Storie

di Claudia Cirami

Superman compie 80 splendidi anni

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

80 anni e non sentirli. Superman, eroe dei fumetti, compare, nella prima storia che lo vede protagonista, nel numero 1 di Action Comics il 18 Aprile 1938 (la copertina porta l’indicazione del mese di Giugno). Il supereroe, in calzamaglia azzurra e mantello rosso, da quell’anno lontano – che purtroppo ricorda anche l’inizio della Seconda Guerra Mondiale – non ha conosciuto l’oblio. Il cinema, soprattutto, ne ha fatto un’icona nota anche a chi non legge i fumetti. Ha avuto il volto di Christopher Reeve, il più celebre dei Superman, ma anche di altri attori che hanno reso familiare il suo personaggio. È stato inoltre protagonista di una serie televisiva, Smallville, che ha rilanciato il suo mito.

Ma chi è Superman? Come tutti sanno, nella vita quotidiana è Clark Kent, reporter timido e impacciato (o almeno creduto tale), innamorato della collega Lois Lane: quando è necessario, tuttavia, si libera dei suoi panni ordinari per diventare il supereroe che conosciamo, in lotta contro il male (anche se proprio agli inizi della storia Superman è da ascrivere alla nutrita schiera dei cattivi nei fumetti). La storia di Kent/Superman è stata modificata più volte in questi anni, anche per rilanciare il personaggio e dargli la possibilità di vivere nuove avventure. Così non è semplice trovare dei punti fermi, oltre a quelli di una sua origine da un mondo differente dal nostro, il suo invio sulla terra, i suoi superpoteri, l’adozione da parte di una coppia americana, l’amore per la Lane. Le variazioni sono state giustificate, ovviamente, ma – per chi è digiuno della storia del personaggio – non è facile districarsi e persino particolari come il nome del giornale per cui Kent lavora o i nomi di battesimo dei genitori adottivi sono mutati nelle storie.

Ogni fumetto nasce da un’ispirazione. È interessante, allora, capire a chi si sono ispirati gli originari autori di Superman, Jerry Siegel e Joe Shuster, nella realizzazione del loro personaggio, creato già nel 1933 ma conosciuto nel mondo solo a partire dal 1938. Il nome del supereroe richiama l’Übermensch del filosofo Nietszche: infatti, in rete, sono parecchi i fotomontaggi che mostrano il pensatore tedesco con la calzamaglia e il mantello di Superman. Il richiamo è ovviamente di un certo rilievo: il Superuomo (o l’Oltreuomo) nietzchiano è un uomo che rinuncia consapevolmente alle speranze ultraterrene e vive la dimensione dionisiaca dell’esistenza, incarnando la volontà di potenza. Superman potrebbe sembrare la realizzazione della visione superomista di Nietzche, ma – in realtà – non soltanto l’esistenza da uomo medio del suo alter-ego Clark Kent è totalmente scissa dall’altra da supereroe, non ricavandone quasi beneficio, ma, in modo più profondo, Superman usa i suoi superpoteri per far trionfare il bene, mostrando di aver operato una ben determinata opzione fondamentale. Tanto che, secondo il sito www.comicbookreligion.com la religione professata dal supereroe sarebbe quella cristiana, nella confessione metodista. Superman, dunque, non si pone al di là del bene e del male, come l’Übermensch nietzchiano, ma è un personaggio che compie gesti di bene, almeno nella versione di supereroe, visto che il suo alter ego gli delega le «azioni che più contano», come direbbe Amleto.

Proseguendo con l’analisi dei motivi ispiratori del fumetto, sono particolarmente interessanti (e molto più verosimili di quelli al Superuomo nietzchiano) due rimandi. Il primo è a Mosè, giustificato anche dall’origine ebraica dei due disegnatori. Ka-L oppure, successivamente, Ka- El, è il nome che il nostro, da bambino, ha nel luogo da cui proviene. La traduzione del termine potrebbe intendersi come “Voce di Dio”. I genitori (il padre si chiama Jor-El) sono costretti ad abbandonarlo per salvarlo dalla distruzione del pianeta Krypton. Sulla terra è adottato da una coppia americana che lo cresce come un figlio: la sua integrazione, tuttavia, non è mai piena e i superpoteri – che ricordano, in fondo, le radici israelitiche di Mosè, mai perfettamente integratosi con gli Egiziani da cui è stato cresciuto – lo rinviano sempre alla sua origine. In rete si trova qualche contributo interessante che analizza il perché proprio tra gli Ebrei trasferiti nel Nuovo Mondo sia maturata la creazione di una serie di supereroi (anche Batman, per esempio, nasce da una matita di origine ebrea). Qui, tuttavia, interessa più mettere in evidenza che, in effetti, la similitudine con Mosè appare credibile. Qualcuno sostiene anche – sempre rimanendo nel campo della religione d’Israele – che Superman potrebbe aver concretizzato, inconsciamente (o volutamente), l’attesa messianica. Può darsi, anche se il rimando a Mosè rimane più verosimile. Il Messia è l’atteso che realizza la condizione di uno shalom duraturo, mentre il Superman dei fumetti è più simile al Mosè che vive (e fa vivere agli altri) momenti di gloria e di liberazione dal male, per poi tornare a faticare come qualsiasi essere umano (nell’identità di Clark Kent).

Andiamo, però, all’altra comparazione importante. C’è chi sostiene, infatti, che in Superman sia adombrato Gesù Cristo. Il collegamento tra il personaggio dei fumetti e la Persona del Redentore non è peregrino. La grande S sul petto di Superman ricorda il Sacro Cuore di Gesù. Il suo costume, poi, presenta delle somiglianze con alcune immagini devozionali di Cristo Re dell’Universo, che è anche il culmine della devozione del Sacro Cuore. Soprattutto nell’Ottocento il culto al Sacro Cuore riceve una spinta rilevante nel pontificato di Pio IX, mentre la festa di Cristo Re è stata introdotta nella liturgia da un altro papa, Pio XI. È il 1925 e pochi anni dopo nascerà Superman. Se accettiamo questo rimando, diventa singolare la scelta di farlo esordire come cattivo che vuole regnare sul mondo: potrebbe forse esserci una non tanto velata polemica ebraica contro una figura mai accettata, la cui festa recente serviva a proclamare «l’impero universale del nostro Redentore» (Pio XI, Quas Primas)? Supposizioni. Ma è interessante notare che l’enciclica papale racconta come uno dei drammi dell’epoca fosse il livellamento della religione cristiana, «uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata a livello di queste»: ce n’è abbastanza per creare qualche mal di pancia in chi non professa il cristianesimo. In un santino di quegli anni, Cristo Re, con il braccio alzato e il mantello svolazzante, è visivamente molto simile al fumetto che conosciamo, con la differenza dei colori invertiti (la tunica è rossa, segno di divinità, il mantello è azzurro: anche questa inversione di colori potrebbe avere un suo significato, più o meno consapevole, ma sorvoliamo). Ci sono poi altri dettagli, come le iniziali dei coniugi che adottano Superman: J(onathan) e M(arthe). Si è anche detto che in origine, forse, si trattava di uno Joseph e di una Mary: bastano, però, le iniziali per capire che forse un richiamo a Gesù è possibile anche senza riprendere l’intero nome. Così è capitato anche che qualche regista forzasse un po’ la mano alla storia per dare a Superman una caratura ancora più cristologica.

Discorsi vani? In realtà è interessante comprendere la genesi di certi personaggi che poi sono riusciti a fare il salto e diventare miti. Il mito ha origine in un contesto che ne sente il bisogno. Superman, come è stato ricordato, nasce tra il 1933 e il 1938, in un momento in cui il mondo si trova di nuovo immerso nell’inquietudine che precede un’altra Guerra Mondiale, la Seconda, la peggiore. E chi è in fondo Superman? Un supereroe come altri, ma che in più – per i particolari che abbiamo ricordato – evoca a tratti il Messia atteso da Israele che instaurerà un’era di Pace, a tratti il Mosè che viene a liberare il popolo dalle preoccupazioni quotidiane, a tratti il Gesù Re dell’Universo che offre garanzia di una signoria benevola sul mondo e sulla storia. La realtà dell’epoca parla, invece, di Hitler, delle persecuzioni razziali, dei venti di guerra. Man of Stell, l’Uomo d’Acciaio – altro nome di Superman – almeno nelle pagine dei fumetti promette di fugare angosce e apprensioni. Parlare della genesi di un mito non è mai un discorso vano.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

18/04/2018
1510/2018
S. Teresa d'Avila

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Gli italiani ed il Ministero della Pace

Questa curiosa scelta ( ma molto significativa) risulta da un sondaggio commissionato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e realizzato da Demetra.

Leggi tutto

Storie

In Siria troppi interessi economico-politici e poco rispetto per la sovranità nazionale

In #Siria tutto e’ pronto per una guerra devastante tra due blocchi intenzionati a non mollare! La tensione e’ altissima in Siria, e l’Onu e’ ancora una volta impotente di fronte a venti di guerra che soffiano sul Medio oriente. Il cacciatorpediniere americano USS “Donald Cook”, armato con missili Tomahawk, ha lasciato il porto cipriota di Larnaca e si dirige verso il Mediterraneo orientale, per portarsi nel raggio d’azione di Damasco, accusata dall’Occidente di aver usato le armi chimiche lo scorso 7 aprile a Duma. Russia e Iran pronte a difendere l’incolpevole alleato a tutti i costi da quella che considerano una trappola israeliana

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2018 La Croce Quotidiano