Politica

di Mario Adinolfi

Se non mentendo

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora

Stanchi di leggere ricostruzioni fantasiose dei fatti recenti riguardanti il PdF, una volta e per tutte per i pochi interessati li narriamo per come sono avvenuti, in termini oggettivi non contestabili.

Senza astio alcuno nei confronti delle persone, perché è legittimo per tutti cambiare idea e andare da chi vince o anche solo stancarsi di un’attività faticosa e inevitabilmente divisiva come la politica, precisiamo: che fino al 4 marzo 2018 nessuno si è mai lamentato di nulla su conduzione del Pdf o proprietà del simbolo e si diceva di cattedrali, contadini e “votare Lega è immorale”; che in data 11 marzo Amato sottolineava in un lungo scritto il buon risultato del PdF e la necessità di continuare sulla strada intrapresa; che a fine aprile una riunione sollecitata da Grigolini si teneva a Roma presenti Amato, Grigolini, Di Matteo, Torriero, Marcotullio e il sottoscritto, confermando tutti l’intenzione di andare avanti, nessuno ha posto alcun tipo di questione su conduzione e simbolo; che a casa mia si è tenuto un faccia a faccia con Amato in cui è stata ribadita amicizia e fedeltà al progetto del PdF, senza porre alcuna questione su gestione e simbolo, anche perché a Amato e a tutti è noto che le scarse entrate del PdF e le ingenti uscite per cinque campagne elettorali hanno costretto la presidenza a intervenire sempre e di tasca propria per coprire le spese, mentre il segretario nazionale e molti candidati alle politiche non hanno ritenuto nel 2018 utile neanche sottoscrivere l’iscrizione al partito, pretendendo però che fossero inviati migliaia tra manifesti, bandiere, gadgets per la loro personale propaganda; che si è tenuta una assemblea plenaria e analogamente nessuno ha avanzato alcun tipo di questione, anzi ci siamo spellati le mani per don Ottorino Baronio che ci invitava ad andare avanti; che a maggio l’unica forma di lamentela riguardava l’insistente richiesta di Grigolini di cacciare De Carli, mentre la Arminio pretendeva l’allontanamento di Di Matteo dalla Sicilia, della Ciconte dalla Calabria e di Fumaneri dal Trentino A.A. di cui si era autoproclamata coordinatore regionale pur vivendo in provincia di Siracusa (questo per far capire la fondatezza dell’accusa sul “partito dittatoriale”); che il 23 giugno dopo le elezioni amministrative che hanno dimostrato un PdF in salute e in crescita, si è tenuta a Verona una riunione tra gli Amato, una quindicina di veronesi e un altro paio di rappresentanti locali, non pubblicizzata né nelle premesse né negli esiti; che il 28 giugno è uscito un articolo su La Verità di Amato che non pone la questione della gestione del Pdf ma ne proclama improvvisamente (e senza pregressa comunicazione alcuna, senza una telefonata, partecipando la sera prima a una iniziativa in Toscana con amici del PdF senza dire nulla) la sua inutilità come strumento politico perché “il quadro è cambiato”, bisogna sostenere il governo gialloverde considerato “governo di tregua per i cattolici” e in particolare il veronese ministro Fontana. Imbarazzato nel ricordare i suoi stessi proclami sulla pazienza e sulla cattedrale, Amato si autogiustifica attestando che la cattedrale è da considerarsi incompiuta per assenza di pietre e di monaci.

Questi, i fatti. Da luglio, per provare a dare un senso al voltafaccia in direzione filoleghista, i transfughi hanno preso a lamentare la gestione a loro dire autocratica del PdF. Parole identiche sono state usate contro la Meloni dai transfughi di Fratelli d’Italia in direzione Lega, perché quando si tradisce un campo considerato “perdente” e si passa a quello del vincitore qualcosa bisogna pur dire e di solito tutti dicono le stesse cose. Questi sono i fatti nudi e crudi, difficilmente contestabili se non mentendo. Il Popolo della Famiglia continua il suo cammino, la sua traversata del deserto, a testuggine e lieto di aver perso chi evidentemente voleva vincere la guerra avendo in canna energie per una sola battaglia, pur dicendo a tutti che avrebbe atteso paziente per decenni e addirittura secoli. Un consiglio a tutti ora: misurare le parole. I prossimi proclami saranno, inevitabilmente, poco credibili.

Per quanto ci riguarda noi cercheremo di dare prospettiva e profondità al nostro percorso e, sollecitati, miglioreremo: studieremo di più, ci incontreremo di più, discuteremo di più. Formeremo un coordinamento nazionale da qui a pochi giorni con 220 membri, in rappresentanza ognuno di mille nostri elettori del 4 marzo. Ma non per perderci nei rivoli di uno sterile dibattito interno, perché la testuggine la guerra deve farla in campo aperto. La questione non è prevalere nel rissoso campo dell’associazionismo prolife. Il Popolo della Famiglia è l’unico soggetto esplicitamente politico e massicciamente partecipato, non un’associazioncina che deve andarsi a cercare cinquemila iscritti farlocchi in una settimana per andarsi a sedere a qualche tavolo, noi abbiamo 220mila voti veri, misurati nella sede più difficile e ufficiale, quella delle elezioni politiche. Ora bisogna farli crescere e poiché, a differenza delle associazioni che meritoriamente agiscono nel pre-politico autonominando i loro dirigenti e potendo prescindere dal consenso, noi dal consenso siamo misurati, dobbiamo semplicemente guardare ai prossimi appuntamenti elettorali e organizzarci: elezioni regionali autunnali in Basilicata e probabilmente in Abruzzo, provinciali a Trento e a Bolzano, poi il 26 maggio le europee. Abbiamo tappe, scadenze, obiettivi, concretezza di un lavoro da svolgere, raccolta firme, costruzione di candidatura credibili. Dunque, con questa pagina, riteniamo chiusi i conti con il passato e auguriamo davvero a tutti buona strada o buon riposo. Io, se non tirato per i capelli, non tornerò più su fatti che considero anche umanamente e personalmente dolorosi perché, al di là della politica, raccontano una dimensione di amicizia tradita. Mi fido troppo e regalo a molti con troppa generosità, trovandomi qualche volta fregato. Va bene, servirà da lezione, anche se ho paura di non essere più capace di cambiare a 47 anni. Caratteraccio compreso, per il quale mi scuso.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

11/07/2018
2901/2023
San Valerio

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

IL PASSO DECISIVO DEL TEATRO ELISEO

Il Popolo della Famiglia, senza essere un soggetto politico confessionale ma davvero aperto al contributo di tutte le persone di ogni fede e di buona volontà, dice basta alla stagione della delega ad altri e si presenterà a tutti gli appuntamenti elettorali prossimi venturi chiedendo il consenso sul proprio simbolo quale soggetto politico autonomo, con le radici affondate nelle ragioni della grande mobilitazione popolare del Family Day, tradita dai politici dei partiti tradizionali che pure dicevano di volerne rappresentare le istanze. Preso atto del tradimento, la risposta è la nascita e la diffusione sempre più massiccia su tutto il territorio nazionale del Popolo della Famiglia, che dal teatro Eliseo esce con una missione da compiere: raggiungere il milione di voti che darebbero rappresentanza parlamentare in tutti e due i rami del Parlamento al Pdf, oltre che in Comuni e Regioni. L’obiettivo è andare al governo del Paese. Come ha detto sempre Amato, in prospettiva essere una forza non del 3% ma del 30% ed oltre. Il passo decisivo, il primo passo, è stato avviato al teatro Eliseo di Roma. Chi c’era ha sentito soffiare un vento che faceva capire di essere presenti ad un avvenimento di portata storica.

Leggi tutto

Politica

Renzi copia il programma del PdF

La parola definitiva sulla televendita del redivivo dittatore democratico, di ritorno dall’Isola d’Elba, l’ha detta Makkox su Gazebo. Vogliamo però soffermarci su un “dettaglio”: mentre mette in sordina Scalfarotto e Concia, Renzi inserisce “mamma” tra le “tre parole” del suo nuovo Pd. Una rincorsa in cui il Popolo della Famiglia riconosce la difficoltà di Renzi che vuole recuperare consenso.

Leggi tutto

Media

DIALOGO FRANCO TRA IL PDF E AVVENIRE

Ci siamo confrontati con molte difficoltà, ma non con quella di determinare il nostro orizzonte programmatico: siamo ispirati dalla dottrina sociale della Chiesa e ad essa facciamo diretto riferimento. Questo non fa del Popolo della Famiglia un movimento confessionale. Chi legge la nostra quotidiana elaborazione di contenuti, anche attraverso il quotidiano La Croce, sa che ad essa collaborano personalità provenienti non solo dal mondo cattolico, ma anche evangelici, persino islamici, così come agnostici e non mancano gli atei. Certo, l’ossatura del gruppo dirigente del Popolo della Famiglia è composta da cattolici, che danno il segno caratteristico a questo movimento politico nato dopo il tradimento delle ragioni del Family Day operato attraverso il voto favorevole alla legge Cirinnà di moltissimi parlamentari sedicenti cattolici che pure al Family Day erano presenti.

Leggi tutto

Politica

Elezioni decisive per tutti

Mediante le elezioni siciliane di domenica prossima si misurerà l’intensità dell’avanzata possibile del centrodestra, la tenuta del progetto di governo del Movimento Cinque Stelle, la capacità del Partito democratico di reggere ai venti di tempesta che lo stanno devastando. In gioco ci sono le tre leadership: quella pluridecennale di Silvio Berlusconi, quella appena sancita di Luigi Di Maio e infine quella usurata in pochissimi anni zeppi di errori di Matteo Renzi. Ci sono poi evidentemente altre questioni politiche interessanti che saranno rese analizzabili da questo voto amministrativo: esiste uno spazio reale alla sinistra del Pd? L’estrema destra potrà coagularsi attorno a Casa Pound? Per i cattolici identitari è tempo di un nuovo protagonismo grazie al Popolo della Famiglia? A queste tre domande si risponderà prevalentemente a Roma, mentre il tema sulle tre principali leadership si squaderna prevalentemente in Sicilia. Ma proviamo ad affrontare i punti uno per volta.

Leggi tutto

Politica

Viene dalla ‘scuola’ di Ingroia il nuovo assessore regionale alla famiglia

Appare vanificata la speranza del Comitato difendiamo i nostri figli, che aveva spinto la candidatura del neo presidente alla Regione Sicilia

Leggi tutto

Politica

Osservazioni giuridiche sul voto responsabile

Pubblichiamo, non senza una qualche orgogliosa emozione, le annotazioni tecniche che una lettrice ha posto a margine delle considerazioni del presidente nazionale del Popolo della Famiglia. Le competenze giuridiche dell’autrice balzano all’occhio e avvalorano – se possibile – ancora di più le valutazioni politiche a cui fanno riferimento.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano