro-life hanno in odio e temono solo il Pdf. Monica Cirinnà ha esplicitamente dichiarato che “il centrodestra non toccherà” la sua legge. Emma Bonino del centrodestra è stata un eletta e poi commissario europeo nominata da Silvio Berlusconi. La consistenza numerica dei voti che arriveranno al PdF determinerà il peso delle istanze pro-family e pro-life, quand’anche fosse esterno al Parlamento. Il 2% sarebbero settecentomila elettori, è chiaro che gli equilibri cambiano con numeri del genere schierati a favore dei principi non negoziabili. Anche nella Chiesa, probabilmente. Certamente nel mondo cattolico. Ogni voto al PdF è un voto dal peso specifico enorme. Neanche uno deve andare sprecato.

12. Il PdF, nella migliore delle ipotesi, se superasse il 3%, potrebbe eleggere alcuni candidati. Anche in tal caso si tratta di voti che mancherebbero alla coalizione di centro/destra. Se governeranno il centro/sinistra o i 5 stelle, i pochi eletti del PdF farebbero parte della minoranza e quindi non avrebbero nessuna possibilità d contrastare le leggi contrarie a vita e famiglia.

Non si può affermare che il centrodestra è a un passo dalla maggioranza assoluta dei seggi e poi affermare che gli eletti “mancherebbero” a quella coalizione. Il PdF, lo dimostrano i sondaggi elettorali di vari istituti demoscopici, ha come principale “affluente” gli elettori provenienti dal non voto e dal M5S. Il centrodestra faccia la sua corsa. Tutti gli analisti e i sondaggi dimostrano che non arriverà alla maggioranza assoluta. Se il Pdf supererà il 3% eleggendo non “alcuni” ma decine di parlamentari, potremo valutare la costituzione di una maggioranza di governo con il centrodestra stesso, per mandare finalmente il centrosinistra all’opposizione. Renzi, Bonino, Cirinnà e Gentiloni vanno finalmente all’opposizione solo se si afferma il Popolo della Famiglia. Altrimenti l’inciucio è l’esito già scritto.

13. Se poi, metti il caso, succedesse che il centro destra mancasse la maggioranza proprio a causa dei voti dati al PdF penso che a quel punto chi ha votato PdF capirà di avere fatto una gran castronata e potrà solo mangiarsi le mani.

Ed eccoci all’innesco finale, quello del potenziale senso di colpa, tradizionale mezzuccio da sagrestia. I dati di fatto, razionali e incontestabili, richiedono che ogni voto sia affidato al Popolo della Famiglia affinché dia veramente frutto. Chi va alle urne per votare il PdF lo fa con gioia, non si tura il naso. Chi vota gli altri, vota per la continuità dell’esistente. E sarà complice del disastro futuro.

14.Purtroppo a rimetterci, a causa di questa castronata, sarebbero i valori cristiani e l’Italia.

Il veleno è nella coda di questo documento. Il 4 marzo non bisogna votare per il meno peggio, non bisogna premiare con un voto assurdo i traditori dei Family Day e dei valori cristiani ricandidati a mazzi nel centrodestra. Bisogna votare per il meglio e l’Italia migliore è nel Popolo della Famiglia, che ha il programma migliore. Tanto che lo rincorrono e lo copiano sfacciatamente.

15. Ora che sei cosciente della responsabilità che assumi col tuo voto, non votare da incosciente.

Chi è cosciente della responsabilità sa, come scrive il vescovo Suetta e i duecento sacerdoti firmatari dell’appello, che ora con il suo voto deve indicare “novità e discontinuità” con le politiche del passato. Questa novità, questa discontinuità, si chiama Popolo della Famiglia. Fai una croce sul nostro simbolo il prossimo 4 marzo, vota con gioia e con coscienza, avrai messo il tuo mattone per la costruzione di una casa comune valoriale di cui l’Italia ha bisogno.

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15/02/2018
2207/2019
Santa Maria Maddalena

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