Storie

di Emilia Flocchini

Riccardo Ferrigato racconta l’azione del Papa che provò a salvare la vita di Aldo Moro

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

In una situazione d’immobilità come quella legata al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro, l’unico a essersi effettivamente impegnato per salvarlo è stato papa Paolo VI. Questa è la tesi contenuta in «Non doveva morire – Come Paolo VI cercò di salvare Aldo Moro», appena pubblicato dalle edizioni San Paolo, a firma di Riccardo Ferrigato. Dovrebbe essere un fatto assodato, ma molto spesso viene celato sotto quell’immagine di mestizia e sofferenza con tratti di pessimismo che, nonostante l’impegno degli storici, risulta prevalente riguardo al prossimo Papa santo.

Grazie al contributo di monsignor Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia e autore a sua volta di libri su vari aspetti del pontificato montiniano, Ferrigato ha potuto aver accesso a documenti rimasti riservati fino a oggi. Su tutti spicca la bozza, rinvenuta in fotocopia, della lettera agli uomini delle Brigate Rosse, pubblicata il 22 aprile 1978. A correzioni operate dallo stesso Paolo VI si affiancano cancellature e altri interventi che non sono affatto di sua mano. L’ipotesi di Ferrigato è che l’autore materiale sia monsignor Pasquale Macchi, segretario particolare del Papa, ma che siano state suggerite da monsignor Agostino Casaroli, all’epoca segretario del Consiglio per gli Affari pubblici della Santa Sede.

La più evidente riguarda la frase che fece discutere particolarmente la stampa e gli stessi familiari di Moro: «Vi prego in ginocchio, liberate l’onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni». Quell’espressione per decenni è stata considerata segno di forte chiusura, ma nella bozza era riportata come «senza alcuna imbarazzante condizione». Il cambiamento, afferma l’autore, è stato dovuto al fatto che la trattativa messa in atto da Montini doveva restare segreta. Compromettersi con i terroristi e annunciarlo tramite un messaggio pubblico avrebbe comportato far saltare tutto quello che era stato costruito fino ad allora.

I documenti e le testimonianze, queste ultime tratte in maggioranza dalle audizioni della Commissione Moro, presentano infatti il lavoro nascosto che il Papa aveva attuato tramite alcuni collaboratori. Anzitutto, monsignor Cesare Curioni, ispettore centrale dei cappellani carcerari italiani, che dovette cercare di aprire un canale per arrivare ai brigatisti e pagare un forte riscatto (nell’ordine di decine di migliaia di lire).

Poi il cardinal Ugo Poletti, Vicario di Sua Santità per la città di Roma. Sotto il pretesto di portare conforto alla famiglia dell’onorevole, come effettivamente faceva, riferiva a sua moglie Eleonora che l’impegno per salvarlo non era solo a parole. Lo dimostra uno dei documenti inediti, la relazione che lo stesso Poletti stese per riferire al Papa l’incontro del 6 aprile 1978 con la famiglia del prigioniero. Quindi don Antonello Mennini, viceparroco della parrocchia di Santa Lucia a Roma, a cui fu dato il compito di recapitare al Papa una delle tre missive fatte trovare, il 19 aprile 1978, dietro un cartellone pubblicitario. Infine, il già citato monsignor Casaroli, incaricato di mediare con Giulio Andreotti, presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Il volume riporta i documenti sia in trascrizione, sia con riproduzioni il più possibile fedeli all’originale. Lo stile dell’autore non dà troppe concessioni alla retorica, salvo prendere accenti dolorosi quando riporta le sofferenze sia di Moro sia di Montini. Le ultime sessanta pagine costituiscono l’appendice dove Ferrigato espone le zone d’ombra riguardo a don Curioni e a don Mennini, presentando alcune ipotesi a riguardo.

Al termine della lettura viene da pensare che Moro si fosse sbagliato nello scrivere: «Il Papa ha fatto pochino e forse ne avrà scrupolo». Lui, però, non poteva sapere tutto quello che in realtà accadeva, visto che nella sua prigione le notizie erano filtrate dai carcerieri. Chi legge questo libro, invece, capisce che i tentativi sono stati ben più di pochi, anche se non hanno avuto esito.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

09/05/2018
2307/2019
Santa Brigida

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Ora estirpiamo le colonie del male

Non ci piace essere velleitari, l’Unar è istituito da legge dello Stato in recepimento di una direttiva comunitaria, non può essere chiuso. Va sterilizzata la sua funzione di stanziatore di denaro pubblico a favore della lobby lgbt. Dopo la vicenda di Francesco Spano per qualche tempo si asterrà dal farlo, ma dobbiamo tenere la vigilanza alta. E spiegare alla Boschi e a Gentiloni perché non devono più neanche lontanamente immaginare di finanziare con i quattrini delle famiglie italiane quelle associazioni con circoli dove si pratica la prostituzione e si spaccia droga, truffando lo Stato anche sul piano fiscale.

Leggi tutto

Società

INDIPENDENZA NON E’ AUTODETERMINAZIONE

La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti è fondamentale per tre regioni: cita esplicitamente “Dio” e non in termini rituali, richiama con chiarezza la “Legge di Natura” ed è dunque un Carta giusnaturalista, infine indica come primo diritto quello alla Vita, cui consegue il diritto alla Libertà (e sì, come dicevamo, quello molto american-mucciniano alla “ricerca della felicità”). Queste premesse fanno sì che ancora oggi, duecentoquarantuno anni dopo quel 4 luglio 1776, le banconote dei dollari americani contengano un esplicito riferimento alla fede (“In God we trust”) e qualsiasi presidente americano, di qualsiasi colore politico, non possa concludere un suo discorso pubblico senza invocare la benedizione divina sul proprio paese: God bless America.

Leggi tutto

Politica

Cosa fare per non perdere ancora

Siamo destinati a continuare a perdere se continueremo a ripetere lo stesso errore, cioè quello di affidare la rappresentanza politica dei cattolici che credono nei principi non negoziabili all’ambiguità di una coalizione che semplicemente non coltiva i nostri stessi valori e li baratta come fossero merce sull’altare della politica politicante. Nel 2013 i cattolici di questa fatta hanno in massima parte votato per Berlusconi, per Alfano e per la Lega. Ora o si prende atto che Berlusconi in Pascale, per sua stessa ammissione, crede che i valori omosessualisti siano “una battaglia per i diritti di tutti” e infatti manda Renata Polverini a sfilare ai Gay Pride; che la nuova versione degli alfanoidi alleati di Berlusconi, cioè Maurizio Lupi e l’ineffabile ex ministro della Famiglia Enrico Costa a cui si aggregheranno quelli di Idea e lo straordinario Capezzone più Stefano Parisi nella mitologica costruenda “quarta gamba” del centrodestra, nasce già con l’obiettivo di dare i voti necessari al permanere degli attuali equilibri di governo; che la Lega in Veneto con Zaia (sostenitore della legge sul “fine vita”) stanzia i fondi per la “rettifica del sesso” cioè per i trans, con Maroni annuncia il baratto tra legge sull’omofobia e legge sull’autonomia, con Salvini annuncia come “primo provvedimento in consiglio dei ministri” la legalizzazione della prostituzione, come richiesto da un grande sostenitore del leader del Carroccio, il trans turco Efe Bal; che quest’ultima proposta è sostenuta con grande forza da Fratelli d’Italia e da Giorgia Meloni, che si candida a completare un ventennio da parlamentare, ma nei precedenti quindici anni in cui è stata per cinque anni eletta voluta dal suo padre politico Gianfranco Fini, per cinque anni vicepresidente della Camera, per cinque anni addirittura ministro, non si ricorda una sola proposta che fosse una sul diritto alla vita o sulla famiglia; o si prende atto che fare nel 2018 le stesse scelte politiche del 2013 equivale ad esporsi agli stessi rischi, perché sostenere un centrodestra strutturalmente ambiguo sui principi significa far entrare in Parlamento centinaia di deputati e senatori disposti al compromesso sulle leggi di principio, o davvero non si capisce nulla di politica. E sorge allora il sospetto che a qualcuno piacciano i vecchi equilibri in cui si perde sempre, pur di salvaguardare alcune stantie rendite di posizione.

Leggi tutto

Storie

Avrebbe compiuto oggi 50 anni Santa Scorese

Santa Scorese è nata a Bari il 6 febbraio 1968, nella sua casa in Via Dante. Quattro anni prima di lei, i genitori avevano avuto Rosa Maria. Quasi venti giorni dopo la nascita, il 25 febbraio, Santa fu portata al battesimo. Una vicenda comune diventata nota grazie alla pubblicazione del Diario, che rischiava di essere distrutto, delle Lettere e di due biografie. Una continua scelta di Dio.

Leggi tutto

Società

Conosciamo i nostri figli?

Le statistiche sulle dipendenze (nuove e vecchie) dei giovani e giovanissimi mostrano una morsa di fragilità che si fa sempre più impenetrabile, oltre la cortina di sostanze psicotrope e di una pornografia dilagante. L’anno del Sinodo sui Giovani può essere per la Chiesa e per la società il momento in cui si chiuda una buona volta la stagione della complicità (dis)educativa e si volti pagina

Leggi tutto

Società

Pietro Bartolo e la sua visione sui migranti

La questione sui migranti continua a dividere anche i cattolici. La maggior parte dell’opinione pubblica sta con il ministro dell’Interno ma Pietro Bartolo ci dice la sua….

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2019 La Croce Quotidiano