{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} Pietro Bartolo e la sua visione sui migranti

Società

di Elisabetta Pittino

Pietro Bartolo e la sua visione sui migranti

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

Ti accolgo sì, ti accolgo no, ti accolgo forse…”la questione migranti è al centro del dibattito, fa notizia,soprattutto fa litigare, ci si offende tra Stati, tra muri e cittadinanza, e politici infuocati, l’Europa di fronte “all’emergenza” migranti che dura, più o meno, da vent’anni non sa cosa fare.

In mezzo ci sono le persone: i migranti, uomini, donne bambini in carne ed ossa, con lacrime e sale, gioia e rabbia…, poi tutti quelli che li accolgono, che vedono il dramma degli arrivi, poi le persone che, mentre gli Stati litigano, si devono confrontare con lo “straniero “, il “diverso”. Uomo a uomo, donna a donna.

In un’Europa che non sa accogliere i suoi figli, che preferisce abortirli o non farli più, è certamente un miracolo l’accoglienza.

Un miracolo possibile secondo il Dr Pietro Bartolo, Direttore dell’Asl di Lampedusa quello che ha accolto e accoglie i migranti a Lampedusa, quello di Fuocammare e l’autore di Lacrime di sale, che è ormai un esperto.

“Non è un’invasione” spiega Bartolo “Noi dobbiamo capire questo e reagire nel modo giusto: trattarli come esseri umani che hanno sofferto fin dalla nascita e continuano a soffrire, anche qui, dove pensavano di vivere in un mondo migliore, mentre continuano a d’essere i mostri, gli alieni e i diversi”.

“Non è un’invasione perché di 181 mila arrivati nel 2016, -l’anno con più migranti mentre dal 2017 gli arrivi sono diminuiti- rispetto ai 60 milioni di abitanti in Italia ... i migranti Sarebbero 2,5 per ogni 1000 abitanti! Dov’è l’invasione? Se poi li distribuiamo in Europa…” riprende l’autore di Lacrime di sale.

Secondo il Direttore Asl i centri di accoglienza sarebbero da “chiudere” e bisognerebbe “dare il denaro ai sindaci perché siano messi in grado di accogliere “.

“Ai migranti non tocca nulla -chiarisce il medico- perché i soldi vanno all’ente gestore, alle associazioni, per pasti e pernottamenti”.

Da qui la proposta di Bartolo “potremmo dare i soldi ai sindaci per incentivarli ad accogliere i migranti, distribuendoli in Italia. Attualmente sono solo 2000 comuni su 6000 ad ospitarli; quindi una grossa concentrazione che crea problema a chi li accoglie”.

“Se noi dessimo ai sindaci un numero di migranti limitati, tipo 15 migranti per Comune con 30 mila euro, sufficienti per accoglierli, dando loro un lavoro, socialmente utile, pagandoli con uno stipendio buono di 1500€, in modo da poter pagare affitto, tasse, ecc., si farebbe del bene sia ai migranti che a noi che accogliamo” continua il medico.

“Verrebbero tolti dai centri dove sono tenuti senza fare nulla e verrebbero inseriti, con numeri limitati, nei comuni,in modo tale da diventare produttivi per il comune stesso”. Un’integrazione possibile.

“C’è stata una riduzione importante negli arrivi, sia per una riduzione nei paesi di origine, sia per gli accordi presi dall’Italia con i sedicenti governanti libici.

Se questo è per togliere dalle grinfie dei trafficanti queste persone e fare in modo che non vengano torturate e violentate ma che vengano accolte dalle ONG che dovrebbero garantire i diritti umani, bene…ma la mia perplessità è che non è chiara la situazione, anche perché in Libia Non c’è un governo…”.

Nei lager libici, racconta Il medico di Lampedusa, i migranti “sostano in attesa di trasferimento, e vengono torturati, seviziati, dopo essere stati privati della dignità”.

“Bisogna cambiare registro… fare corridoi umanitari, per non mettere a rischio la vita di queste persone e garantire il diritto principe che è il diritto alla vita” afferma Bartolo.

Chi ha “diritto” a venire in Europa? Bartolo non ha dubbi:

“coloro che scappano dalle guerre e dalle persecuzione, ma anche quelli che scappano dalla fame dalla morte certa”.

L’anno scorso, verso luglio-agosto, ricorda il protagonista di Fuocammare, “arrivò un ragazzino di 13 anni circa,tanto sofferente, tenuto in un lager nella Libia, con una situazione disastrosa dal punto di vista organico. Ciò che mi impressionò fu che avevano tentato di scuoiarlo appendendolo per i piedi e partendo dalle gambe. Lo abbiamo curato e trasferito a Palermo.Torture gratuite fatte dai libici, cioè dalle organizzazione che gestiscono il traffico di esseri umani, sul ragazzino perché era nero. Un essere umano non può fare queste cose”.

“Affrontare queste situazioni ti fa sentire tanto male, impotente, ti fa venire dubbi…perché devo vedere queste sofferenze? Poi ci ragiono in famiglia e capisco che è giusto, lo faccio perché sono un uomo. Mi sentirei un traditore se non lo facessi, in considerazione del fatto che sono un medico, e tutti quelli che con me operano, lo fanno perché hanno capito che la nostra è una missione, indipendente dall’essere medico, volontario, militare ...bisogna aiutare chi ha bisogno” conclude Pietro Bartolo.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

26/06/2018
2305/2022
San Giovanni Battista de' Rossi

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Istruzioni per le liste del PDF

Il prossimo 11 giugno si voterà in oltre 1.000 comuni italiani per la tradizionale tornata amministrativa di primavera. Il Popolo della Famiglia si presenta con il proprio simbolo e chiede a tutte le donne e agli uomini di buona volontà di organizzare una presenza capillare sul territorio che sarà propedeutica alle politiche che si terranno tra pochi mesi. Azione fondamentale per il radicamento sul territorio è la campagna di tesseramento, così come il reperimento di candidati e sottoscrittori delle liste che vorranno misurarsi con il consenso elettorale sulla base della piattaforma politica PdF

Leggi tutto

Politica

La bimba down che tolse le parole alla Merkel

Una diciottenne come tante altre, ma che a differenza di tante altre ha un cromosoma “maggiorato”, ha inchiodato la cancelliera tedesca all’ineludibile confronto con la realtà: la legge permette l’aborto dei bambini down anche in stadio avanzato della gestazione, e balzando oltre tutte le ipocrisie e i convenevoli Natalie ha chiesto alla politica: «Perché? Io voglio vivere!»

Leggi tutto

Media

La nostra risposta: fare 5 cose

Contro il Popolo della Famiglia e i suoi dirigenti, invece, c’è una furia feroce che probabilmente è degna di miglior causa. Per la lobby che noi apertamente sfidiamo, per la sua politica contro la vita e contro la famiglia, per la visione del mondo che vuole trasformare le persone in cose, c’è un solo nemico da attaccare con tutte le energie fino a zittirlo: il Pdf. Torniamo alla domanda. Perché? Perché siamo ostinati e organizzati. Due fattori molto temuti: ostinazione e organizzazione. Sanno che ormai in ogni angolo del Paese c’è un nucleo territoriale organizzato del Popolo della Famiglia. Si tratta del frutto di due anni di lavoro casa per casa, compiuto dal Pdf attraverso l’esperienza di ben tre tornate amministrative ma anche con la presenza quotidiana e fattiva di monitoraggio di quel che accade. E così ogni settimana in Italia ci sono almeno dieci iniziative con dirigenti del Popolo della Famiglia che incontrano persone sul territorio, più di cinquecento all’anno. Ci sono gli iscritti, ci sono le liste, ci sono i candidati, ci sono 48.750 firme da raccogliere che saranno agevolmente raccolte, ci sono centinaia di migliaia di voti che certamente i nostri militanti otterranno alle prossime politiche sui 945 coraggiosi che candidandosi alla Camera e al Senato diranno: fate una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia, tutto il resto l’abbiamo già sperimentato e ha portato al disastro attuale.

Leggi tutto

Storie

Gabriele Kuby, “impavida guerriera” antigender

È stato da poco tradotto in italiano l’ultimo saggio della già fortunata autrice di “Gender Revolution. Relativismo in azione”. La saggista e giornalista tedesca ha mietuto eccellenti consensi, con i suoi lavori, tra cui primeggia quello del Papa Emerito, il quale l’ha qualificata di «impavida guerriera». Nel suo “La rivoluzione sessuale globale” non ci si contenta di un’analisi superficiale, ma si produce anzi una diagnosi radicale dei fenomeni. Introduzione di Caffarra.

Leggi tutto

Politica

I prossimi impegni

Già da domenica prossima però sempre a Roma torneremo a trovarci insieme per festeggiare il secondo compleanno del Popolo della Famiglia, visto che l’11 marzo del 2016 siamo nati, l’organizzazione della serata è in mano al nostro coordinatore nazionale Nicola Di Matteo. Passati i festeggiamenti c’è però davvero da mettersi subito all’opera per i prossimi traguardi. Stasera con Lanfranco Lincetto si riunisce il coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia, visto che per il 29 aprile sono previste lì come nel Molise le elezioni regionali e saremo protagonisti, come già riferiscono i giornali locali odierni. A proposito di giornali locali, sul Corriere della Sera edizione Verona oggi Filippo Grigoliniingaggia una perfetta polemica con Elton John e incassa una paginata di spazio, ottimo viatico per le amministrative di maggio in Veneto: si voterà a Treviso e a Vicenza, ma anche in altri importanti comuni della regione.

Leggi tutto

Storie

The shout of Ireland: “Let Them Live!”. Interview with Emily Faulkner

A group of American pro-lifers travelled from the US to lend their support to the anti-abortion referendum on the Eight Amendment

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano